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	<title>Il mito di Erdős &#187; politica scientifica</title>
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	<description>nella scienza ciò che importa sono la comunicazione e la condivisione</description>
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		<title>Salviamo la Città della Scienza</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 16:03:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[mostre e musei]]></category>
		<category><![CDATA[politica scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[Città della Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Riporto qui l&#8217;appello di Scienzainrete, con l&#8217;invito a tutti di sottoscriverlo.
&#8212;
La “Città della Scienza” di Napoli, il più grande museo scientifico di nuova generazione d’Italia e uno dei maggiori d’Europa, rischia di chiudere. Firma subito l&#8217;Appello per salvare la &#8220;Città della Scienza&#8221;!
Napoli e l&#8217;Italia non possono permettersi di perdere questo patrimonio di cultura scientifica e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto qui l&#8217;appello di <a href="http://www.scienzainrete.it/">Scienzainrete</a>, con l&#8217;invito a tutti di <a href="http://www.scienzainrete.it/node/3049">sottoscriverlo</a>.</p>
<p>&#8212;</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.5em; margin-left: 0px; padding: 0px;">La “Città della Scienza” di Napoli, il più grande museo scientifico di nuova generazione d’Italia e uno dei maggiori d’Europa, rischia di chiudere. Firma subito l&#8217;Appello per salvare la &#8220;Città della Scienza&#8221;!</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.5em; margin-left: 0px; padding: 0px;">Napoli e l&#8217;Italia non possono permettersi di perdere questo patrimonio di cultura scientifica e di eccellenza museale. Nella Città della Scienza c’è un museo interattivo, hands/on, in cui è «vietato non toccare». Perchè chiede il coinvolgimento attivo – con le mani, con la mente e anche col cuore – nell’interrogare la natura e nell’apprendere un metodo, prima ancora che delle nozioni. Ma la Città della Scienza è costituita da una serie di altre attività – organizza eventi e congressi, partecipa a progetti nei settori di “scienza e società”. A Città della Scienza sono nate decine di piccole imprese “fondate sulla conoscenza&#8221;.</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.5em; margin-left: 0px; padding: 0px;">L’obiettivo di Città della Scienza è diffondere la cultura scientifica per favorire uno sviluppo culturale, civile ed economico fondato sulla conoscenza. Per questo può essere definito un “museo totale”. A tutt’oggi questo centro di diffusione della cultura scientifica è l’unica attività produttiva operativa in un’area, quella di Bagnoli, che fino a quarto di secolo fa ha ospitato con l’Italsider la più grande concentrazione industriale del Mezzogiorno.</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.5em; margin-left: 0px; padding: 0px;">Città della Scienza vanta notevoli performance. Ogni anno è visitato da almeno 500.000 persone. Ha un patrimonio di quasi 100 milioni di euro. Conta su 79 dipendenti, 5 borsisti e 13 collaboratori a progetto. Ha un bilancio di 10 milioni, coperti al 65% – caso unico nel continente – non da fondi pubblici ma operando sul mercato.</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.5em; margin-left: 0px; padding: 0px;">Ebbene, malgrado tutto questo Città della Scienza rischia di chiudere. Sia perché vanta una quantità di crediti esigibili dalla Regione Campania che accumulatisi nel corso di diversi anni ammontano oggi a 7,6 milioni di euro. Sia perché lo stesso Ente – che è uno dei partner istituzionali principali – ha annunciato per motivi di bilancio tagli decisivi per i progetti ancora in atto e per i progetti futuri.</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.5em; margin-left: 0px; padding: 0px;">Città della Scienza è una realtà della comunicazione scientifica di interesse nazionale. Lanciamo questo appello a tutte le autorità competenti, nazionali e locali, perché Città della Scienza non muoia.</p>
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		<title>Giochi di mano(vra), giochi da villano</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 14:24:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
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		<category><![CDATA[politica scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[scienza e società]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche micro osservazione sparsa a margine dei noti fatti:
1. Tremonti propone il taglio di tanti enti inutili: molti della ricerca.
2. Non è chiaro chi sia inutile e chi no, chi sia nella lista e chi no.
3. Poi la lista emerge.
4. Poi Facebook fa da cassa di risonanza per Ogs, Inaf, Indam.
5. Poi Napolitano stralcia, stralcia? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche micro osservazione sparsa a margine dei noti fatti:</p>
<p>1. Tremonti propone il taglio di tanti enti inutili: molti della ricerca.</p>
<p>2. Non è chiaro chi sia inutile e chi no, chi sia nella lista e chi no.</p>
<p>3. Poi la lista <a href="http://oggiscienza.wordpress.com/2010/05/27/ecco-la-lista-nera-provvisoria/">emerge</a>.</p>
<p>4. Poi Facebook fa da cassa di risonanza per <a href="http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=130183110325989&amp;ref=ts">Ogs</a>, <a href="http://www.facebook.com/#!/media.inaf?ref=ts">Inaf</a>, <a href="http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=125474247473134&amp;ref=ts">Indam</a>.</p>
<p>5. Poi Napolitano stralcia, stralcia? stralcia? boh, sembra di sì.</p>
<p>Temo che lo stralcio sia una buona notizia a metà. Mi spiego.</p>
<p>Sono convinto che non sia importante tanto la chiusura in sé quanto il discredito, la &#8220;fama&#8221; dell&#8217;inutilità, la convinzione diffusa che chi difende il proprio ente lo fa per difendere la propria posizioncina, la certezza che tutto ciò che è cultura è parassitario.</p>
<p>Sono convinto che, per sopire le coscienze e per ammutolire le voci pensanti, un  po&#8217; di sano ricatto (ti-chiudo e non-ti-chiudo) sia una buona tecnica.</p>
<p>Insomma, non credo che abbiano mai pensato di &#8220;risparmiare&#8221; tagliando quanto piuttosto di normalizzare chi è e cerca di essere indipendente e pensante.</p>
<p>E gli italiani tacciono.</p>
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		<title>Ambiente e salute a Gela</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 17:02:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[politica scientifica]]></category>
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		<description><![CDATA[Ricevo dalla ottima Liliana Cori (dell&#8217;Ifc)e rilancio la segnalazione di questo workshop che si terrà il 16 novembre al CNR di Roma.
Se siete interessati a inquinamento, ambiente, salute, biomonitoraggi, prendetelo in considerazione.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricevo dalla ottima Liliana Cori (dell&#8217;<a href="http://www.ifc.cnr.it/">Ifc</a>)e rilancio la segnalazione di questo <a href="http://www.danielegouthier.it/erdos/wp-content/uploads/2009/11/programma-16-novembre.pdf">workshop</a> che si terrà il 16 novembre al CNR di Roma.</p>
<p>Se siete interessati a inquinamento, ambiente, salute, biomonitoraggi, prendetelo in considerazione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>JDS sarà copubblicato da Elsevier</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 14:57:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[paesi in via di sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[politica scientifica]]></category>

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		<description><![CDATA[Non so se sia una buona notizia o piuttosto cattiva, il dato di fatto è che, dal primo gennaio 2010, il Journal of Dairy Science sarà pubblicato anche dal gigante Elsevier. Il JDS è la principale rivista su alimentazione animale, allevamento, agricoltura. Vanta un alto impact factor e interessa comunità che si intersecano: dai biochimici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so se sia una buona notizia o piuttosto cattiva, il dato di fatto è che, dal primo gennaio 2010, il Journal of Dairy Science sarà pubblicato anche dal gigante Elsevier. Il JDS è la principale rivista su alimentazione animale, allevamento, agricoltura. Vanta un alto impact factor e interessa comunità che si intersecano: dai biochimici agli ingegneri, dai nutrizionisti agli allevatori.</p>
<p>Dalla nuova gestione uscirà rafforzata grazie all&#8217;iniezione di nuove risorse o indebolita per la limitazione della libertà?</p>
<p>Vedremo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Anfibi.org: scienza, società e comunicazione</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Feb 2008 18:07:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[politica scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[scienza e società]]></category>

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		<description><![CDATA[Anfibi si nasce e di questi tempi si diventa.
Anfibi.org è lo spazio – nato ieri – per parlare di scienza, società e comunicazione.
Viene dopo un manifesto di cui abbiamo detto qui.
Vuole essere la voce dello stagno, cioè dell’insieme di tutte quelle nuove figure professionali “anfibie”, provenienti dal mondo della comunicazione e della ricerca, che attraverso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/R6SxoJpmuwI/AAAAAAAAATY/4fmDn3jwOCk/s1600-h/logoAnfibi.png"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/R6SxoJpmuwI/AAAAAAAAATY/4fmDn3jwOCk/s200/logoAnfibi.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5162446376216738562" border="0" /></a>Anfibi si nasce e di questi tempi si diventa.
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.anfibi.org/">Anfibi.org</a> è lo spazio – nato ieri – per parlare di scienza, società e comunicazione.</p>
<p class="MsoNormal">Viene dopo un manifesto di cui abbiamo detto <a href="http://ilmitodierdos.blogspot.com/2007/05/un-manifesto-anfibio-fra-scienziati-e.html">qui</a>.</p>
<p class="MsoNormal">Vuole essere la voce dello stagno, cioè dell’insieme di tutte quelle nuove figure professionali “anfibie”, provenienti dal mondo della comunicazione e della ricerca, che attraverso il loro operato quotidiano, favorendo l’apertura di nuovi canali di dialogo fra scienza e società, sono chiamate a porre le basi di una cittadinanza scientifica su cui possa sorgere una società della conoscenza che noi vogliamo equa, aperta e democratica.</p>
<p class="MsoNormal">Buona lettura.</p>
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		<title>Oltre l&#8217;impact factor</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jan 2008 10:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[nuove frontiere]]></category>
		<category><![CDATA[politica scientifica]]></category>
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		<description><![CDATA[Il sostanziale monopolio dell’Isi Thomson sulla misurazione delle pubblicazioni scientifiche è uno di quegli assiomi paradossali che non si sa perché ma rimangono quasi sempre indiscussi. Rarissimi sono i tentativi di proporre alternative all’impact factor volte a misurare la qualità di una rivista; oppure, attraverso le pubblicazioni, quelle di un ricercatore, di un’istituzione, di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/R4ScIhs6wSI/AAAAAAAAATA/cJEaI_EC64I/s1600-h/sjr.gif"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/R4ScIhs6wSI/AAAAAAAAATA/cJEaI_EC64I/s200/sjr.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5153415543918346530" border="0" /></a>Il sostanziale monopolio dell’Isi Thomson sulla misurazione delle pubblicazioni scientifiche è uno di quegli assiomi paradossali che non si sa perché ma rimangono quasi sempre indiscussi. Rarissimi sono i tentativi di proporre alternative all’impact factor volte a misurare la qualità di una rivista; oppure, attraverso le pubblicazioni, quelle di un ricercatore, di un’istituzione, di un paese.
<p class="MsoNormal">All’Università di Granada, Félix de Moya Anegón coordina il <a href="http://www.scimago.es/">SCImago Group</a> che assieme ad Elsevier ha sviluppato un <a href="http://www.scimagojr.com/index.php">SCImago Journal &amp; Country Rank</a> (SJR). È un tentativo di proporre prodotti alternativi a quelli della Thomson che siano open access. </p>
<p class="MsoNormal">Il ranking di SCImago permette di descrivere la situazione dei paesi e delle riviste e può essere filtrato limitandolo a aree scientifiche, categorie tematiche, anni e così via. E tiene conto di molti indicatori &#8211; SJR, le citazioni, l’h-indice – con un algoritmo alla “page rank” che considera il peso delle citazioni sulla base del peso della pubblicazione che le cita.</p>
<p class="MsoNormal">Insomma, un’offerta più ricca e articolata che non schiaccia la misura di una rivista su un unico parametro e che soprattutto è totalmente trasparente nell’uso degli algoritmi e dei metodi di calcolo.</p>
<p class="MsoNormal">Speriamo che la comunità scientifica se ne accorga.</p>
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		<title>Un&#8217;ERA d&#8217;interesse globale</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Nov 2007 15:48:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[decisori]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[politica scientifica]]></category>

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		<description><![CDATA[La Commissione Europea insiste sulla strada dell’ European Research Area (ERA). L’obiettivo è di arrivare a un unico mercato europeo degli scienziati nel quale gli scambi professionali siano veloce e poco problematici: abbattimento delle frontiere burocratiche.
Su questa via, la Fondazione Europea delle Scienze ha messo in calendario una conferenza per i politici, i ricercatori, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/RzSCsVKtibI/AAAAAAAAASQ/GqLjSgr7F_Q/s1600-h/esf.jpg"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/RzSCsVKtibI/AAAAAAAAASQ/GqLjSgr7F_Q/s200/esf.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5130869573589764530" border="0" /></a>La Commissione Europea insiste sulla strada dell’ European Research Area (ERA). L’obiettivo è di arrivare a un unico mercato europeo degli scienziati nel quale gli scambi professionali siano veloce e poco problematici: abbattimento delle frontiere burocratiche.
<p class="MsoNormal">Su questa via, la <a href="http://www.esf.org/">Fondazione Europea delle Scienze</a> ha messo in calendario una conferenza per i politici, i ricercatori, i manager della scienza – tanto pubblici quanto privati – allo scopo di farli interagire e confrontare i rispettivi punti di vista sull’idea stessa dell’ERA e sulle aspettative che gli operatori hanno a proposito delle ricadute sulla scienza europea.</p>
<p class="MsoNormal">Il commissario Potocnik ha richiesto che ci siano commenti e raccomandazioni su ERA e la Fondazione ha recentemente fatto avere il suo <a href="http://www.esf.org/ext-ceo-news-singleview/article/a-comprehensive-era-needs-full-involvement-of-non-governmental-stakeholders-esf-eurohorcs-commen/news-browse/2.html">punto di vista</a>. Da questo documento è nato il progetto della <a href="http://www.esf.org/activities/science-policy/corporate-science-policy-initiatives/esf-science-policy-conference-assembly-2007.html">conferenza</a> (“Is ERA a first step to GLOREA (Global Research Area)?”) che si terrà a Strasburgo i prossimi 28 e 29 novembre. Nello spirito della domanda, interverranno esperti dall’America e dall’Asia, perché ERA sta effettivamente diventando un soggetto politico-scientifico d’interesse globale.</p>
<p class="MsoNormal">Dal punto di vista della comunicazione e delle dinamiche interne alle comunità scientifiche, sarà interessante la discussione sulla peer review e la conseguente riflessione sugli strumenti di valutazione in un futuro sempre più globalizzato.</p>
<p class="MsoNormal">Così come è già di per sè interessante che la peer review venga inquadrata in un ragionamento sulla dimensione internazionale della politica scientifica.</p>
<p class="MsoNormal">C&#8217;è da sperare che ci s&#8217;incammini su una strada diversa da quella dell&#8217;impact factor e che la comunità scientifica europea inizi a riflettere sulla necessità di costruire parametri di valutazione chiari, coerenti e soprattutto pubblici.</p>
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		<title>Verso un’era dell’open access in Europa</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Oct 2007 21:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 18 ottobre a Liegi è stata messa la prima pietra di un movimento europeo per l’Open Access: l’EurOpenScholar.

Il perché è presto detto: dal 1993 l’indice globale dei prezzi è cresciuto del 30%. Quello delle riviste scientifiche di oltre il 275%. E presto sarà impossibile per un’istituzione finanziata normalmente, accedere alla letteratura necessaria a una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/Rx--zyTn88I/AAAAAAAAAR4/9_ql9GKhXyc/s1600-h/Groupe.jpg"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/Rx--zyTn88I/AAAAAAAAAR4/9_ql9GKhXyc/s200/Groupe.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5125024697857602498" border="0" /></a>Il 18 ottobre a Liegi è stata messa la prima pietra di un movimento europeo per l’Open Access: l’<a href="http://www.ulg.ac.be/relationsexterieures/RecteursOA/">EurOpenScholar</a>.
</p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:100%;">Il perché è presto detto: dal 1993 l’indice globale dei prezzi è cresciuto del 30%. Quello delle riviste scientifiche di oltre il 275%. E presto sarà impossibile per un’istituzione finanziata normalmente, accedere alla letteratura necessaria a una buona ricerca.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:100%;">Nonostante la <a href="http://oa.mpg.de/openaccess-berlin/berlindeclaration.html">Dichiarazione di Berlino</a> del 2003, poche università europee perseguono realmente una politica dell’open access. Urge un’accelerazione.</p>
<p>EurOpenScholar informerà le università europee sulle potenzialità dell’<i style="">open</i> per la ricerca; e cercherà di costruire dei repository istituzionali dove condividere e rendere accessibili le pubblicazioni.</p>
<p>L’obiettivo finale è di convincere I ricercatori, le università e le istituzioni a fare scelte coerenti con l’adozione di una politica <i style="">open</i>.</p>
<p>I fondatori sono : le università di Liegi, Trieste, Roma2 e Roma 3, Vicenza, Porto, Salford, Lancaster, Rotterdam (Erasmus), Torino, Antwerp, Ghent e Southampton; il politecnico della Catalogna a Barcellona; il Paul Ehrlich Institute; l’Instituto Superiore di Sanita; il consorzio Caspur, i Rutherford Appleton Laboratory; e un rappresentante della Commissione Europea.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Lega Nord è contro il cervello della Montalcini</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Oct 2007 18:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politica scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[scienza e società]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/RxZbyyTn86I/AAAAAAAAARo/1MCR2JtJ0lU/s1600-h/montalcini.jpg.jpg"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/RxZbyyTn86I/AAAAAAAAARo/1MCR2JtJ0lU/s200/montalcini.jpg.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5122382554236187554" border="0" /></a>Leggo su <a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/politica/napolitano-tre/catselli-montalcini/catselli-montalcini.html">Repubblica.it</a> della proposta lanciata in conferenza stampa dal senatore Roberto Castelli.<br />&#8220;Eliminare gli stanziamenti ad hoc per la fondazione <a href="http://www.ebri.it/">Ebri </a>(European brain research institute) della senatrice a vita Rita Levi Montalcini&#8221;: la proposta, messa nero su bianco con un emendamento al decreto legge che accompagna la manovra, è della Lega. Lo ha annunciato il capogruppo del Carroccio al Senato Roberto Castelli, nel corso di una conferenza stampa per presentare le modifiche alla Finanziaria. &#8220;E&#8217; un grande spreco &#8211; ha spiegato Castelli &#8211; ed un immorale mercimonio&#8221;.<br />Non entro nel merito dello scontro politico Levi Montalcini-Storace-Napolitano-(Mastella), che ora si impreziosisce della partecipazione di Castelli e del gruppo della Lega Nord.<br />Mi viene da notare però che per polemiche, credo legittime, in seno alla politica, ora ci si spinge anche a dare patenti di serietà scientifica in Senato.<br />Mi chiedo cosa succederebbe se un qualche corso in Scienze politiche di una qualche autorevole università valutasse la democraticità dell&#8217;azione dei partiti. Già immagino gli allarmi per un &#8220;golpe degli intellettuali&#8221; o almeno dei professori.<br />Fatto sta che il gruppo della Lega Nord dichiara che &#8220;l&#8217;istituto San Raffaele di Milano è all&#8217;avanguardia nel campo della biotecnologia&#8221;. Mentre mette in dubbio l&#8217;eccellenza dell&#8217;Istituto del quale la Levi Montalcini è presidente (credo) onorario.<br />Non mi sembra una procedura scientificamente fondata. E voglio sperare che si sollevi qualche voce dal San Raffaele per dire che l&#8217;eccellenza scientifica non si determina sulla base di scontri politici. E che il San Raffaele in questi scontri non ci vuole entrare. Neanche per ricevere i finanziamenti che la Lega Nord vuole dirottare da Ebri.</p>
<p>ps: da nordico e quindi osservatore interessato al fenomeno Lega, mi viene da notare che Ebri sta a Roma e San Raffaele a Milano. Ma sono sicuramente maligno.</p>
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		<title>Liberiamo la ricerca italiana</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Oct 2007 14:24:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[radio e tv]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Mario Capecchi ha vinto il premio Nobel per la medicina. Ed è una buona notizia. Il bello è che da quel momento sono state scoperte due cose: che esiste e che è italiano.
Ci hanno anche raccontato che da bambino era così povero che doveva rubare per mangiare. E non è un brutto racconto, perché lascia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/Rwzg_yTn80I/AAAAAAAAAQ8/al9dzHmOkWc/s1600-h/MarioCapecchi.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/Rwzg_yTn80I/AAAAAAAAAQ8/al9dzHmOkWc/s200/MarioCapecchi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119714262853874498" border="0" /></a>Mario Capecchi ha vinto il premio Nobel per la medicina. Ed è una buona notizia. Il bello è che da quel momento sono state scoperte due cose: che esiste e che è italiano.
<p class="MsoNormal">Ci hanno anche raccontato che da bambino era così povero che doveva rubare per mangiare. E non è un brutto racconto, perché lascia aperta la speranza che la ricerca sia una possibilità per tutti, non solo per i figli dei ricchi e degli intellettuali.</p>
<p class="MsoNormal">Un’altra buona notizia è che la stampa italiana ha voglia di scrivere e di pubblicare notizie positive sulla ricerca italiana. Passiamo sopra al fatto che in questo caso ha costruito  &#8220;artificialmente &#8221;  un ricercatore italiano…</p>
<p class="MsoNormal">Se non altro i giornalisti hanno messo in luce le radici culturalscientifiche della ricerca italiana: è infatti vero  che  Mario Capecchi ha fatto il suo Ph.D. con Jim Watson, che a sua volta era allievo di Salvador Luria, premio Nobel e allievo a sua volta di Giuseppe Levi, il più grande ricercatore nel campo della Biologia e della Medicina fra le due guerre. Levi, padre di Natalia Ginzburg autrice  di &#8220;Lessico familiare&#8221; , era anche il maestro dei premi Nobel Renato Dulbecco e  Rita Levi Montalcini. Tutti questi premi Nobel venivano fuori dalla scuola di Torino e l&#8217;italianità  di Capecchi sta tutta qui. Ed è meglio rispetto alla “sola” nascita e ai primi nove anni di vita italiana.</p>
<p class="MsoNormal">Visto l’interesse dei media, il ricercatore Giovanni Romeo  è intervenuto mercoledì 10 ottobre a Prima Pagina &#8211; giornalista di turno Marcello Sorgi della Stampa) –chiedendo perché i media non si interessano di più ai problemi della ricerca italiana finanziata dal pubblico (carenza di fondi, sistema di distribuzione mai basato sul merito ecc.) sfruttando appunto l&#8217;onda di interesse creata dall&#8217;assegnazione del premio Nobel a Capecchi. Risposta di Sorgi, che non è un pivello: “i ricercatori in Italia sono troppi (sic !) e quindi i fondi pubblici divisi egualmente per tutti questi ricercatori diventano necessariamente insufficienti”. </p>
<p class="MsoNormal">Roba da rimanere allibiti!</p>
<p class="MsoNormal">Sarebbe bello, sin da domattina, giovedì 11 ottobre riprendere l&#8217;argomento con Marcello Sorgi spiegandogli che si è sbagliato (e di molto&#8230;). La proposta è di telefonare a Prima Pagina proprio offrendo argomenti e dimostrazioni specifiche che quello che ha detto Sorgi è completamente errato. Se un giornalista come Sorgi che ha diretto per anni la Stampa commette errori così grossolani, vuol dire che c&#8217;è moltissimo lavoro da fare per informare correttamente i nostri concittadini – e la responsabilità non è certo dei soli giornalisti. </p>
<p class="MsoNormal">I ricercatori non sono troppi e quello che fanno è estremamente importante per il Paese!</p>
<p class="MsoNormal">Per telefonare a Prima Pagina: numero verde 800 050 333. Telefonate alle 7:00 del mattino, altrimenti risulta sempre occupato.</p>
<p>  <span style=";font-family:&quot;;font-size:11;"  >L’iniziativa parte da un gruppo di ricercatori intorno a Giovanni Romeo , si chiama “Liberiamo la ricerca” e chi vuole saperne di più può scrivere ad andreina.baccaro AT eurogene.org.</span></p>
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