Categoria: consapevolezza

mag 31 2010

Giochi di mano(vra), giochi da villano

Qualche micro osservazione sparsa a margine dei noti fatti:

1. Tremonti propone il taglio di tanti enti inutili: molti della ricerca.

2. Non è chiaro chi sia inutile e chi no, chi sia nella lista e chi no.

3. Poi la lista emerge.

4. Poi Facebook fa da cassa di risonanza per Ogs, Inaf, Indam.

5. Poi Napolitano stralcia, stralcia? stralcia? boh, sembra di sì.

Temo che lo stralcio sia una buona notizia a metà. Mi spiego.

Sono convinto che non sia importante tanto la chiusura in sé quanto il discredito, la “fama” dell’inutilità, la convinzione diffusa che chi difende il proprio ente lo fa per difendere la propria posizioncina, la certezza che tutto ciò che è cultura è parassitario.

Sono convinto che, per sopire le coscienze e per ammutolire le voci pensanti, un  po’ di sano ricatto (ti-chiudo e non-ti-chiudo) sia una buona tecnica.

Insomma, non credo che abbiano mai pensato di “risparmiare” tagliando quanto piuttosto di normalizzare chi è e cerca di essere indipendente e pensante.

E gli italiani tacciono.

feb 08 2010

Parlare o non parlare delle due culture?

Come forse dovevo aspettarmi, con la contro-recensione al Piccolo atlante celeste, ho scatenato un dibattito tra le persone coinvolte direttamente: Giangiacomo Gandolfi e Stefano Sandrelli che l’hanno curato e Marco Boscolo che l’ha recensito. Vorrei che questo scambio “schietto e diretto” diventasse occasione per una riflessione un po’ più ampia e condivisa da altri.

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gen 31 2010

Avatar

Ho visto Avatar di James Cameron domenica e giovedì sera, e con questo vi do una misura del fatto che questo film mi ha fatto pensare.

Non voglio dirvi nulla sulla tecnologia (sorprendente), sulla vicenda (prevedibile), sull’estetica (bellissima) della pellicola.

Invece, mi piace sottolineare la filosofia di vita dei Navii che combattono sì per non farsi eliminare dagli invasori, ma combattono per allontanarli, non per distruggerli. E mi ha colpito che anche nel clou della distruzione che stanno subendo, i Navii sono capaci di ascolto (almeno da parte della loro guida spirituale più aperta e illuminata). Continua a leggere »

gen 21 2010

Rapporto Isotope

Consiglio di dare un occhio a questo rapporto sul “public engagement” e in generale al portale del gruppo Isotope.

gen 06 2010

Nobel per la Pace a internet

A me l’idea di lanciare la candidatura a internet per il premio Nobel per la Pace sembra sensata. Il dibattito su cosa è la rete (in particolare in Italia) è pleistocenico. La riflessione sul suo ruolo in democrazia quasi nulla.

La realtà invece sta andando da un’altra parte. Una candidatura al Nobel potrebbe far crescere la consapevolezza in merito.

Che ne dite? Parliamone!

nov 30 2009

Figlio mio, lascia questo Paese

Leggo su Repubblica, condivido e rilancio questo amaro saluto di una nuova settimana.

Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio. Continua a leggere »

feb 22 2009

Chimica è cultura


Chi è quest’uomo?

Carlo Presenti, il nuovo direttore dell’Istituto italiano di cultura a Londra.
Enrico Arosio e Paolo Forcellini sull’Espresso del 26 febbraio gli dedicano un velenoso ritrattino dal titolo “Frattini culture club”.
Velenoso ma condivisibile: amico e collaboratore del ministro degli esteri Presenti ne ha già fatta una più di Bertoldo: chiude la biblioteca, ristruttura di testa sua palazzi tutelati dai beni culturali inglesi, taglia la collaborazione con l’unica libreria italiana a Londra, l’Italian Bookshop, perché la direttrice è “troppo di sinistra”.
C’è un punto del ritratto di Arosio&Forcellini che però mi ha fatto sobbalzare.
Virgolettato: “Presenti non è un intellettuale (è ingegnere chimico)”. Fine del virgolettato.
Miei cari A&F, ancora lì siete, siamo!; all’imbarazzante convinzione che tecnica (ingegneria) e scienza (chimica) non siano roba da intellettuali che invece si devono pascere di ermeneutica e filologia romanza, immagino.
E pensare che proprio cinquant’anni fa, sempre a Londra, un certo Snow teneva una lecture dal titolo “The two cultures”:  all’Espresso non devono averla ancora letta.
Che fastidio! Se il nostro Paese è così indietro non è solo colpa di Frattini, degli amici di Frattini e del superiore di Frattini, ma anche (almeno un pochino) di chi continua negare cittadinanza intellettuale a un pensiero scientifico e razionale al quale forse, di questi tempi, qualcosina dobbiamo.
Firmato: un non-intellettuale matematico.
ott 16 2008

Saviano condannato a morte

Questo post è out-of-topic, lo so. Ma mi sembra che di questi tempi non si possa tacere a fronte dei tanti che chiedono di tacere.

Quindi, è vero che questa
è la copertina che i casalesi vogliono per Roberto Saviano e per il suo Gomorra, ma a me piace che possa continuare a parlare, vivere e, come dice in queste ore, innamorarsi.

Per favore non taciamo su Saviano.
Per lui: perché ciò che ha fatto gli deve valere più vita, non una minaccia di morte.
Per altri: perché si comincia con una condanna a morte camorrista e non si sa dove si finisce (con meno violenza ma qualche anno fa al premier italiano piacevano gli editti bulgari).
Per tutti: perché la libertà di parola non è un orpello della democrazia: è la democrazia.

Modesta proposta ai ministri Gelmini e Maroni: comprate 25.000 copie di Gomorra e regalatele a tutte le classi terze della scuola media come testimonianza essenziale da conoscere su questo nostro martoriato paese.
Se tutti i quattordicenni sapranno, anche la vita di Saviano sarà più al sicuro.
(E penso che costoro sarebbero colpiti a sapere che solo 14 anni fa anche Saviano era un quattordicenne)

lug 20 2008

Manifesto degli scienziati antirazzisti

In tempi di rom, impronte digitali, rumeni “tutti delinquenti”, 13 milioni di italiani che possiedono armi legalmente, a me fa piacere che la Regione Toscana abbia chiesto a Marcello Buiatti di redigere un Manifesto antirazzista in occasione dei 70 anni della promulgazione delle leggi razziali, avvenuta nella Tenuta di San Rossore il 5 settembre 1938 dal re d’Italia Vittorio Emanuele III.

Io l’ho firmato.

Il manifesto PDF è qui, mentre per leggere direttamente il testo andate ad esempio qui.

giu 08 2008

Donne e scienza: uno studio

Le donne continuano a essere molto limitate, diciamolo: discriminate, nella ricerca europea.

Con i Gender Action Plans (GAPs), un gruppo di ricerca finanziato dalla Commissione europea ha redatto un report sui problemi delle scienziate a partecipare pienamente alla ricerca accademica.

Simona Palermo, Elisabetta Giuffra, Valeria Arzenton e Maximiano Bucchi hanno scritto un questionario che tocca tanto gli aspetti personali che quelli professionali della vita dei ricercatori e l’hanno sottoposto a 143 scienziati (53,1% dei quali uomini).

Emerge che le ricercatrici sono preoccupate dal fatto che le posizioni preminenti nelle professioni scientifiche sono in mano agli uomini: 83 uomini su cento hanno una posizione stabile, a fronte di sole 56 donne su cento.

Simona Palermo sottolinea come “i risultati confermano che le donne partecipano pienamente alla ricerca nei primi passi della carriera scientifica, per poi abbassare le ambizioni e le aspettative professionali una volta che hanno dei figli”. E di questo sono consapevoli tanto i ricercatori (60%) quanto le ricercatrici (70%): combinare ricerca e maternità è la difficoltà.

Poi c’è la questione del potere: la ricerca è governata dagli uomini, potrebbe essere il titolo. Molte donne sono relegate in posizioni subordinate (75%) cosa che capita a molti meno uomini (33%). E così si diffonde la convinzione – soprattutto tra le ricercatrici – che le donne hanno meno possibilità di raggiungere posizioni di guida e gestione della ricerca, perché hanno una natura meno competitiva e soffrono di più a combattere per la carriera, dote che viene considerata tipicamente maschile.

Insomma, il problema – secondo questo studio – ha una dimensione orizzontale e una verticale. Da un lato, la maternità blocca la carriera in sé (e questo è più evidente in alcuni settori di ricerca nei quali le donne scarseggiano maggiormente), dall’altro la competitività limita fortemente un equo accesso al potere. Un risultato non dissimile dalla dimensione sociale che abbiamo studiato e presentato qui.

Letture consigliate: “Gender and Science”, Correspondence, EMBO reports 9, 6, 494–495, 2008. “Mujer y ciencia. La situación de las mujeres investigadoras en el sistema español de ciencia y tecnología”, FECYT, 2007.