Categoria: insegnamento

mar 24 2010

MyScience

Una nuova webzine cerca di avvicinare i giovani alla scienza. Viene dalla Finlandia, si chiama MyScience. Consiglio di tenerla sott’occhio. Mi sembra un luogo che potrebbe attrarre anche gli adolescenti italiani. Staremo a vedere.

feb 11 2010

Museo virtuale dei piccoli animali

Segnalo un’iniziativa tra la didattica e la divulgazione.

L’ottimo Paolo Beneventi anima un museo virtuale dei piccoli animali.

Il museo è arricchito e mantenuto aggiornato dai bambini delle scuole elementari, che così facendo devono misurarsi con l’osservazione scientifica e con le scelte migliori per raccontarla e condividerla. Interessante è anche il respiro internazionale che permette ai bambini di collaborare a un progetto di ampio respiro.

Da tenere d’occhio.

nov 25 2009

Ancora matematica in Parlamento

Continuano le audizioni dei matematici davanti al Parlamento italiano.

Penso che sia un bene che le parti in causa siano ascoltate dal legislatore.

Il 24 novembre è stato il turno di AniMat: è ottimo che gli insegnanti di matematica abbiano una loro voce che potete leggere in questa memoria preparata per l’audizione.

nov 19 2009

La proposta dei matematici al Parlamento italiano

Il 17 novembre 2009 il presidente dell’Unione Matematica Italiana, Franco Brezzi, il presidente della Commissione sull’insegnamento della matematica, Giorgio Bolondi, e Lucia Ciarrapico, membro della Commissione stessa e nel recente passato ispettrice ministeriale, sono stati ascoltati in audizione dalla Commissione Cultura della Camera dei Deputati in merito alla Riforma del sistema dei Licei. Si riporta di seguito il testo dell’intervento dei rappresentanti dell’UMI che è stato consegnato ai membri della Commissione.
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nov 08 2009

Simposio Ioste

Si terrà in Slovenia sul lago Bled il quattordicesimo simposio Ioste, sulla didattica scientifico tecnologica.

C’è tempo fino al primo dicembre per proporre interventi e fino al 30 aprile per iscriversi.

feb 26 2008

Estate + fisica = Canada

Vacanze estive con la fisica, in Ontario, Canada con workshop per student di 16 e 17 anni ma anche per insegnanti. È questa l’offerta del Perimeter Institute (Pi per gli amici, vale a dire pi greco), un centro di ricerca no profit che ha un occhio di riguardo per la formazione e l’educazione.

Si lavora con la fisica vera, dagli atomi ai buchi neri, dallo spazio tempo all’universo in espansione.

Ci sono gli eventi sociali, lo sport ma soprattutto la permanenza in veri laboratori di ricerca.

Sono le solite vacanze all’estero, però declinate in salsa scientifica.

Un’occasione di crescita, per gli studenti, e di aggiornamento, per gli insegnanti.

Deadline studenti: 15 marzo.

Deadline insegnanti: 15 aprile.

Tutte le informazioni: qui.

ott 08 2007

Rane che saltano, pesci in padella… e altri menu

Una bella giornata, prima di tutto. E poi formativa: di quelle che fanno fare un passo in avanti.
Giovedì 4 ottobre, oltre duecento tra insegnanti, osservatori e animatori di Scienza under 18, hanno lavorato intorno all’idea di laboratorio per tutta la giornata, senza interruzioni e senza cali di tensione e interesse. Al Museo di Storia Naturale, a Milano.
L’obiettivo? cercare risposte a:
Che relazione c’è tra laboratorio scientifico e laboratorio didattico?
L’esperimento è alla base della prassi scientifica: che ruolo ha nella comunicazione della scienza e nell’educazione scientifica?
I limiti che il contesto didattico inevitabilmente pone ne cambiano sostanzialmente il ruolo?
La sua funzione è dimostrativa o costruttiva?
La formula è stata originale e fresca come spesso succede con Scienza under 18. La mattina tutti divisi in laboratori (11) a mettere le mani in pasta e le teste in gioco. Due laboratori a testa per ciascuno degli 11 gruppi d’insegnanti. Con tanto di conduttori, facilitatori ed esperti che osservavano.
Ogni gruppo ha prodotto alcune domande alle quali nel pomeriggio hanno risposto gli esperti: Aldo Borsese, Donata Fabbri, Laura Formenti, Enrica Giordano, Franco Giudice, Paolo Guidoni, Telmo Pievani.
I punti di vista del chimico, dello psicologo, del fisico, dello storico e del filosofo si sono confrontati con le esperienze e le idee degli insegnanti. In una dinamica di ricerca-azione che caratterizza il lavoro e la riflessione di Scienza under 18.
Insomma un bel compleanno per il primi 10 anni di quest’esperienza lombarda che dovrebbe proprio trovare al più presto emuli in altre regione. In tutte le altre regioni.

giu 18 2007

Tutti al mare!

Osservare per capire. Osservare per spiegare. Osservare per insegnare. Studenti e insegnanti sempre più spesso affiancano i ricercatori per provare sulla propria pelle l’esperienza della scoperta.

Tutto è più coinvolgente e piacevole se la location è unica e a contatto con la natura. Come è capitato a sei insegnanti inglesi, spagnoli e portoghesi che sono saliti sul vascello James Cook, per otto settimane di navigazione a studiare gli ecosistemi di alcune zone d’Atlantico lungo le coste europee. Ovviamente affiancando i ricercatori e producendo assieme a loro un diario online a disposizione degli studenti di tutto il mondo.

Il Centro oceanografico di Southampton che ha voluto il progetto Classroom@Sea punta a portare la scienza dalla nave alla classe, e sfrutta il web per farlo con le classi di tutto il mondo. E gli insegnanti sono essenziali per condividere le loro capacità di presentare la scienza al pubblico dei più giovani. Perché la condivisione sia più genuina, gli insegnanti stessi hanno preso parte agli esperimenti, fatto domande, scritto i testi delle attività quotidiane.

Qualcosa di simile è capitato col Quarto viaggio studio in Sudafrica per osservare il comportamento del grande squalo bianco in libertà. Le attività di osservazione sono state realizzate con l’equipe di Michael Rutzen responsabile dello Shark Diving Unlimited, da un gruppo di componenti dell’Associazione “Posidonia” e dall’Associazione Naturalisti della Calabria con il coordinamento scientifico dell’Acquario della Laguna di Orbetello. Insomma, l’osservazione naturalistica si è intrecciata anche in questo caso con l’attività di ricerca a livello internazionale. Là si trattava di insegnanti, qua di appassionati naturalisti. E, per la presenza di due appassionati svizzeri, il viaggio è stato seguito con interviste in diretta anche dal programma “Camaleonte” della Radio Svizzera Italiana e dal sito www.oltrepensiero.com con una finestra giornaliera che è stata attivata seguendo giorno per giorno con reportage, foto e video le attività del gruppo.

Analogamente, il web è diventato un prolungamento anche dell’avventura di Mini Darwin, viaggio alle Galapagos, sulle orme di Darwin, nel quale bambini e comunicatori scientifici hanno affiancato i ricercatori.

Sembra che l’esperienza in presa diretta sul campo, o meglio: sulle onde, e la facilità d’aggiornamento del web 2.0 permettano di vivere in prima persona esperienze scientifiche, che poi diventano strumenti didattici o divulgativi per “tutte le classi del mondo”.

Ai prossimi viaggi.

giu 12 2007

I bambini e le somme approssimate

Le notizie sui bambini e sui numeri mi piacciono sempre. Così mi è cascato l’occhio sul fatto che ricercatori dell’Università di Nottingham e di Harvard hanno scoperto che i bambini in età prescolare sono capaci di risolvere addizioni e sottrazioni approssimate con grandi numeri anche prima di saper pensare in modo aritmetico.

Mi piace questa cosa perché vuol dire che abbiamo delle capacità di gestire e maneggiare numeri non banali. Noi grandi tendiamo a pensare che i calcoli esatti siano più facili di quelli approssimati. Ma in realtà approssimare è più spontaneo, forse serve anche di più. Chiunque di noi, sin da piccolo sa distinguere molti da pochi e sa applicare queste idee in modo diverso agli uomini (100 uomini sono molti) o ai chicchi di riso (100 chicchi di riso non sono molti).

Adesso, si scopre che sappiamo fare di più. Sappiamo gestire approssimazioni, difficili, quali sono quelle che riguardano i numeri grandi.

Questo risultato suggerisce che molti problemi d’apprendimento con le operazioni non sono di natura logica ma riguardano proprio il passaggio all’esattezza, cioè alla ricerca di una particolare soluzione, giusta, che risolve il problema.

Allora, forse, sarebbe bene insegnare la matematica proprio partendo dal calcolo approssimato, cosa che permetterebbe di partire da una capacità dei bambini e non di metterli subito davanti a una difficoltà.

Questo approccio forse permetterebbe anche di aggirare la rappresentazione simbolica dei numeri, che aggiunge altri ostacoli e spinge forzatamente verso l’astrazione. Invece, adulti, bambini e neonati sono capaci di gestire numeri rappresentati con matrici di puntini o con successioni di suoni, vale a dire numeri in quanto numeri e non numeri in quanto simboli.

E le matrici, così come le successioni, hanno il vantaggio di rendere facili ed evidenti i confronti, le addizioni, le sottrazioni, ben inteso approssimate.

Forse varrebbe la pena di ripensare l’apprendimento elementare della matematica, in modo da sgomberare il campo da quella fastidiosa leggenda che è la sua difficoltà, che ha come corollario l’affermazione che qualcuno è portato e qualcun altro no.

giu 09 2007

Il sapere scientifico della scuola

Scienza e comunicazione sono un binomio inscindibile. Per alcuni è un’ipotesi di ricerca, lo scenario nel quale devono essere collocate le relazioni tra la scienza e tutta la società, i rapporti tra cittadini, scienziati e non. Per gli insegnanti e i collaboratori di Scienza Under 18, invece, è stata una riflessione – perché non di sola intuizione si tratta – felice, approfondita e soprattutto fertile. Dal rapporto inscindibile tra scienza e comunicazione, dieci anni fa, è partita la scommessa che anche la scienza elaborata a scuola può essere comunicata pubblicamente e questo comunicarla può diventare prassi didattica a ogni livello di scuola. E pensare che questa consapevolezza non l’hanno ancora raggiunta tutti i professori, i ricercatori, gli scienziati, in Italia!

Da quella riflessione, che ha portato alla nascita di Scienza Under 18 e a dieci anni di manifestazioni in tutta la Lombardia, e non solo, sono nate esperienze, ricerche e altre riflessioni.

Oggi, tutto questo patrimonio, tutto questo sapere, è raccontato nel volume “Il sapere scientifico della scuola” (FrancoAngeli, 2007), a cura di Scienza Under 18. Un libro che fa dell’esperienza e della ricerca un altro binomio inscindibile.

C’è molta scuola al suo interno. Una scuola reale, viva ma anche una scuola del futuro, per il futuro. Una scuola che rischia e che investe nella ricerca, nella crescita, nell’autoformazione tanto degli insegnanti quanto degli studenti. Una scuola che sa attrarre a sé realtà ed esperti i più diversi. Dai musei al giornalismo, dai ricercatori al teatro. Alle famiglie.

Il libro fa riflettere su quello che si può fare, e che alcuni fanno, ma dà molti spunti di didattica attiva e partecipata che possono essere usati, pensati, esportati, riadattati.

Sono certo che “Il sapere scientifico della scuola” sarà un punto di svolta, di ulteriore crescita, per Scienza Under 18, dieci anni dopo. C’è da sperare che sia un’altra piccola spinta perché altre regioni d’Italia e d’Europa facciano propria quest’esperienza.

PS: l’anima di Scienza Under 18 è tutta nelle quindici pagine di foto realizzate dagli allievi di Alessandra Attianese che fanno da intermezzo tra la prima parte dedicata all’esperienza e la seconda dedicata alla ricerca.