Astronomia per artisti
Stefano Sandrelli sostiene che “certamente siamo in un’epoca in cui alcuni riferimenti scientifici, quasi per osmosi, sono penetrati nel linguaggio e nell’immaginario comune”.
Per poter dire di vivere in un’era tecnologica dovremmo essere convinti che la tecnologia e la scienza plasmano i comportamenti quotidiani delle persone e il loro immaginario, senza che si abbia una coscienza chiara dei principi scientifici su cui sono basati. In un’era tecnologica la consapevolezza della scienza sottostante alla tecnologia non è indispensabile.
Feynman, che è uno dei riferimenti culturali di queste considerazioni, osa un po’ di più e parla di un’era scientifica nella quale esiste un artista in grado di attingere alla scienza, di “cantarla” e in questo modo di condividerne la bellezza con un numero molto più grande rispetto ai soli che già “sanno di scienza”.
La scienza diventa cioè “luogo comune”, luogo che si può frequentare. È un passo più in là del solo immaginario, nel quale i riferimenti scientifici si impastano con tutto il resto. È un passo che ci porta verso una qualche consapevolezza della ricchezza e della complessità della scienza, un po’ più in là della sola condivisione della sua bellezza.
È evidente che non viviamo in un’era scientifica.
Però Sandrelli ci prova lo stesso e cerca di far diventare la scienza, almeno una sua parte, un “luogo comune” per alcuni artisti. Il 26 gennaio parte il “Corso di Astronomia per Artisti” organizzato da INAF-Osservatorio Astronomico di Brera e dall’Accademia delle Belle Arti di Brera. Gli incontri-laboratorio sono indirizzati a studenti e docenti dall’Accademia.
Le lezioni astronomiche di Sandrelli, che saranno ripetute anche nel secondo semestre universitario, vogliono avvicinare l’arte e la scienza di oggi, stimolando la riflessione artistica sulle più recenti ricerche astronomiche, che negli ultimi anni hanno rivoluzionato la rappresentazione scientifica del cosmo.
Le opere di studenti e docenti costituiranno un primo seme di mostra per le celebrazioni del 2009, “Anno Internazionale dell’Astronomia”.
Se l’esperienza sarà fertile, il sogno è che nasca prima o poi un “artista di Feynman” che ci accompagni verso un’era scientifica.
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