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	<title>Il mito di Erdős &#187; pubblici della scienza</title>
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	<description>nella scienza ciò che importa sono la comunicazione e la condivisione</description>
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		<title>Anche in Inghilterra non c’è un solo pubblico</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Oct 2007 22:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Gli inglesi sono antiscientifici?
È la domanda attorno alla quale, il 16 ottobre, ha lavorato l’ESRC (Economic and Social Research Council) nella cornice di una conferenza del programma “Scienza e società”. Il programma, nell’arco di sei anni e attraverso 45 progetti di ricerca, ha indagato molti aspetti della relazione tra scienza e società, nel senso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://2.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/RxU5uyTn82I/AAAAAAAAARM/zIgBmyOYI6A/s1600-h/ESTBanner_ar_tcm6-45.gif"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5122063627144655714" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/RxU5uyTn82I/AAAAAAAAARM/zIgBmyOYI6A/s200/ESTBanner_ar_tcm6-45.gif" border="0" /></a> Gli inglesi sono antiscientifici?
<p>È la domanda attorno alla quale, il 16 ottobre, ha lavorato l’<a href="http://www.esrcsocietytoday.ac.uk/ESRCInfoCentre/index.aspx">ESRC</a> (Economic and Social Research Council) nella cornice di una conferenza del programma “Scienza e società”. Il programma, nell’arco di sei anni e attraverso 45 progetti di ricerca, ha indagato molti aspetti della relazione tra scienza e società, nel senso più profondo.</p>
<p>
<p>Il professor Steve Rayner, che ha diretto il programma, ha dichiarato che “non è immediato concludere che il pubblico inglese sia antiscientifico. Il programma ha trovato scarsa evidenza di una cultura antiscientifica: ad esempio, come ovunque in Europa, il pubblico inglese è pronto a far sue le nuove tecnologie. Altro discorso invece è quello legato alla necessaria cautela e alla cultura del rischio, anche verso le questioni scientifiche, che deve essere comunicata al pubblico”.</p>
<p>
<p>Gli fa eco, Nick Pidgeon della Cardiff University e partecipante al programma: “Per assicurarci che ci sia una maggiore comprensione pubblica della scienza, specialmente nelle questioni controverse, dobbiamo prima acquisire maggior consapevolezza di come il pubblico si pone rispetto a questi temi. Una comunicazione unidirezionale sulle grandi questioni tra scienza e società (da mucca pazza agli ogm, dai cambiamenti climatici al nucleare, dalle nanotecnologie alle ricerche sugli embrioni) non funzione e deve essere sostituita da un approccio più integrato e inclusivo”.</p>
<p>
<p>Posso anche condividere le conclusioni ma ci sono due ipotesi iniziali implicite che mi lasciano qualche dubbio. </p>
<p>
<p>Non è così efficace – dal punto di vista della comprensione dei fenomeni sociali e in particolare della relazione tra scienza e (il resto della) società – ragionare nei termini del pubblico, al singolare. Ogni questione, ogni tema caldo, seleziona una varietà di pubblici che si relazionano con quella questione, con quel tema, in un modo peculiare e determinato dagli interessi di cui sono portatori. Cercare di capire le cose nei termini di un pubblico onnicomprensivo, è una semplificazione troppo grossolana e che rischia di portare a fraintendimenti notevoli.</p>
<p>
<p>Infine, l’obiettivo di avere una “maggiore comprensione pubblica della scienza”, per quanto apparentemente alto e nobile, è un obiettivo fittizio. La questione non sta nei termini della comprensione – che non può essere raggiunta se non in una forma molto approssimata e semplificata. Ma piuttosto in quelli della formazione di un consenso consapevole che si fonda su una certa prassi diffusa dell’uso del pensiero razionale. Elemento questo che viene molto prima del pensiero scientifico ma che è applicabile a contesti meno limitati e che permette di avvicinarsi anche a questioni controverse. E non solo in campo scientifico.</p>
<p>
<p>Perché alla fine, quello che serve è far crescere la consapevolezza e la partecipazione sulle questioni che interrogano scienza e (il resto della) società.</p>
<p>
<div></div>
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		<title>Venghino signori, venghino!</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2007 18:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di ESOF2008, abbiamo già parlato a margine della notizia che Torino sarà la sede di ESOF2010.
Adesso è arrivato il momento di fare proposte. Il Comitato di programma per Barcellona, 18-22 luglio 2008, invita a presentare iniziative che si rivolgano all’immaginazione dei cittadini con spettacoli, mostre, presentazioni che portino la scienza a incontrare la cultura, lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/RhvcGIv586I/AAAAAAAAAJU/j8Ydo0dspWU/s1600-h/esof2008.jpg"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/RhvcGIv586I/AAAAAAAAAJU/j8Ydo0dspWU/s200/esof2008.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5051873405011882914" border="0" /></a>Di <a href="http://www.esof2008.org">ESOF2008</a>, abbiamo già parlato a margine della notizia che <a href="http://ilmitodierdos.blogspot.com/2007/03/torino-sar-citt-europea-della-scienza.html">Torino sarà la sede di ESOF2010</a>.
<p class="MsoNormal">Adesso è arrivato il momento di fare proposte. Il Comitato di programma per Barcellona, 18-22 luglio 2008, invita a presentare iniziative che si rivolgano all’immaginazione dei cittadini con spettacoli, mostre, presentazioni che portino la scienza a incontrare la cultura, lo sport, il divertimento. Iniziative che impattino fortemente sull’immaginario e che mettano assieme, se possibile, diversi paesi d’Europa: perché la scienza è uno dei reagenti positivi della nuova cittadinanza europea. È uno degli ingredienti del sogno europeo.<br />Ovviamente, queste proposte s’inseriranno in un programma che prevedrà dibattiti sul ruolo della scienza e sull’impatto che assieme alla tecnologia ha sull’economia. Manifestazioni sulla ricerca europea nel mondo. Momenti di confronto sulle cellule staminali e sui cambiamenti climatici. Tutte cose che il Comitato organizzerà.<br />Ma il suo presidente, Sir Colin Berry vuole che arrivino anche proposte “dal basso”. Perché solo così possono emergere idee nuove che attraversano le discipline,<span style="">  </span>format innovativi che coinvolgono i cittadini e nuovi stili di comunicazione che facilitano la partecipazione e il confronto.<br />Ce n’è bisogno. Non rimane che da cogliere la sfida.<o:p> </o:p><br />La deadline è il 30 giugno 2007.</p>
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		<title>Torino Città europea della scienza, nel 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2007 10:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Euroscience è l’organismo di Strasburgo che lavora per una società europea forte e aperta a scienza e tecnologia. È un’associazione indipendente che mette assieme scienziati e istituzioni interessate alla conoscenza scientifica di oltre quaranta paesi: il dialogo, il confronto e la cooperazione sono gli strumenti per rafforzare la società europea. L’uso responsabile della scienza da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/Rf-11Ty3J7I/AAAAAAAAAII/6-xvJZ1deo4/s1600-h/esof2010.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/Rf-11Ty3J7I/AAAAAAAAAII/6-xvJZ1deo4/s200/esof2010.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5043950035129542578" border="0" /></a><a href="http://www2.blogger.com/www.euroscience.org">Euroscience </a>è l’organismo di Strasburgo che lavora per una società europea forte e aperta a scienza e tecnologia. È un’associazione indipendente che mette assieme scienziati e istituzioni interessate alla conoscenza scientifica di oltre quaranta paesi: il dialogo, il confronto e la cooperazione sono gli strumenti per rafforzare la società europea. L’uso responsabile della scienza da parte dei ricercatori è il primo passo da compiere.
<p class="MsoNormal">Il principale momento di dialogo, confronto e cooperazione che Euroscience mette in campo è l’Euroscience Open Forum. </p>
<p class="MsoNormal">La <a href="http://70.87.76.162/%7Eesof2008/index.php">prossima edizione</a>, quella del 18-22 luglio 2008, si terrà a Barcellona, le prime due sono state a Stoccolma e a Monaco di Baviera. E qualche settimana fa Euroscience ha ufficializzato la sede per il forum del 2010 che sarà Torino.</p>
<p class="MsoNormal">Il capoluogo piemontese ha avuto la meglio su Copenhagen, Parigi e Wroclaw. E così dal 2 al 7 luglio 2010, la scienza europea si darà appuntamento in Piemonte. Convegni, mostre, spettacoli, seminari, workshop faranno dialogare i ricercatori tra loro ma soprattutto con i cittadini d’Europa.</p>
<p class="MsoNormal">Una delle carte vincenti della candidatura torinese è stato il progetto di un’edizione che esca dalla città e preveda iniziative e attività in giro per l’Europa, offrendo così un’opportunità ancora più ampia di dialogo tra cittadini europei e comunità scientifica.</p>
<p class="MsoNormal">L’altra è la scommessa di investire in scienza e tecnologia per rilanciare la regione ma, idealmente, anche l’Italia e l’Europa stessa. L’obiettivo è dare concretezza all’idea di un’economia basata sulla conoscenza che, nello specifico, serva a trasformare Torino da città dell’industria automobilistica a città della conoscenza e della scienza.</p>
<p class="MsoNormal">Insomma, ESOF2010 vuole essere un’occasione ulteriore per Torino ma vuole anche acquisire una valenza simbolica per tutta l’Europa, che potrà avere un ruolo di leader mondiale solo puntando sulla conoscenza e sulla capacità d’innovare.</p>
<p>  <span style="">L’auspicio è tutto nello slogan della candidatura che recita “passion for science”. Senza scienza non c’è innovazione e senza passione non c’è scienza.</span></p>
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		<title>La scienza vista dalla pubblicità</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Feb 2007 09:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[immagine della scienza]]></category>
		<category><![CDATA[pubblici della scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi sono imbattuto in questa pubblicità dell’IBM, giusto per non fare nomi e cognomi, e non potevo non notarla.
A tutta pagina, IBM ricorre alla scienza e all’immaginario radicato in ciascuno di noi per parlare di sé prima ancora che delle proprie offerte. Diciamolo, l’oggetto della pubblicità è sfumato, quasi secondario. Non è questo il tema. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/Rdlt8_o0fFI/AAAAAAAAAGM/n7UaH0xqfFs/s1600-h/pubblicitaIBMleggera.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/Rdlt8_o0fFI/AAAAAAAAAGM/n7UaH0xqfFs/s200/pubblicitaIBMleggera.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5033174953205464146" border="0" /></a>Mi sono imbattuto in questa pubblicità dell’IBM, giusto per non fare nomi e cognomi, e non potevo non notarla.
<p class="MsoNormal">A tutta pagina, IBM ricorre alla scienza e all’immaginario radicato in ciascuno di noi per parlare di sé prima ancora che delle proprie offerte. Diciamolo, l’oggetto della pubblicità è sfumato, quasi secondario. Non è questo il tema. Il focus è invece sull’IBM stessa, sulla sua capacità di costruire e innovare, sul suo rigore. </p>
<p class="MsoNormal">Ma vediamo come ci si arriva.</p>
<p class="MsoNormal">La pubblicità attinge a man bassa a quella che è l’immagine della scienza, senza ricorrere eccessivamente a stereotipi e senza essere caricaturale.</p>
<p class="MsoNormal">C’è il laboratorio, asettico e moderno, freddo e colorato. Forse ci si fa della chimica o più probabilmente della biologia. Un microscopio troneggia sul bancone. È vero che è in seconda fila ma il gioco di fughe e prospettive ci guida a guardare lì. </p>
<p class="MsoNormal">Alle sue spalle, evidenziato dallo sfondo bianco, lo schermo di un computer.</p>
<p class="MsoNormal">Il tema esplicito della pubblicità sono le migrazioni, studiate attraverso la raccolta mondiale di campioni di DNA, ci dice il testo, ma rappresentate da una mappa centrata sull’Europa nella quale frecce migratorie danno ragione di una situazione in trasformazione nel tempo – tempo narrato sin dal titolo: “questo campione contiene 60.000 anni di storia”.</p>
<p class="MsoNormal">Il tema implicito è quello della collaborazione. Viene citata esplicitamente <st1:personname productid="la National Geographic" st="on"><st1:personname productid="la National" st="on">la National</st1:personname> Geographic</st1:personname> Society come partner della ricerca bio-geografico-informatica. Ma la capacità di collaborare con tutti è quello che IBM cerca di veicolare con questa pubblicità. E la stessa immagine della migrazione è quella dell’interrelazione tra luoghi, persone e tempi diversi. Diverse e tutte speciali, come te del resto. IBM punta sulla specialità di ciascuno di noi ma ci chiede di metterla in campo, di esplicitarla: “cosa ti rende speciale?” recita lo slogan di chiusura.</p>
<p class="MsoNormal">Due dettagli completano il quadro. </p>
<p class="MsoNormal">Sulla mappa, in una zona sgombra di frecce, due formule rafforzano l’idea della scientificità e del rigore di quello che si sta facendo. </p>
<p class="MsoNormal">Simmetricamente, una mano femminile giovane racconta a un pubblico possibile il contenuto della ricerca. È l’origine del testo: infatti dal suo gesto scaturisce la descrizione della ricerca probabilmente in un <span style=""> </span>workshop tra ricercatori e collaboratori: l’equipe di biologi, esperti di calcolo, progettisti delle tecnologie che sta lavorandoci. È informale e professionale allo stesso tempo. Ed è soprattutto la mano di una ricercatrice sul campo, come ci dice il polsino di camice che si confonde in basso a destra con l’angolo della lavagna.</p>
<p class="MsoNormal">Insomma, IBM ci restituisce l’immagine di una scienza giovane e moderna, capace di collaborare e dedita allo studio della vita, rigorosa e speciale, tecnologica ma con la comunicazione al centro, femminile ma con il camice.</p>
<p class="MsoNormal">Proprio come ci dicono molte ricerche sulle rappresentazioni della scienza. </p>
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		<title>Chi definisce i pubblici della scienza?</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Feb 2007 07:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[pubblici della scienza]]></category>
		<category><![CDATA[scienza e società]]></category>

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		<description><![CDATA[ Capire come il pubblico comprende la scienza, è un obiettivo sempre più angusto e limitante. Non è la comprensione la chiave di lettura di tutto. Oggi piuttosto è necessario studiare, analizzare e comprendere le relazioni che intercorrono tra molteplici attori scientifici e i pubblici: di pubblici al plurale è bene parlare e non solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/RcGZBd6cUaI/AAAAAAAAAEU/oveVtF2voSM/s1600-h/pubbliciScienza.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5026466909610856866" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/RcGZBd6cUaI/AAAAAAAAAEU/oveVtF2voSM/s200/pubbliciScienza.jpg" border="0" /></a> Capire come il pubblico comprende la scienza, è un obiettivo sempre più angusto e limitante. Non è la comprensione la chiave di lettura di tutto. Oggi piuttosto è necessario studiare, analizzare e comprendere le relazioni che intercorrono tra molteplici attori scientifici e i pubblici: di pubblici al plurale è bene parlare e non solo perché sono molti ma soprattutto perché sono dinamici, variano nel tempo, si dividono e si riassemblano, si uniscono e si frazionano a seconda degli interessi, delle paure, delle convinzioni, delle appartenenze, degli eventi.<br />Continuamente nascono situazioni d’incontro, qualcuna anche di scontro, tra la società e la scienza, tra la scienza e la società. Inizia a esserci consapevolezza che questioni della vita quotidiana (clima, alta velocità, allergie alimentari, cellulari e così via) debbano essere lette in una cornice scientifica.<br />E i ricercatori da parte loro cominciano a capire che queste relazioni, questi nuovi scontri/incontri sono i momenti in cui un certo pubblico si forma convinzioni e idee sulla scienza. Il gioco allora è indirizzare l’eventuale conflitto in modo che una possibile opposizione si trasformi in dialogo, in modo che le decisioni vengano prese con un po’ più di consapevolezza da parte di tutti gli attori coinvolti..<br />La rivista Public Understanding of Science dedica il primo numero del 2007 ai “pubblici della scienza” e cercando di analizzare le sfumature di questo rapporto articolato. Di fatto, riconosce esplicitamente ai pubblici ruolo e dignità e pone l’accento su come, nelle varie controversi, i pubblici sono rappresentati.<br />La stessa rappresentazione dei pubblici infatti deve tenere in considerazione che ci sono livelli di conoscenza sufficienti ad affrontare questioni scientifiche rilevanti nella vita quotidiana e che non è necessario essere esperti per poter esercitare il diritto a prendere posizione, esprimersi, essere cittadini attivi.<br />Sono molte le situazioni nelle quali coesistono visioni contraddittorie e comprensioni parziali di qualche fatto scientifico, ma questo non toglie legittimità alle posizioni che vengono prese.<br />Una delle analisi più interessanti esposte nella rivista, è relativa a quali sono gli attori che formano le rappresentazioni dei pubblici. Perché quando scoppia una controversia, ci sono attori che definiscono qual è il pubblico rilevante in quel contesto, e che implicitamente o esplicitamente gli attribuiscono un ruolo che dipende fortemente da questa definizione. Di volta in volta si tratta di scienziati, politici, industriali, amministratori locali, ambientalisti e così via.<br />Chi riesce a definire il pubblico rilevante e interessato a una questione, riesce a costruire un primo frame nel quale si collocheranno tutte le successive dinamiche tra esperti e cittadini (pensiamo ad esempio all’alta velocità) e quindi, in gran parte, le decisioni che i cittadini decideranno di prendere.</p>
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