Tutti al mare!
Osservare per capire. Osservare per spiegare. Osservare per insegnare. Studenti e insegnanti sempre più spesso affiancano i ricercatori per provare sulla propria pelle l’esperienza della scoperta.
Tutto è più coinvolgente e piacevole se la location è unica e a contatto con la natura. Come è capitato a sei insegnanti inglesi, spagnoli e portoghesi che sono saliti sul vascello James Cook, per otto settimane di navigazione a studiare gli ecosistemi di alcune zone d’Atlantico lungo le coste europee. Ovviamente affiancando i ricercatori e producendo assieme a loro un diario online a disposizione degli studenti di tutto il mondo.
Il Centro oceanografico di Southampton che ha voluto il progetto Classroom@Sea punta a portare la scienza dalla nave alla classe, e sfrutta il web per farlo con le classi di tutto il mondo. E gli insegnanti sono essenziali per condividere le loro capacità di presentare la scienza al pubblico dei più giovani. Perché la condivisione sia più genuina, gli insegnanti stessi hanno preso parte agli esperimenti, fatto domande, scritto i testi delle attività quotidiane.
Qualcosa di simile è capitato col Quarto viaggio studio in Sudafrica per osservare il comportamento del grande squalo bianco in libertà. Le attività di osservazione sono state realizzate con l’equipe di Michael Rutzen responsabile dello Shark Diving Unlimited, da un gruppo di componenti dell’Associazione “Posidonia” e dall’Associazione Naturalisti della Calabria con il coordinamento scientifico dell’Acquario della Laguna di Orbetello. Insomma, l’osservazione naturalistica si è intrecciata anche in questo caso con l’attività di ricerca a livello internazionale. Là si trattava di insegnanti, qua di appassionati naturalisti. E, per la presenza di due appassionati svizzeri, il viaggio è stato seguito con interviste in diretta anche dal programma “Camaleonte” della Radio Svizzera Italiana e dal sito www.oltrepensiero.com con una finestra giornaliera che è stata attivata seguendo giorno per giorno con reportage, foto e video le attività del gruppo.
Analogamente, il web è diventato un prolungamento anche dell’avventura di Mini Darwin, viaggio alle Galapagos, sulle orme di Darwin, nel quale bambini e comunicatori scientifici hanno affiancato i ricercatori.
Sembra che l’esperienza in presa diretta sul campo, o meglio: sulle onde, e la facilità d’aggiornamento del web 2.0 permettano di vivere in prima persona esperienze scientifiche, che poi diventano strumenti didattici o divulgativi per “tutte le classi del mondo”.
Ai prossimi viaggi.







