Categoria: linguaggi

ago 30 2008

Ci son più numeri che parole

Brian Butterworth studia il rapporto tra matematica e linguaggio, scrive bei libri e si spinge alle frontiere dell’intelligenza matematica. Questa volta ha avuto la fortuna, il metodo e la serendipità, di imbattersi in due comunità di aborigeni australiani che non hanno le parole né i gesti per i numeri. Quale manna per il professore e per il suo gruppo all’ UCL (University College London).
L’obiettivo che si ponevano era scardinare la convinzione che viga un determinismo linguistico grazie al quale noi avremmo l’idea del numero 5 solo possedendo la parola cinque. Non è così: lo studio sugli aborigeni mostra come tutti noi possediamo un sistema innato per riconoscere e rappresentare la numerosità.
Insomma, sembra che avesse ragione il buon vecchio Kronecher a dire che “Dio creò i numeri naturali, tutto il resto è opera dell’uomo”. Forse non vengono proprio da Dio, ma Butterworth ci garantisce che sono parte della nostra natura.

PS: l’articolo in cui si racconta dello studio è “Numerical thought with and without words: Evidence from indigenous Australian children”, di B. Butterworth, R. Reeve, F. Reynolds e D. Lloyd, pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences of the USA (PNAS).