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	<title>Il mito di Erdős &#187; insegnamento</title>
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	<description>nella scienza ciò che importa sono la comunicazione e la condivisione</description>
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		<title>MyScience</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 13:28:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[scienza e società]]></category>
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		<description><![CDATA[Una nuova webzine cerca di avvicinare i giovani alla scienza. Viene dalla Finlandia, si chiama MyScience. Consiglio di tenerla sott&#8217;occhio. Mi sembra un luogo che potrebbe attrarre anche gli adolescenti italiani. Staremo a vedere.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una nuova webzine cerca di avvicinare i giovani alla scienza. Viene dalla Finlandia, si chiama <a href="http://www.myscience.fi/">MyScience</a>. Consiglio di tenerla sott&#8217;occhio. Mi sembra un luogo che potrebbe attrarre anche gli adolescenti italiani. Staremo a vedere.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Museo virtuale dei piccoli animali</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 12:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[mostre e musei]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
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		<description><![CDATA[Segnalo un&#8217;iniziativa tra la didattica e la divulgazione.
L&#8217;ottimo Paolo Beneventi anima un museo virtuale dei piccoli animali.
Il museo è arricchito e mantenuto aggiornato dai bambini delle scuole elementari, che così facendo devono misurarsi con l&#8217;osservazione scientifica e con le scelte migliori per raccontarla e condividerla. Interessante è anche il respiro internazionale che permette ai bambini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo un&#8217;iniziativa tra la didattica e la divulgazione.</p>
<p>L&#8217;ottimo Paolo Beneventi anima un <a href="http://www.visiblechildren.net/museum/">museo virtuale dei piccoli animali</a>.</p>
<p>Il museo è arricchito e mantenuto aggiornato dai bambini delle scuole elementari, che così facendo devono misurarsi con l&#8217;osservazione scientifica e con le scelte migliori per raccontarla e condividerla. Interessante è anche il respiro internazionale che permette ai bambini di collaborare a un progetto di ampio respiro.</p>
<p>Da tenere d&#8217;occhio.</p>
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		<title>Ancora matematica in Parlamento</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 09:09:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Continuano le audizioni dei matematici davanti al Parlamento italiano.
Penso che sia un bene che le parti in causa siano ascoltate dal legislatore.
Il 24 novembre è stato il turno di AniMat: è ottimo che gli insegnanti di matematica abbiano una loro voce che potete leggere in questa memoria preparata per l&#8217;audizione.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continuano le audizioni dei <a href="http://www.danielegouthier.it/erdos/la-proposta-dei-matematici-al-parlamento-italiano.html">matematici davanti al Parlamento italiano</a>.</p>
<p>Penso che sia un bene che le parti in causa siano ascoltate dal legislatore.</p>
<p>Il 24 novembre è stato il turno di <a href="http://www.animatinrete.it/">AniMat</a>: è ottimo che gli insegnanti di matematica abbiano una loro voce che potete leggere in questa <a href="http://www.animatinrete.it/files/20091124_MemoriaPerAudizione.doc">memoria</a> preparata per l&#8217;audizione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La proposta dei matematici al Parlamento italiano</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 19:28:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 17 novembre 2009 il presidente dell&#8217;Unione Matematica Italiana, Franco Brezzi, il presidente della Commissione sull’insegnamento della matematica, Giorgio Bolondi, e Lucia Ciarrapico, membro della Commissione stessa e nel recente passato ispettrice ministeriale, sono stati ascoltati in audizione dalla Commissione Cultura della Camera dei Deputati in merito alla Riforma del sistema dei Licei. Si riporta di seguito il testo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 17 novembre 2009 il presidente dell&#8217;Unione Matematica Italiana, Franco Brezzi, il presidente della Commissione sull’insegnamento della matematica, Giorgio Bolondi, e Lucia Ciarrapico, membro della Commissione stessa e nel recente passato ispettrice ministeriale, sono stati ascoltati in audizione dalla Commissione Cultura della Camera dei Deputati in merito alla Riforma del sistema dei Licei. Si riporta di seguito il testo dell&#8217;intervento dei rappresentanti dell&#8217;UMI che è stato consegnato ai membri della Commissione.<br />
<span id="more-176"></span>&#8211;</p>
<p>La Riforma dell&#8217;istruzione superiore che sta per essere messa in atto rappresenta, per la cultura scientifica e matematica del nostro paese, un&#8217;occasione storica.</p>
<p>La scuola italiana aspetta questo momento da molto tempo: l&#8217;ultima riforma organica e complessiva del sistema dell&#8217;istruzione superiore risale al 1923. La formazione matematica e scientifica vi rivestiva esplicitamente un ruolo secondario, se non marginale. Quella riforma ovviamente rispondeva alle esigenze di una Italia e di un mondo radicalmente diversi.</p>
<p>Qualunque sia il quadro – finanziario, sociale, organizzativo – in cui si realizzerà, e qualunque sia l&#8217;insieme di vincoli e condizioni che dovrà rispettare, la riforma che sta per essere realizzata deve avere tra le sue priorità quella di mettere in grado la scuola italiana di offrire ai nostri ragazzi una seria e profonda formazione scientifica e matematica, che li ponga in condizione di affrontare il mondo di oggi e quello di<br />
domani e di confrontarsi con i loro coetanei di altri paesi.</p>
<p>Il nostro sistema scolastico, in questa direzione, deve quindi recuperare un ritardo storico, che si sta aggravando perché la maggior parte dei paesi del mondo (sia le nazioni più industrializzate – non<br />
ultima la nuova amministrazione americana – sia soprattutto le economie emergenti) già da diverso tempo stanno investendo risorse umane e materiali per migliorare, potenziare e arricchire l&#8217;offerta di formazione scientifica e matematica alle giovani generazioni, compiendo scelte precise in termini di orario scolastico, curricoli, reclutamento degli insegnanti.</p>
<p>A livello nazionale e sovranazionale (e in particolare nell&#8217;Unione Europea) si insiste da anni sul fatto che la formazione scientifica deve essere uno dei punti di forza di qualunque sistema scolastico. La matematica costituisce, a giudizio unanime, un asse culturale costitutivo e portante di questa formazione. Questa scelta culturale di partenza va poi realizzata concretamente in due direzioni fondamentali.</p>
<p>Da un lato, le competenze matematiche sono fra le competenze chiave di cui <strong>ogni cittadino</strong> ha bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l&#8217;inclusione sociale e l&#8217;occupazione.</p>
<p>Dall&#8217;altro, la società moderna ha bisogno in misura sempre crescente e sempre più decisiva di <strong>specialisti</strong> nelle discipline scientifiche. Non possiamo sperare di continuare a essere una delle economie più<br />
sviluppate del mondo senza formare un numero adeguato di ingegneri, informatici, fisici, biologi, biotecnologi ecc.</p>
<p>Di fatto, la matematica riveste un ruolo importante nella formazione universitaria in molte discipline: nel nostro paese, in più della metà delle classi di lauree previste nell&#8217;ordinamento universitario sono presenti insegnamenti di matematica. Le difficoltà degli studenti in arrivo dalla scuola secondaria superiore sono evidenti e spesso insormontabili. La presenza della matematica tra gli esami da sostenere, risulta essere, per oltre la metà delle matricole universitarie, uno degli elementi importanti nella scelta degli studi universitari.</p>
<p>I risultati del sistema attuale, in definitiva, come è evidenziato dalle analisi internazionali (OCSE-PISA, TIMMS) e confermato dai test di accesso alle università, sono insoddisfacenti sotto molti aspetti, al<br />
punto che da molte parti si parla di <strong>emergenza matematica</strong>.</p>
<p>Su questi fatti, a parole, tutti sono d&#8217;accordo. In Italia, tutte le forze politiche e produttive affermano l&#8217;esigenza di offrire nelle nostre scuole una seria formazione matematica e scientifica. Per esempio, nel Decalogo di Confindustria,  compilato sui programmi di tutte e due le parti politiche prima delle elezioni del 2008, si poneva come priorità “rilanciare l&#8217;istruzione tecnica e la cultura scientifica” e in particolare si proponeva di adottare un piano straordinario per il reclutamento, la formazione e l’incentivazione degli insegnanti delle discipline tecnico-scientifiche nell’ambito di un profondo rinnovamento di curricula.</p>
<p>Per raggiungere questi risultati, è evidente che la scuola italiana deve avere (come del resto avviene in tutte le nazioni sviluppate) sia un Liceo Scientifico in cui le discipline scientifiche e la matematica costituiscano veramente l&#8217;asse portante del progetto formativo, che un sistema di altri Licei in ciascuno dei quali la matematica dia un contributo significativo allo specifico progetto formativo.</p>
<p>L&#8217;Unione Matematica Italiana ritiene che le scelte che si vanno delineando per la Riforma dei Licei non rispondano adeguatamente a questo obiettivo.</p>
<p>In particolare:</p>
<p>- nel generale ridimensionamento dell&#8217;orario scolastico, <strong>in molte</strong><strong> </strong><strong>situazioni sono proprio le discipline matematiche e scientifiche a</strong><strong> </strong><strong>subire i tagli maggiori</strong>. Ad esempio, nei licei scientifici che avevano<br />
adottato il Piano Nazionale per l&#8217;Informatica (uno degli indirizzi che meglio aveva funzionato, e che era ampiamente diffuso in tutto il Paese e maggioritario in determinate zone) l&#8217;orario complessivo sui cinque<br />
anni viene ridotto di 17 ore: di queste, 12 sono di matematica o di discipline scientifiche.</p>
<p>- nel Liceo Scientifico le ore destinate alla matematica e a tutte le scienze rappresentano complessivamente meno di un terzo del totale. Per fare un confronto, nel Liceo Musicale e Coreutico l&#8217;insegnamento delle<br />
discipline artistiche occupa il 50% dell&#8217;orario sia al biennio che al triennio; nel Liceo Artistico le discipline di indirizzo hanno oltre il 48% dell&#8217;orario. Vi sono molte più ore di latino nel Liceo Scientifico (ove è materia formativa, ma non di indirizzo) – quasi il 12% del totale – che non ore di matematica nel Liceo Classico (ove è materia formativa, ma non di indirizzo) – circa l&#8217;8%.</p>
<p>- le proposte di indicazioni curricolari per la matematica che circolano prevedono molte novità sul piano dei contenuti: ad esempio, si parla di introdurre in tutti i Licei elementi di Analisi Matematica, di Probabilità, di Statistica. Questo effettivamente permetterebbe di allineare la formazione offerta dai nostri Licei a quella delle scuole delle altre nazioni tecnologicamente avanzate (o emergenti), nonché di fornire una base più solida agli studenti per i loro studi universitari (base che è esplicitamente richiesta dalle migliori università del mondo). Va ricordato però che l&#8217;apprendimento della matematica, perché sia significativo, efficace e realmente formativo, richiede tempo e che comunque non è aumentando la quantità di nozioni stipate in un orario inadeguato che si raggiungono gli obiettivi formativi. Sotto una soglia critica di tempo a disposizione, l&#8217;insegnamento della matematica rischia di diventare mero addestramento e l&#8217;apprendimento una sofferenza inutile e un&#8217;impresa spesso impossibile.</p>
<p>- la ridefinizione delle classi di abilitazione per l&#8217;insegnamento, per quanto riguarda la matematica, sembra voler separare nettamente il sistema dei Licei da quello degli Istituti Tecnici – posizionando l&#8217;opzione scientifico-tecnologica del Liceo Scientifico in questo secondo sistema. Non è chiaro quale sia il disegno culturale che stia dietro a questa ridefinizione.</p>
<p><strong>Le proposte dell&#8217;Unione Matematica Italiana</strong></p>
<p>- Per realizzare un Liceo Scientifico che abbia nella formazione matematica e scientifica il centro del proprio progetto formativo, e per offrire agli studenti di tutti i Licei una preparazione matematica adeguata e rispondente alle necessità di oggi, l&#8217;Unione Matematica Italiana propone di portare a 165 il numero di ore<br />
annuali destinate alla Matematica nel triennio del Liceo Scientifico (corrispondenti a una media di 5 ore settimanali) e a 99 il numero di ore annuali nel triennio degli altri Licei (corrispondenti a una media<br />
di 3 ore settimanali).</p>
<p>- Per disegnare curricoli effettivamente percorribili, aggiornati e rispondenti agli obiettivi formativi, l’Unione Matematica Italiana sottolinea il fatto che gli obiettivi di apprendimento devono essere determinati, per tutti i Licei, in modo che siano non solo coerenti con il profilo in uscita, ma anche compatibili ed effettivamente raggiungibili con il numero di ore a disposizione. L&#8217;Unione Matematica Italiana propone che alla determinazione degli obiettivi di apprendimento e alla stesura delle Indicazioni relative si arrivi attraverso un percorso condiviso e trasparente che consenta di mettere a frutto l&#8217;esperienza accumulata<br />
negli ultimi decenni attraverso le sperimentazioni PNI-Brocca e le riflessioni e gli studi delle associazioni disciplinari e di insegnanti.</p>
<p>L&#8217;Unione Matematica Italiana offre la più ampia disponibilità a collaborare in tutte le sedi e in tutte le forme.</p>
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		<title>Simposio Ioste</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 11:38:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si terrà in Slovenia sul lago Bled il quattordicesimo simposio Ioste, sulla didattica scientifico tecnologica.
C&#8217;è tempo fino al primo dicembre per proporre interventi e fino al 30 aprile per iscriversi.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si terrà in Slovenia sul lago Bled il <a href="http://www.ioste14.org/about-symposium/">quattordicesimo simposio Ioste</a>, sulla didattica scientifico tecnologica.</p>
<p>C&#8217;è tempo fino al primo dicembre per proporre interventi e fino al 30 aprile per iscriversi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Estate + fisica = Canada</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 11:04:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vacanze estive con la fisica, in Ontario, Canada con workshop per student di 16 e 17 anni ma anche per insegnanti. È questa l’offerta del Perimeter Institute (Pi per gli amici, vale a dire pi greco), un centro di ricerca no profit che ha un occhio di riguardo per la formazione e l’educazione.
Si lavora con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/R8PyqN0p1nI/AAAAAAAAATw/iKUGtKBsJw0/s1600-h/spotlight_pe.gif"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/R8PyqN0p1nI/AAAAAAAAATw/iKUGtKBsJw0/s200/spotlight_pe.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5171243604230395506" border="0" /></a><span class="bodytext">Vacanze estive con la fisica, in Ontario, Canada con workshop per student di 16 e 17 anni ma anche per insegnanti. È questa l’offerta del Perimeter Institute (Pi per gli amici, vale a dire pi greco), un centro di ricerca no profit che ha un occhio di riguardo per la formazione e l’educazione.<o:p></o:p></span>
<p class="MsoNormal"><span class="bodytext">Si lavora con la fisica vera, dagli atomi ai buchi neri, dallo spazio tempo all’universo in espansione.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span class="bodytext">Ci sono gli eventi sociali, lo sport ma soprattutto la permanenza in veri laboratori di ricerca.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span class="bodytext">Sono le solite vacanze all’estero, però declinate in salsa scientifica.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span class="bodytext">Un’occasione di crescita, per gli studenti, e di aggiornamento, per gli insegnanti.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span class="bodytext">Deadline studenti: 15 marzo.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span class="bodytext">Deadline insegnanti: 15 aprile.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span class="bodytext">Tutte le informazioni: <a href="http://www.perimeterinstitute.ca/">qui</a>.<o:p></o:p></span></p>
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		<title>Rane che saltano, pesci in padella… e altri menu</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Oct 2007 07:40:00 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[bambini e ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[insegnamento]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Una bella giornata, prima di tutto. E poi formativa: di quelle che fanno fare un passo in avanti.Giovedì 4 ottobre, oltre duecento tra insegnanti, osservatori e animatori di Scienza under 18, hanno lavorato intorno all&#8217;idea di laboratorio per tutta la giornata, senza interruzioni e senza cali di tensione e interesse. Al Museo di Storia Naturale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/RwnjEyTn8zI/AAAAAAAAAQ0/0G3NxgWa7xw/s1600-h/27-03-2003-CB15.jpg"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/RwnjEyTn8zI/AAAAAAAAAQ0/0G3NxgWa7xw/s200/27-03-2003-CB15.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118872122846343986" border="0" /></a>Una bella giornata, prima di tutto. E poi formativa: di quelle che fanno fare un passo in avanti.<br />Giovedì 4 ottobre, oltre duecento tra insegnanti, osservatori e animatori di <a href="http://www.scienza-under-18.org/">Scienza under 18</a>, hanno lavorato intorno all&#8217;idea di laboratorio per tutta la giornata, senza interruzioni e senza cali di tensione e interesse. Al Museo di Storia Naturale, a Milano.<br />L&#8217;obiettivo? cercare risposte a:<br />Che relazione c’è tra laboratorio scientifico e laboratorio didattico?<br />L’esperimento è alla base della prassi scientifica: che ruolo ha nella comunicazione della scienza e nell’educazione scientifica?<br />I limiti che il contesto didattico inevitabilmente pone ne cambiano sostanzialmente il ruolo?<br />La sua funzione è dimostrativa o costruttiva?<br />La formula è stata originale e fresca come spesso succede con Scienza under 18. La mattina tutti divisi in laboratori (11) a mettere le mani in pasta e le teste in gioco. Due laboratori a testa per ciascuno degli 11 gruppi d&#8217;insegnanti. Con tanto di conduttori, facilitatori ed esperti che osservavano.<br />Ogni gruppo ha prodotto alcune domande alle quali nel pomeriggio hanno risposto gli esperti: Aldo Borsese, Donata Fabbri, Laura Formenti, Enrica Giordano, Franco Giudice, Paolo Guidoni, Telmo Pievani.<br />I punti di vista del chimico, dello psicologo, del fisico, dello storico e del filosofo si sono confrontati con le esperienze e le idee degli insegnanti. In una dinamica di ricerca-azione che caratterizza il lavoro e la riflessione di Scienza under 18.<br />Insomma un bel compleanno per il primi 10 anni di quest&#8217;esperienza lombarda che dovrebbe proprio trovare al più presto emuli in altre regione. In tutte le altre regioni.</p>
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		<title>Tutti al mare!</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jun 2007 13:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Osservare per capire. Osservare per spiegare. Osservare per insegnare. Studenti e insegnanti sempre più spesso affiancano i ricercatori per provare sulla propria pelle l’esperienza della scoperta.
Tutto è più coinvolgente e piacevole se la location è unica e a contatto con la natura. Come è capitato a sei insegnanti inglesi, spagnoli e portoghesi che sono saliti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/RnaKoa2tXTI/AAAAAAAAANk/l2B4zZWAopc/s1600-h/classonsea.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/RnaKoa2tXTI/AAAAAAAAANk/l2B4zZWAopc/s200/classonsea.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5077398056915000626" border="0" /></a><span style="" lang="EN-US">Osservare per capire. Osservare per spiegare. </span>Osservare per insegnare. Studenti e insegnanti sempre più spesso affiancano i ricercatori per provare sulla propria pelle l’esperienza della scoperta.
<p class="MsoNormal">Tutto è più coinvolgente e piacevole se la location è unica e a contatto con la natura. Come è capitato a sei insegnanti inglesi, spagnoli e portoghesi che sono saliti sul vascello James Cook, per otto settimane di navigazione a studiare gli ecosistemi di alcune zone d’Atlantico lungo le coste europee. Ovviamente affiancando i ricercatori e producendo assieme a loro un diario online a disposizione degli studenti di tutto il mondo.</p>
<p class="MsoNormal">Il Centro oceanografico di Southampton che ha voluto il progetto <a href="http://www.classroomatsea.net">Classroom@Sea</a> punta a portare la scienza dalla nave alla classe, e sfrutta il web per farlo con le classi di tutto il mondo. E gli insegnanti sono essenziali per condividere le loro capacità di presentare la scienza al pubblico dei più giovani. Perché la condivisione sia più genuina, gli insegnanti stessi hanno preso parte agli esperimenti, fatto domande, scritto i testi delle attività quotidiane.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Qualcosa di simile è capitato col <a href="http://www.acquario-posidonia.com">Quarto viaggio studio in Sudafrica</a> per osservare il comportamento del grande squalo bianco in libertà. Le attività di osservazione sono state realizzate con l’equipe di Michael Rutzen responsabile dello Shark Diving Unlimited,<span style="">  </span>da un gruppo di componenti dell’Associazione “Posidonia” e dall’Associazione Naturalisti della Calabria con il coordinamento scientifico dell’Acquario della Laguna di Orbetello. Insomma, l’osservazione naturalistica si è intrecciata anche in questo caso con l’attività di ricerca a livello internazionale. Là si trattava di insegnanti, qua di appassionati naturalisti. E, per la presenza di due appassionati svizzeri, il viaggio è stato seguito con interviste in diretta anche dal programma “Camaleonte” della Radio Svizzera Italiana e dal sito <a href="http://www.oltrepensiero.com">www.oltrepensiero.com</a> con una finestra giornaliera che è stata attivata seguendo giorno per giorno con reportage, foto e video le attività del gruppo. </p>
<p class="MsoNormal">Analogamente, il web è diventato un prolungamento anche dell’avventura di <a href="http://ulisse.sissa.it/scienzaEsperienza/misc/mini-darwin/Uesp061215d002/dossierGalapagos_view">Mini Darwin</a>, viaggio alle Galapagos, sulle orme di Darwin, nel quale bambini e comunicatori scientifici hanno affiancato i ricercatori.</p>
<p class="MsoNormal">Sembra che l’esperienza in presa diretta sul campo, o meglio: sulle onde, e la facilità d’aggiornamento del web 2.0 permettano di vivere in prima persona esperienze scientifiche, che poi diventano strumenti didattici o divulgativi per “tutte le classi del mondo”.</p>
<p class="MsoNormal">Ai prossimi viaggi.</p>
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		<title>I bambini e le somme approssimate</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 16:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[bambini e ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[insegnamento]]></category>
		<category><![CDATA[matematica]]></category>

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		<description><![CDATA[Le notizie sui bambini e sui numeri mi piacciono sempre. Così mi è cascato l’occhio sul fatto che ricercatori dell’Università di Nottingham e di Harvard hanno scoperto che i bambini in età prescolare sono capaci di risolvere addizioni e sottrazioni approssimate con grandi numeri anche prima di saper pensare in modo aritmetico.
Mi piace questa cosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/Rm7Iw62tXRI/AAAAAAAAANU/T4mO01ijNWg/s1600-h/01+Nucera.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/Rm7Iw62tXRI/AAAAAAAAANU/T4mO01ijNWg/s200/01+Nucera.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5075214572851125522" border="0" /></a>Le notizie sui bambini e sui numeri mi piacciono sempre. Così mi è cascato l’occhio sul fatto che ricercatori dell’Università di Nottingham e di Harvard hanno scoperto che i bambini in età prescolare sono capaci di risolvere addizioni e sottrazioni approssimate con grandi numeri anche prima di saper pensare in modo aritmetico.
<p class="MsoNormal" style="background: white none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">Mi piace questa cosa perché vuol dire che abbiamo delle capacità di gestire e maneggiare numeri non banali. Noi grandi tendiamo a pensare che i calcoli esatti siano più facili di quelli approssimati. Ma in realtà approssimare è più spontaneo, forse serve anche di più. Chiunque di noi, sin da piccolo sa distinguere molti da pochi e sa applicare queste idee in modo diverso agli uomini (100 uomini sono molti) o ai chicchi di riso (100 chicchi di riso non sono molti).</p>
<p class="MsoNormal" style="background: white none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">Adesso, si scopre che sappiamo fare di più. Sappiamo gestire approssimazioni, difficili, quali sono quelle che riguardano i numeri grandi.</p>
<p class="MsoNormal" style="background: white none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">Questo risultato suggerisce che molti problemi d’apprendimento con le operazioni non sono di natura logica ma riguardano proprio il passaggio all’esattezza, cioè alla ricerca di una particolare soluzione, giusta, che risolve il problema.</p>
<p class="MsoNormal" style="background: white none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">Allora, forse, sarebbe bene insegnare la matematica proprio partendo dal calcolo approssimato, cosa che permetterebbe di partire da una capacità dei bambini e non di metterli subito davanti a una difficoltà.</p>
<p class="MsoNormal" style="background: white none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">Questo approccio forse permetterebbe anche di aggirare la rappresentazione simbolica dei numeri, che aggiunge altri ostacoli e spinge forzatamente verso l’astrazione. Invece, adulti, bambini e neonati sono capaci di gestire numeri rappresentati con matrici di puntini o con successioni di suoni, vale a dire numeri in quanto numeri e non numeri in quanto simboli.</p>
<p class="MsoNormal" style="background: white none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">E le matrici, così come le successioni, hanno il vantaggio di rendere facili ed evidenti i confronti, le addizioni, le sottrazioni, ben inteso approssimate.</p>
<p class="MsoNormal" style="background: white none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">Forse varrebbe la pena di ripensare l’apprendimento elementare della matematica, in modo da sgomberare il campo da quella fastidiosa leggenda che è la sua difficoltà, che ha come corollario l’affermazione che qualcuno è portato e qualcun altro no.</p>
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		<title>Il sapere scientifico della scuola</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jun 2007 07:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[insegnamento]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Scienza e comunicazione sono un binomio inscindibile. Per alcuni è un’ipotesi di ricerca, lo scenario nel quale devono essere collocate le relazioni tra la scienza e tutta la società, i rapporti tra cittadini, scienziati e non. Per gli insegnanti e i collaboratori di Scienza Under 18, invece, è stata una riflessione – perché non di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/Rmpd1K2tXQI/AAAAAAAAANM/sqsxdGIO8Cg/s1600-h/attianese.jpg"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/Rmpd1K2tXQI/AAAAAAAAANM/sqsxdGIO8Cg/s200/attianese.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5073971098214554882" border="0" /></a>Scienza e comunicazione sono un binomio inscindibile. Per alcuni è un’ipotesi di ricerca, lo scenario nel quale devono essere collocate le relazioni tra la scienza e tutta la società, i rapporti tra cittadini, scienziati e non. Per gli insegnanti e i collaboratori di <a href="http://www.scienza-under-18.org/">Scienza Under 18</a>, invece, è stata una riflessione – perché non di sola intuizione si tratta – felice, approfondita e soprattutto fertile. Dal rapporto inscindibile tra scienza e comunicazione, dieci anni fa, è partita la scommessa che anche la scienza elaborata a scuola può essere comunicata pubblicamente e questo comunicarla può diventare prassi didattica a ogni livello di scuola. E pensare che questa consapevolezza non l’hanno ancora raggiunta tutti i professori, i ricercatori, gli scienziati, in Italia!
<p class="MsoNormal" style="background: white none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">Da quella riflessione, che ha portato alla nascita di Scienza Under 18 e a <a href="http://ilmitodierdos.blogspot.com/2007/01/dieci-anni-di-scienza-under-18.html">dieci anni</a> di manifestazioni in tutta la Lombardia, e non solo, sono nate esperienze, ricerche e altre riflessioni.</p>
<p class="MsoNormal" style="background: white none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">Oggi, tutto questo patrimonio, tutto questo sapere, è raccontato nel volume “Il sapere scientifico della scuola” (FrancoAngeli, 2007), a cura di Scienza Under 18. Un libro che fa dell’esperienza e della ricerca un altro binomio inscindibile. </p>
<p class="MsoNormal" style="background: white none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">C’è molta scuola al suo interno. Una scuola reale, viva ma anche una scuola del futuro, per il futuro. Una scuola che rischia e che investe nella ricerca, nella crescita, nell’autoformazione tanto degli insegnanti quanto degli studenti. Una scuola che sa attrarre a sé realtà ed esperti i più diversi. Dai musei al giornalismo, dai ricercatori al teatro. Alle famiglie.</p>
<p class="MsoNormal" style="background: white none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">Il libro fa riflettere su quello che si può fare, e che alcuni fanno, ma dà molti spunti di didattica attiva e partecipata che possono essere usati, pensati, esportati, riadattati.</p>
<p class="MsoNormal" style="background: white none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">Sono certo che “Il sapere scientifico della scuola” sarà un punto di svolta, di ulteriore crescita, per Scienza Under 18, dieci anni dopo. C’è da sperare che sia un’altra piccola spinta perché altre regioni d’Italia e d’Europa facciano propria quest’esperienza.</p>
<p class="MsoNormal" style="background: white none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">PS: l’anima di Scienza Under 18 è tutta nelle quindici pagine di foto realizzate dagli allievi di <a href="http://www.scienza-under-18.org/Milano/2002/Attianese/magic.htm">Alessandra Attianese</a> che fanno da intermezzo tra la prima parte dedicata all’esperienza e la seconda dedicata alla ricerca.</p>
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