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	<title>Il mito di Erdős &#187; libri</title>
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	<description>nella scienza ciò che importa sono la comunicazione e la condivisione</description>
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		<title>Parlare o non parlare delle due culture?</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 20:37:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come forse dovevo aspettarmi, con la contro-recensione al Piccolo atlante celeste, ho scatenato un dibattito tra le persone coinvolte direttamente: Giangiacomo Gandolfi e Stefano Sandrelli che l’hanno curato e Marco Boscolo che l’ha recensito. Vorrei che questo scambio “schietto e diretto” diventasse occasione per una riflessione un po’ più ampia e condivisa da altri.
Non me [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come forse dovevo aspettarmi, con la <a href="http://www.danielegouthier.it/erdos/piccolo-atlante-celeste-una-recensione-da-ripensare.html">contro-recensione</a> al Piccolo atlante celeste, ho scatenato un <a href="http://www.danielegouthier.it/erdos/piccolo-atlante-celeste-una-recensione-da-ripensare.html#comments">dibattito</a> tra le persone coinvolte direttamente: Giangiacomo Gandolfi e Stefano Sandrelli che l’hanno curato e Marco Boscolo che l’ha recensito. Vorrei che questo scambio “schietto e diretto” diventasse occasione per una riflessione un po’ più ampia e condivisa da altri.</p>
<p><span id="more-260"></span>Non me ne voglia Gandolfi, ma qui la discussione non è sulla responsabilità del recensore, che pure è cosa importante e riguarda la sua etica professionale: siamo tutti d’accordo che una recensione “sbagliata” produce un danno potenziale soprattutto se esce su Le Scienze. Non verte neppure su Dante, Sinisgalli o sull’interpretazione di Galileo scienziato o “maggiore tra i prosatori italiani”.</p>
<p>La questione che vale la pena distillare dallo scambio tra curatori e recensore a mio parere è una: nella società italiana la frattura tra le due culture c’è.</p>
<p>Forse ci distingue la convinzione che i “veri intellettuali” l’abbiano superata metabolizzando al meglio l’una e l’altra. Sull’esistenza di questi “veri intellettuali” posso avvicinarmi in due modi: da egocentrico mi definisco uno di loro e quindi Boscolo ha ragione; da matematico dico che basta definire “vero intellettuale” colui il quale ha superato la frattura e ha metabolizzato al meglio l’una e l’altra. Temo però che entrambi questi approcci non mi porterebbero lontano. Sicuramente non mi porterebbero a capire cosa si muove nella pancia della società in cui vivo e a cercare di dare qualche piccolo contributo a che la frattura si sani.</p>
<p>Quindi, dal mio punto di vista, il terreno d’incontro tra noi quattro (e i nostri quattro lettori, per parafrasare un minore dell’Ottocento) è che la frattura tra le due culture c’è e si vede. Non m’interessa sapere se i cattivi sono i letterati o gli scienziati o entrambi, mi basta dire che il problema c’è.</p>
<p>Sotto questa ipotesi, lo scambio di oggi può distillarsi in due posizioni:</p>
<p>Lineare A, quella adottata da Boscolo: parlare della frattura alimenta solo il dialogo tra esperti, toglie forza all’azione di raccontare che da sola sarebbe più efficace. Pertanto annoia e infastidisce i lettori. Ergo è controproducente.</p>
<p>Lineare B, quella adottata da Gandolfi, Sandrelli e dal sottoscritto: parlare della frattura serve a dare consapevolezza ai lettori che, dopo essersi goduti i racconti, possono desiderare una maggior riflessione sul rapporto tra narrativa e scienza. Pertanto informa e fa crescere i lettori. Ergo è utile.</p>
<p>Mi piacerebbe che su questa contrapposizione tra A e B si aprisse un confronto, lasciando da parte le questioni marginali quali i danni potenziali, l’etica del recensore, Dante, Sinisgalli, Galileo e soprattutto il “vero intellettuale”, del quale mi pare proprio un po’ vuoto parlare. Anche perché a me farebbe piacere sapere che a tutte le persone in gamba di questo mondo, che non sono né “intellettuali veri” né estremisti dell’uno o dell’altro tipo, fa piacere leggere che le due culture sanno andare lontano insieme, rafforzandosi l’una con l’altra.</p>
<p>Vogliamo parlarne?</p>
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		<title>Piccolo atlante celeste, una recensione da ripensare</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 08:33:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Marco Boscolo recensisce Piccolo Atlante Celeste sul numero di Le Scienze in edicola a febbraio. La sua non è una recensione entusiastica, e ho molto rispetto per chi ha voglia e coraggio di parlare di un libro anche mettendo il dito in qualche piaga e non si abbandona agli elogi acritici.
Nel caso specifico, però, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marco Boscolo recensisce <a href="http://www.danielegouthier.it/erdos/piccolo-atlante-celeste.html">Piccolo Atlante Celeste</a> sul numero di <a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/">Le Scienze</a> in edicola a febbraio. La sua non è una recensione entusiastica, e ho molto rispetto per chi ha voglia e coraggio di parlare di un libro anche mettendo il dito in qualche piaga e non si abbandona agli elogi acritici.</p>
<p><span id="more-256"></span>Nel caso specifico, però, non condivido quando il recensore dice: “per un superamento di quella frattura tra cultura umanistica e scientifica bisognerebbe che si smettesse di parlare e si lasciasse ai racconti e alla poesia, di scienziati o di scrittori, lo spazio per essere letti in pace”.</p>
<p>Perché? C’è un tempo per scrivere e leggere racconti e c’è un tempo per parlare dei racconti.</p>
<p>Stefano Sandrelli e Giangiacomo Gandolfi con il loro Atlante lasciano la parola ai racconti: e che racconti. La loro selezione è più matura e meno ovvia dei Racconti matematici; non me ne voglia Claudio Bartocci, cha ha il merito non piccolo di essere arrivato tre anni in anticipo.</p>
<p>Tanto Sandrelli quanto Gandolfi, in altre sedi, si prendono il tempo e le occasioni per scrivere racconti “con la scienza di fianco”, convinti che i racconti di scienza debbano parlare da soli. E lo stesso fanno nella loro veste di curatori, che ci propongono da Bradbury a Levi, da Buzzati a Pirandello, da Schiaparelli a Wells, passando per Hoeg, Queneau, Leopardi, Pontiggia, Asimov, Rigoni Stern, Del Giudice, Calvino, Ceronetti, Cortàzar… (Tra parentesi, trovo bizzarro che Boscolo veda Dante come un assente in questa lista. A me sarebbe sembrata una presenza un po’ forzata: non direi proprio che il Sommo Poeta abbia scritto racconti di astronomia).</p>
<p>Detto del ruolo che i racconti hanno, non sono d’accordo che bisognerebbe che si smettesse di parlare della frattura tra cultura umanistica e scientifica. Boscolo crede davvero che questa frattura sia sanata? Crede davvero che sia sufficiente la pratica e che non serva anche un po’ di grammatica? Io non vedo i lettori italiani come consapevoli e abituati a un sano rapporto tra narrativa e scienza. Le dieci paginette che aprono il libro e che hanno un poco disturbato il recensore non vogliono sviluppare chissà quale riflessione innovativa, fanno semplicemente il punto sul rapporto tra le stelle e le narrazioni. Sono pensieri che è giusto condividere col lettore che si sente attratto da un’antologia di racconti “splendidamente disomogenei, ricchi di spunti, temi e suggestioni” come è questa.</p>
<p>Perché se il lettore dovrà, potrà e vorrà trarre piacere dai racconti in sé, non si vede perché non debba anche acquisire un briciolo di consapevolezza del fatto che scienza e racconti hanno una lunga storia comune e non ha senso vivere una separazione che non c’è sempre stata. Storia già ben nota a Italo Calvino che vedeva Galileo Galilei come il “maggiore tra i prosatori italiani” e non l’avrebbe mai definito uno “scienziato prestato alla narrazione”.</p>
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		<title>Piccolo atlante celeste</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 13:01:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una segnalazione libraria: Giangiacomo Gandolfi e Stefano Sandrelli curano per i tipi di Einaudi un Piccolo atlante celeste, ovvero una raccolta di racconti di astronomia. Da Bradbury a Levi, da Buzzati a Pirandello, da Schiaparelli a Wells, passando per Hoeg, Queneau, Leopardi, Pontiggia, Asimov, Rigoni Stern, Del Giudice, Calvino, Ceronetti, Cortàzar&#8230;
I curatori hanno preso nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una segnalazione libraria: Giangiacomo Gandolfi e Stefano Sandrelli curano per i tipi di Einaudi un <a href="http://www.webster.it/libri-piccolo_atlante_celeste_racconti_astronomia-9788806200718.htm?a=327937">Piccolo atlante celeste</a>, ovvero una raccolta di racconti di astronomia. Da Bradbury a Levi, da Buzzati a Pirandello, da Schiaparelli a Wells, passando per Hoeg, Queneau, Leopardi, Pontiggia, Asimov, Rigoni Stern, Del Giudice, Calvino, Ceronetti, Cortàzar&#8230;</p>
<p>I curatori hanno preso nella loro rete quegli scrittori che, per guardare il cielo, sono caduti in un pozzo di stelle.</p>
<p>Ne è venuta fuori un&#8217;ottima strenna natalizia. Buone letture a tutti.</p>
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		<title>Equazioni, le icone del sapere</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 08:46:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci sono libri che sono belli da vedere, piacevoli al tatto, hanno un buon odore e sono pure ergonomici, in due parole: “un piacere!”.
È il caso di Equazioni, le icone del sapere di Sander Bais (Dedalo 2009) che in cento pagine scarse prende di petto le equazioni, oggetti concettuali e iconici, misteriosi e densi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_181" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.danielegouthier.it/erdos/wp-content/uploads/2009/11/equazioni.jpg"><br />
<img class="size-thumbnail wp-image-181" title="equazioni" src="http://www.danielegouthier.it/erdos/wp-content/uploads/2009/11/equazioni-150x150.jpg" alt="Sander Bais, Equazioni, Dedalo 2009" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Sander Bais, Equazioni, Dedalo 2009</p></div>
<p>Ci sono libri che sono belli da vedere, piacevoli al tatto, hanno un buon odore e sono pure ergonomici, in due parole: “un piacere!”.</p>
<p>È il caso di <a href="http://www.webster.it/libri-equazioni_icone_sapere_bais_sander-9788822041678.htm?a=327937">Equazioni, le icone del sapere</a> di <a href="http://staff.science.uva.nl/~bais/">Sander Bais</a> (Dedalo 2009) che in cento pagine scarse prende di petto le equazioni, oggetti concettuali e iconici, misteriosi e densi di informazione al tempo stesso.</p>
<p>Da Newton alle stringhe, Bais cavalca per i secoli e vola sui paesaggi della fisica mostrandoci la maestosa bellezza di quelle montagne che sono le equazioni. Soprattutto, Bais scardina il luogo comune che “ogni equazione  dimezzi il numero di lettori” (l’editore dovrà però dirci se le vendite seguiranno questa coraggiosa convinzione dell’autore).</p>
<p>Le equazioni sono raccontate per il loro bagaglio di informazioni ma anche per il loro valore estetico: Bais cerca di guidarci in un’estetica dell’equazione che non ha molto da invidiare al mondo dell’arte contemporanea. E come le opere d’arte anche le equazioni sono fatti culturali e quindi si parlano l’un l’altra in un gioco di eco e richiami che tesse la trama della fisica.</p>
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		<title>Galápagos: l&#8217;isola dei giovani science writer italiani</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 16:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
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		<description><![CDATA[Quelli di Sironi fanno dei buoni libri e Martha Fabbri cura e ama i suoi che raccoglie nella collana Galápagos.
Così oggi, al grido di &#8220;Via la polvere dagli scaffali. Anche quelli di scienza!&#8221;, lancia il canale Youtube LibriGalapagos.
A me gli esperimenti di contaminazione mediatica (carta-web-video in questo caso) piacciono.
Buona visione e buona lettura.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/SWONJ3dOm-I/AAAAAAAAA-A/YWOKe8O0A1w/s1600-h/galapagos.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5288225588107975650" style="float: left; margin: 0 10px 10px 0; cursor: hand; width: 88px; height: 88px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/SWONJ3dOm-I/AAAAAAAAA-A/YWOKe8O0A1w/s400/galapagos.jpg" border="0" alt="" /></a>Quelli di Sironi fanno dei buoni libri e Martha Fabbri cura e ama i suoi che raccoglie nella collana <a href="http://www.sironieditore.it/libri/collana.php?ID_collana=g">Galápagos</a>.</p>
<div>Così oggi, al grido di &#8220;Via la polvere dagli scaffali. Anche quelli di scienza!&#8221;, lancia il canale Youtube <a href="http://www.youtube.com/LibriGalapagos">LibriGalapagos</a>.</div>
<div>A me gli esperimenti di contaminazione mediatica (carta-web-video in questo caso) piacciono.</div>
<div>Buona visione e buona lettura.</div>
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		<title>Sostiene Luciano</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 14:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[bambini e ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[carta stampata]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8230; che il tormentone sulla scuola ha degli elementi molto molto sconnessi dalla realtà dei fattiE questo non stupisce.
Sarebbe da capire che cosa si sta saldando nel nostro Paese per arrivare, tutti assieme appassionatamente, a svalutare e disprezzare a tal punto la scuola.
Vi ricordate che un mese fa l&#8217;emergenza nazionale era il prezzo esageratamente aumentato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; che il tormentone sulla scuola ha degli elementi molto molto sconnessi dalla realtà dei fatti<br />E questo non stupisce.</p>
<p>Sarebbe da capire che cosa si sta saldando nel nostro Paese per arrivare, tutti assieme appassionatamente, a svalutare e disprezzare a tal punto la scuola.</p>
<p>Vi ricordate che un mese fa l&#8217;emergenza nazionale era il prezzo esageratamente aumentato dei libri di testo?</p>
<p>Ebbene, Luciano è uno che ama capire e leggere e documentarsi, così è andato a mettere il naso un po&#8217; là e un po&#8217; qua tirando giù qualche numero sui libri scolastici (verrebbe da scrivere scolasti<span style="font-weight: bold; font-style: italic;">chi</span>, visto il livello della querelle!).</p>
<p>Io ho trovato il suo <a href="http://www.lucianoceli.it/node/122">punto di vista</a> estremamente serio e stimolante. Parliamone.</p>
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		<title>Ebrei, professori e Israele</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Feb 2008 13:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[Son tempi cupi di cambiamento e di reazione. Quindi tornano i fantasmi, com&#8217;è naturale che sia. Ed ecco la black list di 162 professori ebrei che fanno lobby a favore dei sionisti.Reazioni? La comunità ebraica e la procura.Non mi sembra sufficiente: una lista del genere non è questione di codice penale (ovviamente se ci sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/R62vd90p1lI/AAAAAAAAATg/8Jfp7bLzf5g/s1600-h/israeleflag.JPG"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/R62vd90p1lI/AAAAAAAAATg/8Jfp7bLzf5g/s200/israeleflag.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5164977277010302546" border="0" /></a>Son tempi cupi di cambiamento e di reazione. Quindi tornano i fantasmi, com&#8217;è naturale che sia. Ed ecco la black list di 162 professori ebrei che fanno lobby a favore dei sionisti.<br />Reazioni? La comunità ebraica e la procura.<br />Non mi sembra sufficiente: una lista del genere non è questione di codice penale (ovviamente se ci sono aspetti penali, che tutte le procure del caso intervengano: ovviamente!) ma di convivenza civile. Non è neanche questione di ebrei con annessi meccanismi della memoria e incubi dell&#8217;olocausto. Si tratta semplicemente del fatto che le black list &#8211; di ebrei, omosessuali, negri, comunisti, fascisti, mussulmani, zingari, rumeni, nudisti o quant&#8217;altro &#8211; non si fanno. È contro l&#8217;idea stessa di mettere al bando una parte della società che serve una nostra reazione. E che sia una reazione di tutti, non solo di chi deve far rispettare la legge, o di chi ha provato sulla propria pelle le persecuzioni.<br />A me dispiace che nell&#8217;affaticata e sonnacchiosa università italiana non ci sia stato un affannarsi di professori e intellettuali a chiedere di essere segnati nella lista; o a esprimere altra concreta solidarietà a chi nella lista ci è stato messo a forza.<br />A scanso di equivoci, chiedo di essere inserito anch&#8217;io nella lista &#8211; perché tutti i democratici dovrebbero sentire l&#8217;esigenza di stare assieme a quei 162.</p>
<p>S&#8217;ode a destra uno squillo di tromba, a sinistra risponde uno squillo.</p>
<p>E così, manzonianamente, a Torino Rifondazione Comunista (con il dissenso di Fausto Bertinotti, va detto) lancia un boicottaggio del salone del libro perché Israele è quest&#8217;anno il paese ospite. A fianco dei boicottanti sta anche il professor Gianni Vattimo.<br />Con un eufemismo, non ho simpatie per la politica estera (leggasi questione palestinese. Leggasi in sostanza: massacro di civili e bambini) dei governi dello Stato d&#8217;Israele. Ma:
<ol>
<li>dissento dall&#8217;identificare un paese con il suo governo ovvero col suo leader: l&#8217;America non è Bush, la Russia non è Putin e l&#8217;Italia, quando le capita, non è Berlusconi</li>
<li>in una situazione di conflitto &#8211; quale è quella tra Israele e Palestina &#8211; dialogare con le parti è necessario e opportuno. L&#8217;alternativa è la distruzione</li>
<li>la cultura è un antidoto alla guerra. Parlare, dialogare e confrontarsi con chi fa libri in Israele è un sostegno concreto ed è prendere parte contro la guerra</li>
</ol>
<p>Quindi quest&#8217;anno sarò felice, più del solito, di essere al Salone del libro che avrà come paese ospite Israele.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Viaggio nella complessità</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jan 2008 08:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[divulgazione]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[matematica]]></category>

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		<description><![CDATA[È prima di tutto un viaggio, come dice il titolo, ma è un viaggio nel tempo. Si parte con Dante e col “mezzo del cammin di nostra vita”, si toccano Borges, Calvino e la sapienza cinese.
De Toni e Comello vedono la complessità (che non è complicatezza)  come una sfida intellettuale che interroga l’uomo da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/R4CXvhs6wRI/AAAAAAAAAS4/mhqTU9UzrTM/s1600-h/complessita.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152284816468263186" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/R4CXvhs6wRI/AAAAAAAAAS4/mhqTU9UzrTM/s200/complessita.jpg" border="0" alt="" /></a>È prima di tutto un viaggio, come dice il titolo, ma è un viaggio nel tempo. Si parte con Dante e col “mezzo del cammin di nostra vita”, si toccano Borges, Calvino e la sapienza cinese.</p>
<p class="MsoNormal">De Toni e Comello vedono la complessità (che non è complicatezza) <span> </span>come una sfida intellettuale che interroga l’uomo da secoli. È la sfida di comprendere le cose nel loro complesso, di avere uno sguardo sintetico che coglie la globalità.</p>
<p class="MsoNormal">Dicevamo di Dante. Il Sommo ha messo al centro della sua Comedia la vita ed è proprio l’essere nel mezzo della vita che gli fa sperimentare e capire ciò che sperimenta e capisce. Allo stesso modo gli autori pongono l’accento sugli aspetti vitali degli organismi in contrapposizione al’analisi del funzionamento dei meccanismi: questi sì complicati.</p>
<p class="MsoNormal">Si impara molto dal <a href="http://www.webster.it/libri-viaggio_complessita_toni_alberto_marsilio-9788831793582.htm?a=327937">Viaggio nella complessità</a> (Marsilio 2007). Ed è un apprendimento per l’appunto complesso: il libro stesso pur nella sua mole ridotta è una metafora della complessità. Si cogli solo nella sua interezza e sembra che sia più auto-organizzato che organizzato dagli autori.</p>
<p class="MsoNormal">Vantaggi: è di piacevole lettura; in 100 pagine si coglie quello che c’è da cogliere con mirabile sintesi e senza lesinare citazioni e riferimenti “alti”; rimangono nella mente immagini e schemi efficaci tanto quanto le parole scritto (sono di Alberto Pratelli).</p>
<p>14 euro non sono pochi, ma sono certamente ben spesi.</p>
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		<title>Si guarderà la vigna a cominciare dalle radici</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Sep 2007 13:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[È morto sabato 22 settembre a Lione Renzo Tomatis. Oncologo, prima di tutto. Aveva guidato sempre a Lione l&#8217;Agenzia internazionale per le  ricerche sul cancro per oltre dieci anni e poi era stato direttore scientifico dell&#8217;ospedale infantile di Trieste Burlo Garofolo.
Sono stato molto contento quando nel maggio 2006, ha aderito con cortesia e semplicità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/Rve9FSTn8xI/AAAAAAAAAQk/YetIqE9S6F4/s1600-h/tomatis_ban_prov1copie.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5113763800413631250" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/Rve9FSTn8xI/AAAAAAAAAQk/YetIqE9S6F4/s200/tomatis_ban_prov1copie.jpg" border="0" alt="" /></a>È morto sabato 22 settembre a Lione Renzo Tomatis. Oncologo, prima di tutto. Aveva guidato sempre a Lione l&#8217;Agenzia internazionale per le  ricerche sul cancro per oltre dieci anni e poi era stato direttore scientifico dell&#8217;ospedale infantile di Trieste Burlo Garofolo.</p>
<p>Sono stato molto contento quando nel maggio 2006, ha aderito con cortesia e semplicità all&#8217;invito di scrivere un racconto &#8220;attorno alla scienza&#8221;.  E si è prestato alle riflessioni, agli scambi di mail, alle discussioni in corso d&#8217;opera che con Stefano Sandrelli e Robert Ghattas gli abbiamo &#8220;imposto&#8221;. Tanto più ricco di anni, esperienze, <a href="http://www.webster.it/c_power_search.php?shelf=ALL&amp;q=renzo+tomatis?a=327937">libri</a> di noi tre messi assieme, ha accettato di buon grado di contribuire assieme agli altri, senza protagonismi.</p>
<p>E ha scritto un racconto <span style="font-weight: bold;">La grande tela</span>, ambientato nella &#8220;mia&#8221; Torino e doppiamente autobiografico. C&#8217;è l&#8217;inizio della sua carriera di giovane medico, e c&#8217;è il commiato nella figura di Mino che prima di morire trasforma la delusione in amicizia, in creatività.</p>
<p>E come il suo Mino, anche Renzo Tomatis si guarda ormai la vigna a cominciare dalle radici.</p>
<p>Ps: in punta di piedi, senza volerne approfittare (davvero!), vi dico che <a href="http://www.springer.com/east/home/generic/search/results?SGWID=5-40109-22-173746908-0">qui</a> potete leggere <span style="font-weight: bold;">La grande tela</span>.</p>
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		<title>Pagine di cielo</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 08:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[mostre e musei]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Si inaugura giovedì 20 settembre alle ore 18 presso Palazzo di Brera, dove ha sede l’omonimo Osservatorio Astronomico, la mostra Pagine di cielo. Il restauro dell’Atlante Celeste di Johannes Hevelius e la Biblioteca dell’Osservatorio astronomico di Brera, organizzata dall’Istituto Nazionale di Astrofisica-Osservatorio Astronomico di Brera e dalla Biblioteca Nazionale Braidense, con il patrocinio del Comune [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/Ru-QXhx4YFI/AAAAAAAAAQU/Cv_tzB-W4vQ/s1600-h/leone_little.gif"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/Ru-QXhx4YFI/AAAAAAAAAQU/Cv_tzB-W4vQ/s200/leone_little.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5111462835967778898" border="0" /></a>Si inaugura giovedì 20 settembre alle ore 18 presso Palazzo di Brera, dove ha sede l’omonimo Osservatorio Astronomico, la mostra <i style=""><a href="http://www.brera.inaf.it/hevelius/">Pagine di cielo. Il restauro dell’Atlante Celeste di Johannes Hevelius e la Biblioteca dell’Osservatorio astronomico di Brera</a></i>, organizzata dall’Istituto Nazionale di Astrofisica-Osservatorio Astronomico di Brera e dalla Biblioteca Nazionale Braidense, con il patrocinio del Comune di Milano.
</p>
<p>“Questa mostra è un’occasione unica per ammirare una copia integra dell’<i style="">Atlante di Hevelius</i>”, precisa Agnese Mandrino, curatrice della mostra insieme ad Anna Lombardi. “Restaurando il volume, l’Osservatorio di Brera ha voluto sottolineare l’importanza che riconosce al proprio patrimonio storico.”</p>
<p>Per l’occasione sarà presentato al pubblico, per la prima volta dopo il recente restauro, <i style="">l’Atlante</i> <i style="">celeste</i> di Johannes Hevelius. Pubblicato a Danzica nel 1690, <i style="">l’Atlante</i> è uno dei più spettacolari libri mai pubblicati, un’opera di rara bellezza in cui si fondono arte, mito e scienza in una visione unitaria della cultura. </p>
<p>Formato da 56 tavole a doppia pagina raffiguranti le costellazioni secondo la mitologia classica, dal punto di vista scientifico l’opera è un superbo condensato delle conoscenze astronomiche alle soglie del Secolo dei Lumi, mentre dal punto di vista figurativo <i style="">l’Atlante</i> è un vero e proprio capolavoro dell’arte incisoria.</p>
<p>Storia, arte e osservazione del cielo s’incontrano. Immagini scientifiche e immaginario cortocircuitano. E la scienza appare, in questa mostra e prima ancora nell’<i style="">Atlante</i>, come parte della cultura. </p>
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