Categoria: libri

feb 08 2010

Parlare o non parlare delle due culture?

Come forse dovevo aspettarmi, con la contro-recensione al Piccolo atlante celeste, ho scatenato un dibattito tra le persone coinvolte direttamente: Giangiacomo Gandolfi e Stefano Sandrelli che l’hanno curato e Marco Boscolo che l’ha recensito. Vorrei che questo scambio “schietto e diretto” diventasse occasione per una riflessione un po’ più ampia e condivisa da altri.

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feb 08 2010

Piccolo atlante celeste, una recensione da ripensare

Marco Boscolo recensisce Piccolo Atlante Celeste sul numero di Le Scienze in edicola a febbraio. La sua non è una recensione entusiastica, e ho molto rispetto per chi ha voglia e coraggio di parlare di un libro anche mettendo il dito in qualche piaga e non si abbandona agli elogi acritici.

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dic 10 2009

Piccolo atlante celeste

Una segnalazione libraria: Giangiacomo Gandolfi e Stefano Sandrelli curano per i tipi di Einaudi un Piccolo atlante celeste, ovvero una raccolta di racconti di astronomia. Da Bradbury a Levi, da Buzzati a Pirandello, da Schiaparelli a Wells, passando per Hoeg, Queneau, Leopardi, Pontiggia, Asimov, Rigoni Stern, Del Giudice, Calvino, Ceronetti, Cortàzar…

I curatori hanno preso nella loro rete quegli scrittori che, per guardare il cielo, sono caduti in un pozzo di stelle.

Ne è venuta fuori un’ottima strenna natalizia. Buone letture a tutti.

nov 24 2009

Equazioni, le icone del sapere


Sander Bais, Equazioni, Dedalo 2009

Sander Bais, Equazioni, Dedalo 2009

Ci sono libri che sono belli da vedere, piacevoli al tatto, hanno un buon odore e sono pure ergonomici, in due parole: “un piacere!”.

È il caso di Equazioni, le icone del sapere di Sander Bais (Dedalo 2009) che in cento pagine scarse prende di petto le equazioni, oggetti concettuali e iconici, misteriosi e densi di informazione al tempo stesso.

Da Newton alle stringhe, Bais cavalca per i secoli e vola sui paesaggi della fisica mostrandoci la maestosa bellezza di quelle montagne che sono le equazioni. Soprattutto, Bais scardina il luogo comune che “ogni equazione  dimezzi il numero di lettori” (l’editore dovrà però dirci se le vendite seguiranno questa coraggiosa convinzione dell’autore).

Le equazioni sono raccontate per il loro bagaglio di informazioni ma anche per il loro valore estetico: Bais cerca di guidarci in un’estetica dell’equazione che non ha molto da invidiare al mondo dell’arte contemporanea. E come le opere d’arte anche le equazioni sono fatti culturali e quindi si parlano l’un l’altra in un gioco di eco e richiami che tesse la trama della fisica.

gen 06 2009

Galápagos: l’isola dei giovani science writer italiani

Quelli di Sironi fanno dei buoni libri e Martha Fabbri cura e ama i suoi che raccoglie nella collana Galápagos.

Così oggi, al grido di “Via la polvere dagli scaffali. Anche quelli di scienza!”, lancia il canale Youtube LibriGalapagos.
A me gli esperimenti di contaminazione mediatica (carta-web-video in questo caso) piacciono.
Buona visione e buona lettura.
ott 11 2008

Sostiene Luciano

… che il tormentone sulla scuola ha degli elementi molto molto sconnessi dalla realtà dei fatti
E questo non stupisce.

Sarebbe da capire che cosa si sta saldando nel nostro Paese per arrivare, tutti assieme appassionatamente, a svalutare e disprezzare a tal punto la scuola.

Vi ricordate che un mese fa l’emergenza nazionale era il prezzo esageratamente aumentato dei libri di testo?

Ebbene, Luciano è uno che ama capire e leggere e documentarsi, così è andato a mettere il naso un po’ là e un po’ qua tirando giù qualche numero sui libri scolastici (verrebbe da scrivere scolastichi, visto il livello della querelle!).

Io ho trovato il suo punto di vista estremamente serio e stimolante. Parliamone.

feb 09 2008

Ebrei, professori e Israele

Son tempi cupi di cambiamento e di reazione. Quindi tornano i fantasmi, com’è naturale che sia. Ed ecco la black list di 162 professori ebrei che fanno lobby a favore dei sionisti.
Reazioni? La comunità ebraica e la procura.
Non mi sembra sufficiente: una lista del genere non è questione di codice penale (ovviamente se ci sono aspetti penali, che tutte le procure del caso intervengano: ovviamente!) ma di convivenza civile. Non è neanche questione di ebrei con annessi meccanismi della memoria e incubi dell’olocausto. Si tratta semplicemente del fatto che le black list – di ebrei, omosessuali, negri, comunisti, fascisti, mussulmani, zingari, rumeni, nudisti o quant’altro – non si fanno. È contro l’idea stessa di mettere al bando una parte della società che serve una nostra reazione. E che sia una reazione di tutti, non solo di chi deve far rispettare la legge, o di chi ha provato sulla propria pelle le persecuzioni.
A me dispiace che nell’affaticata e sonnacchiosa università italiana non ci sia stato un affannarsi di professori e intellettuali a chiedere di essere segnati nella lista; o a esprimere altra concreta solidarietà a chi nella lista ci è stato messo a forza.
A scanso di equivoci, chiedo di essere inserito anch’io nella lista – perché tutti i democratici dovrebbero sentire l’esigenza di stare assieme a quei 162.

S’ode a destra uno squillo di tromba, a sinistra risponde uno squillo.

E così, manzonianamente, a Torino Rifondazione Comunista (con il dissenso di Fausto Bertinotti, va detto) lancia un boicottaggio del salone del libro perché Israele è quest’anno il paese ospite. A fianco dei boicottanti sta anche il professor Gianni Vattimo.
Con un eufemismo, non ho simpatie per la politica estera (leggasi questione palestinese. Leggasi in sostanza: massacro di civili e bambini) dei governi dello Stato d’Israele. Ma:

  1. dissento dall’identificare un paese con il suo governo ovvero col suo leader: l’America non è Bush, la Russia non è Putin e l’Italia, quando le capita, non è Berlusconi
  2. in una situazione di conflitto – quale è quella tra Israele e Palestina – dialogare con le parti è necessario e opportuno. L’alternativa è la distruzione
  3. la cultura è un antidoto alla guerra. Parlare, dialogare e confrontarsi con chi fa libri in Israele è un sostegno concreto ed è prendere parte contro la guerra

Quindi quest’anno sarò felice, più del solito, di essere al Salone del libro che avrà come paese ospite Israele.

gen 06 2008

Viaggio nella complessità

È prima di tutto un viaggio, come dice il titolo, ma è un viaggio nel tempo. Si parte con Dante e col “mezzo del cammin di nostra vita”, si toccano Borges, Calvino e la sapienza cinese.

De Toni e Comello vedono la complessità (che non è complicatezza) come una sfida intellettuale che interroga l’uomo da secoli. È la sfida di comprendere le cose nel loro complesso, di avere uno sguardo sintetico che coglie la globalità.

Dicevamo di Dante. Il Sommo ha messo al centro della sua Comedia la vita ed è proprio l’essere nel mezzo della vita che gli fa sperimentare e capire ciò che sperimenta e capisce. Allo stesso modo gli autori pongono l’accento sugli aspetti vitali degli organismi in contrapposizione al’analisi del funzionamento dei meccanismi: questi sì complicati.

Si impara molto dal Viaggio nella complessità (Marsilio 2007). Ed è un apprendimento per l’appunto complesso: il libro stesso pur nella sua mole ridotta è una metafora della complessità. Si cogli solo nella sua interezza e sembra che sia più auto-organizzato che organizzato dagli autori.

Vantaggi: è di piacevole lettura; in 100 pagine si coglie quello che c’è da cogliere con mirabile sintesi e senza lesinare citazioni e riferimenti “alti”; rimangono nella mente immagini e schemi efficaci tanto quanto le parole scritto (sono di Alberto Pratelli).

14 euro non sono pochi, ma sono certamente ben spesi.

set 24 2007

Si guarderà la vigna a cominciare dalle radici

È morto sabato 22 settembre a Lione Renzo Tomatis. Oncologo, prima di tutto. Aveva guidato sempre a Lione l’Agenzia internazionale per le ricerche sul cancro per oltre dieci anni e poi era stato direttore scientifico dell’ospedale infantile di Trieste Burlo Garofolo.

Sono stato molto contento quando nel maggio 2006, ha aderito con cortesia e semplicità all’invito di scrivere un racconto “attorno alla scienza”. E si è prestato alle riflessioni, agli scambi di mail, alle discussioni in corso d’opera che con Stefano Sandrelli e Robert Ghattas gli abbiamo “imposto”. Tanto più ricco di anni, esperienze, libri di noi tre messi assieme, ha accettato di buon grado di contribuire assieme agli altri, senza protagonismi.

E ha scritto un racconto La grande tela, ambientato nella “mia” Torino e doppiamente autobiografico. C’è l’inizio della sua carriera di giovane medico, e c’è il commiato nella figura di Mino che prima di morire trasforma la delusione in amicizia, in creatività.

E come il suo Mino, anche Renzo Tomatis si guarda ormai la vigna a cominciare dalle radici.

Ps: in punta di piedi, senza volerne approfittare (davvero!), vi dico che qui potete leggere La grande tela.

set 18 2007

Pagine di cielo

Si inaugura giovedì 20 settembre alle ore 18 presso Palazzo di Brera, dove ha sede l’omonimo Osservatorio Astronomico, la mostra Pagine di cielo. Il restauro dell’Atlante Celeste di Johannes Hevelius e la Biblioteca dell’Osservatorio astronomico di Brera, organizzata dall’Istituto Nazionale di Astrofisica-Osservatorio Astronomico di Brera e dalla Biblioteca Nazionale Braidense, con il patrocinio del Comune di Milano.

“Questa mostra è un’occasione unica per ammirare una copia integra dell’Atlante di Hevelius”, precisa Agnese Mandrino, curatrice della mostra insieme ad Anna Lombardi. “Restaurando il volume, l’Osservatorio di Brera ha voluto sottolineare l’importanza che riconosce al proprio patrimonio storico.”

Per l’occasione sarà presentato al pubblico, per la prima volta dopo il recente restauro, l’Atlante celeste di Johannes Hevelius. Pubblicato a Danzica nel 1690, l’Atlante è uno dei più spettacolari libri mai pubblicati, un’opera di rara bellezza in cui si fondono arte, mito e scienza in una visione unitaria della cultura.

Formato da 56 tavole a doppia pagina raffiguranti le costellazioni secondo la mitologia classica, dal punto di vista scientifico l’opera è un superbo condensato delle conoscenze astronomiche alle soglie del Secolo dei Lumi, mentre dal punto di vista figurativo l’Atlante è un vero e proprio capolavoro dell’arte incisoria.

Storia, arte e osservazione del cielo s’incontrano. Immagini scientifiche e immaginario cortocircuitano. E la scienza appare, in questa mostra e prima ancora nell’Atlante, come parte della cultura.