feb
22
2009
Chimica è cultura
Carlo Presenti, il nuovo direttore dell’Istituto italiano di cultura a Londra.
Enrico Arosio e Paolo Forcellini sull’Espresso del 26 febbraio gli dedicano un velenoso ritrattino dal titolo “Frattini culture club”.
Velenoso ma condivisibile: amico e collaboratore del ministro degli esteri Presenti ne ha già fatta una più di Bertoldo: chiude la biblioteca, ristruttura di testa sua palazzi tutelati dai beni culturali inglesi, taglia la collaborazione con l’unica libreria italiana a Londra, l’Italian Bookshop, perché la direttrice è “troppo di sinistra”.
C’è un punto del ritratto di Arosio&Forcellini che però mi ha fatto sobbalzare.
Virgolettato: “Presenti non è un intellettuale (è ingegnere chimico)”. Fine del virgolettato.
Miei cari A&F, ancora lì siete, siamo!; all’imbarazzante convinzione che tecnica (ingegneria) e scienza (chimica) non siano roba da intellettuali che invece si devono pascere di ermeneutica e filologia romanza, immagino.
E pensare che proprio cinquant’anni fa, sempre a Londra, un certo Snow teneva una lecture dal titolo “The two cultures”: all’Espresso non devono averla ancora letta.
Che fastidio! Se il nostro Paese è così indietro non è solo colpa di Frattini, degli amici di Frattini e del superiore di Frattini, ma anche (almeno un pochino) di chi continua negare cittadinanza intellettuale a un pensiero scientifico e razionale al quale forse, di questi tempi, qualcosina dobbiamo.
Firmato: un non-intellettuale matematico.
