gen 31 2010

Avatar

Ho visto Avatar di James Cameron domenica e giovedì sera, e con questo vi do una misura del fatto che questo film mi ha fatto pensare.

Non voglio dirvi nulla sulla tecnologia (sorprendente), sulla vicenda (prevedibile), sull’estetica (bellissima) della pellicola.

Invece, mi piace sottolineare la filosofia di vita dei Navii che combattono sì per non farsi eliminare dagli invasori, ma combattono per allontanarli, non per distruggerli. E mi ha colpito che anche nel clou della distruzione che stanno subendo, i Navii sono capaci di ascolto (almeno da parte della loro guida spirituale più aperta e illuminata).

E veniamo al ruolo della scienza che permea tutto il film. In scena ci sono due scienze: da un lato la scienza dura della fisica e della tecnica, del calcolo esatto e del determinismo, del risultato che deve essere conseguito necessariamente. Dall’altro la scienza più soft della vita, la scienza di chi conosce a fondo la natura (ovviamente, nello specifico, è la natura di Pandora, ma questo è accidentale), la scienza della complessità che tiene assieme tutto il vivente.

A vincere (sempre che il film preveda un vincitore) è quest’ultima. C’è una ricchezza in più nella vita che la fisica, la matematica e la tecnica non sono in grado di comprendere (e infatti gli umani non la comprendono, salvo lodevoli eccezioni).

Vedo in Avatar la consacrazione pop di un fatto che sappiamo ormai molto bene: negli ultimi decenni la scienza ha cessato di essere fisico-matematica per diventare natural-biologica. L’esattezza e il determinismo cedono il posto all’ambiguità e alla complessità. E’ un dato di fatto che con Avatar viene sancito anche da Hollywood.

Pensiamo alla distanza tra Avatar e Matrix. In quest’ultimo l’informazione veniva controllata da un “sistema” che sostanzialmente si poteva ricondurre a delle macchine. Nella pellicola di Cameron, l’informazione fluisca da vivente a vivente. Un bel salto, del quale probabilmente Cameron è più che consapevole se la ricchezza dei Navii è proprio nell’essere connessi alla natura di Pandora, mentre gli umani sono ancora alla ricerca di un materialissimo minerale che li farebbe ricchi.

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