La malaria continua a essere uno dei grandi killer mondiali: un milione di morti l’anno, soprattutto in Africa e soprattutto bambini.
Ora i biologi hanno un nuovo alleato: i fisici e la loro griglia di calcolo. Questa comunità infatti si è dotata di una infrastruttura di calcolo potente, per l’appunto Grid. Si tratta di oltre 5.000 computer che vengono usati contemporaneamente, permettendo di processare in ogni istante oltre 2000 gigabyte di dati. È uno strumento essenziale per la ricerca in fisica delle particelle e in astronomia (Particle Physics and Astronomy Research Council, PPARC) che riesce a star dietro ai dati sfornati dall’acceleratore di particelle del Cern di Ginevra.
Grid sfrutta la potenza dovuta al solo fatto di stare in rete, di essere parte di un’unica comunità che condivide le proprie risorse senza bisogno di accumularle in punti, centri, enti, istituzioni. Ciascuno contribuisce con un po’ delle proprie risorse, spesso inutilizzate, e partecipa alla ricerca sulle astroparticelle.
Questo stesso spirito di collaborazione che anima Grid per i propri obiettivi, l’ha fatta aprire anche alla lotta contro la malaria. E ha permesso al progetto WISDOM di analizzare 80.000 composti potenzialmente antimalarici all’ora. Un ritmo che è stato tenuto per quattro mesi: da ottobre a gennaio Grid ha devoluto alla lotta contro la malaria oltre due milioni di ore computer.
L’analisi delle interrelazioni tra i composti farmaceutici e le proteine del parassita della malaria è stata favorita dalla velocità del processo di screening che abbatte di molto i costi di sviluppo di nuovi possibili farmaci contro la malattia.
Ci troviamo davanti a un potenziale strumento di ricerca, che offre la speranza di affrontare una malattia mortale che non è certo al centro delle strategie di mercato e di ricerca dell’industria farmaceutica.
Ma soprattutto ci troviamo davanti a un nuovo metodo di lavoro nella ricerca in biomedicina che potrà rinunciare, almeno in qualche caso, a mettere in piedi laboratori elefantiaci utilizzando risorse che comunque ci sono, e non vanno utilizzate, nel web. Infrastrutture come Grid permettono di immaginare ricerche anche senza dover prevedere enormi risorse di calcolo. E si potranno superare barriere tutte interne alla comunità scientifica, come questa volta è successo tra fisici e biologi.
Il primo passo è la condivisione di risorse informatiche, ma inevitabilmente domani cominceranno a essere messe in comune le idee, le visioni, gli obiettivi della ricerca, facendo comunicare metodi e intelligenze oggi distanti.