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	<title>Il mito di Erdős &#187; radio e tv</title>
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	<description>nella scienza ciò che importa sono la comunicazione e la condivisione</description>
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		<title>M&#8217;illumino di meno</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 16:40:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[radio e tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 12 febbraio è il giorno della sesta edizione di M&#8217;illumino di meno.
Per l&#8217;edizione 2010 Cirri&#38;Solibello ci chiedono, oltre ai classici spegnimenti, di sperimentare praticamente per un giorno le energie rinnovabili, escogitando un modo per accendere una luce pulita. Un pannellino solare collegato a una batteria per accendere un led, un minieolico che alimenti una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 12 febbraio è il giorno della sesta edizione di M&#8217;illumino di meno.</p>
<p>Per l&#8217;edizione 2010 Cirri&amp;Solibello ci chiedono, oltre ai classici spegnimenti, di sperimentare praticamente per un giorno le energie rinnovabili, escogitando un modo per accendere una luce pulita. Un pannellino solare collegato a una batteria per accendere un led, un minieolico che alimenti una lampada a risparmio energetico, una dinamo a pedali che dia energia a un faretto o anche una piccola torcia a manovella&#8230;</p>
<p><span id="more-238"></span>Il 12 febbraio dalle 17:00 alle 19:30 Caterpillar racconterà in diretta dai mercati Traianei di Roma la Grande Festa dell&#8217;Energia Pulita cui tutti i cittadini che hanno a cuore la razionalizzazione dei consumi e la salvaguardia dell&#8217;ambiente sono invitati a partecipare.<br />
L&#8217;idea è quella di chiedere a istituzioni, associazioni, scuole e privati di prendere parte alla nostra rassegna di luci belle, creative e PULITE, escogitate ad hoc.</p>
<p>Si può partecipare unendosi alla festa di Roma (molti comuni, associazioni e scuole hanno già organizzato autobus diretti nella Capitale!), oppure cercare di dar vita a una riflessione collettiva magari nella piazza principale del paese illuminata a energia pulita o nella palestra della propria scuola.</p>
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		<title>Liberiamo la ricerca italiana</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Oct 2007 14:24:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[radio e tv]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Mario Capecchi ha vinto il premio Nobel per la medicina. Ed è una buona notizia. Il bello è che da quel momento sono state scoperte due cose: che esiste e che è italiano.
Ci hanno anche raccontato che da bambino era così povero che doveva rubare per mangiare. E non è un brutto racconto, perché lascia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/Rwzg_yTn80I/AAAAAAAAAQ8/al9dzHmOkWc/s1600-h/MarioCapecchi.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/Rwzg_yTn80I/AAAAAAAAAQ8/al9dzHmOkWc/s200/MarioCapecchi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119714262853874498" border="0" /></a>Mario Capecchi ha vinto il premio Nobel per la medicina. Ed è una buona notizia. Il bello è che da quel momento sono state scoperte due cose: che esiste e che è italiano.
<p class="MsoNormal">Ci hanno anche raccontato che da bambino era così povero che doveva rubare per mangiare. E non è un brutto racconto, perché lascia aperta la speranza che la ricerca sia una possibilità per tutti, non solo per i figli dei ricchi e degli intellettuali.</p>
<p class="MsoNormal">Un’altra buona notizia è che la stampa italiana ha voglia di scrivere e di pubblicare notizie positive sulla ricerca italiana. Passiamo sopra al fatto che in questo caso ha costruito  &#8220;artificialmente &#8221;  un ricercatore italiano…</p>
<p class="MsoNormal">Se non altro i giornalisti hanno messo in luce le radici culturalscientifiche della ricerca italiana: è infatti vero  che  Mario Capecchi ha fatto il suo Ph.D. con Jim Watson, che a sua volta era allievo di Salvador Luria, premio Nobel e allievo a sua volta di Giuseppe Levi, il più grande ricercatore nel campo della Biologia e della Medicina fra le due guerre. Levi, padre di Natalia Ginzburg autrice  di &#8220;Lessico familiare&#8221; , era anche il maestro dei premi Nobel Renato Dulbecco e  Rita Levi Montalcini. Tutti questi premi Nobel venivano fuori dalla scuola di Torino e l&#8217;italianità  di Capecchi sta tutta qui. Ed è meglio rispetto alla “sola” nascita e ai primi nove anni di vita italiana.</p>
<p class="MsoNormal">Visto l’interesse dei media, il ricercatore Giovanni Romeo  è intervenuto mercoledì 10 ottobre a Prima Pagina &#8211; giornalista di turno Marcello Sorgi della Stampa) –chiedendo perché i media non si interessano di più ai problemi della ricerca italiana finanziata dal pubblico (carenza di fondi, sistema di distribuzione mai basato sul merito ecc.) sfruttando appunto l&#8217;onda di interesse creata dall&#8217;assegnazione del premio Nobel a Capecchi. Risposta di Sorgi, che non è un pivello: “i ricercatori in Italia sono troppi (sic !) e quindi i fondi pubblici divisi egualmente per tutti questi ricercatori diventano necessariamente insufficienti”. </p>
<p class="MsoNormal">Roba da rimanere allibiti!</p>
<p class="MsoNormal">Sarebbe bello, sin da domattina, giovedì 11 ottobre riprendere l&#8217;argomento con Marcello Sorgi spiegandogli che si è sbagliato (e di molto&#8230;). La proposta è di telefonare a Prima Pagina proprio offrendo argomenti e dimostrazioni specifiche che quello che ha detto Sorgi è completamente errato. Se un giornalista come Sorgi che ha diretto per anni la Stampa commette errori così grossolani, vuol dire che c&#8217;è moltissimo lavoro da fare per informare correttamente i nostri concittadini – e la responsabilità non è certo dei soli giornalisti. </p>
<p class="MsoNormal">I ricercatori non sono troppi e quello che fanno è estremamente importante per il Paese!</p>
<p class="MsoNormal">Per telefonare a Prima Pagina: numero verde 800 050 333. Telefonate alle 7:00 del mattino, altrimenti risulta sempre occupato.</p>
<p>  <span style=";font-family:&quot;;font-size:11;"  >L’iniziativa parte da un gruppo di ricercatori intorno a Giovanni Romeo , si chiama “Liberiamo la ricerca” e chi vuole saperne di più può scrivere ad andreina.baccaro AT eurogene.org.</span></p>
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		<title>SciVee è la tv degli scienziati</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Aug 2007 07:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[radio e tv]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche post fa ho parlato di nano2hybrids e prima ancora di Fora.tv. Oggi ho scoperto SciVee. La tivù degli scienziati per gli scienziati.
SciVee è sorella di YouTube, una sorella che ha studiato. Infatti, prima di tutto ci sono gli articoli – e sono tutti articoli pubblicati. E i video sono presentazioni di questi articoli.
L’obiettivo è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/RtZyX1BQarI/AAAAAAAAAPk/3T34aGzmk6o/s1600-h/scivee-logo-home.png"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/RtZyX1BQarI/AAAAAAAAAPk/3T34aGzmk6o/s200/scivee-logo-home.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5104392981365942962" border="0" /></a>Qualche post fa ho parlato di <a href="http://ilmitodierdos.blogspot.com/2007/07/younano-youtube-nanotube.html">nano2hybrids</a> e prima ancora di <a href="http://ilmitodierdos.blogspot.com/2007/06/il-mondo-pensa.html">Fora.tv</a>. Oggi ho scoperto <a href="http://www.scivee.tv/">SciVee</a>. La tivù degli scienziati per gli scienziati.
<p class="MsoNormal" style="">SciVee è sorella di YouTube, una sorella che ha studiato. Infatti, prima di tutto ci sono gli articoli – e sono tutti articoli pubblicati. E i video sono presentazioni di questi articoli.</p>
<p class="MsoNormal" style="">L’obiettivo è fornire uno spazio di diffusione e comprensione della scienza che serva agli scienziati ma che interessi anche a pubblici di non-esperti.</p>
<p class="MsoNormal" style="">Lo spirito è quello solito del web 2.0: superare la parola (solo) scritta, andare oltre le lezioni e le conferenze, proporre un medium virtuale che interagisca con la dimensione reale. Insomma amplificare la voce degli scienziati senza mediazioni. E c’è da aspettarsi che questo crei dialogo, permetta commenti su quanto è stato pubblicato, generi una maggiore attenzione alla discipline contigue, contribuisca alla creazione di nuovi “gruppi” scientifici…</p>
<p class="MsoNormal" style="">Ultimo aspetto non trascurabile: gli articoli caricati su SciVee sono tutti pubblicati su riviste open access. Com’è giusto che sia.</p>
<p>SciVee è un’iniziativa di Public Library of Science (PLoS), della National Science Foundation (NSF) e del San Diego Supercomputer Center (SDSC).</p>
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		<title>Il mondo pensa</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jun 2007 07:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[nuove frontiere]]></category>
		<category><![CDATA[radio e tv]]></category>
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		<description><![CDATA[Della serie “YouTube e i suoi fratelli” ho scoperto Fora.tv: la tivù del mondo che pensa.Non avendo mai posseduto un televisore dalla nascita a oggi, qualche scetticismo ce l’ho, ma stiamo a vedere: forse in questo caso “tivù che pensa” non è un ossimoro.Intanto è una proposta da guardare, seguire, cliccare, come tutto ciò che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/Rn9wGvkC-wI/AAAAAAAAAOE/su1yPp5U8qU/s1600-h/fora.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/Rn9wGvkC-wI/AAAAAAAAAOE/su1yPp5U8qU/s200/fora.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5079902165846391554" border="0" /></a>Della serie “YouTube e i suoi fratelli” ho scoperto <a href="http://fora.tv/">Fora.tv</a>: la tivù del mondo che pensa.<br />Non avendo mai posseduto un televisore dalla nascita a oggi, qualche scetticismo ce l’ho, ma stiamo a vedere: forse in questo caso “tivù che pensa” non è un ossimoro.<br />Intanto è una proposta da guardare, seguire, cliccare, come tutto ciò che succede nel web 2.0.<br />E non mi spiace che ci sia un posto (abbastanza) libero nel quale i professionisti dell’informazione postano i loro video. Perché – come recita la loro dichiarazione d’intenti – “ci sono tante idee brillante, esposte ogni giorno in eventi e discussioni pubbliche, in giro per il mondo”. E quelli di Fora.tv non vogliono farcele perdere.<br />I temi? Dalla politica alla cultura. Con la possibilità di partecipare alla discussione, di accedere ad approfondimenti e quant’altro possa venire in mente di questi tempi comunitari 2.0.<br />Non manca la scienza su Fora.tv. Oggi digitando “science” si ottengono alcune centinaia di video con la possibilità soprattutto per le istituzioni e per gli organizzatori di eventi – convegni, conferenze, seminari, workshop – di condividere immediatamente le discussioni e i talk.<br />A mio parere, proprio per la scienza è un’opportunità. Non tanto per farci sentire parole dette: io continuo a credere che a certi eventi bisogna esserci, per assistere, partecipare, percepire cosa non dice chi sta parlando. Ma piuttosto perché la scienza su Fora.tv potrà mostrarci colori, forme, immagini, foto, ricostruzioni; e potrà anche farsi sentire: perché dopo la visualizzazione siamo in attesa di una sempre miglior <a href="http://ilmitodierdos.blogspot.com/2007/01/rock-per-stelle-e-proteine.html">sonificazione</a> di ciò che la scienza scopre, indaga, capisce.<br />Intanto, Fora.tv è da tenere sott’osservazione, per vedere dove va.</p>
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		<title>Il clima in versi</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jan 2007 08:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[divulgazione]]></category>
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Quelli di Caterpillar, a modo loro, sono martellanti sulle questioni ambientali: si occupano di risparmio energetico e di Kyoto con la terza giornata nazionale del risparmio energetico “M’illumino di meno”, il 16 febbraio; ci deliziano con il movimento per la decrescita felice e sanno cogliere al volo gli eventi per restituirceli in riflessioni demenzialmente efficaci.
Poi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/RbR9xUeLL9I/AAAAAAAAADM/t_rJvxWUthM/s1600-h/millumino1.JPG"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/RbR9xUeLL9I/AAAAAAAAADM/t_rJvxWUthM/s200/millumino1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5022777770687279058" border="0" /></a>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;"><span style="">Quelli di <a href="http://%20www.caterueb.rai.it/">Caterpillar</a>, a modo loro, sono martellanti sulle questioni ambientali: si occupano di risparmio energetico e di Kyoto con la terza giornata nazionale del risparmio energetico “<a href="http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/index.cfm">M’illumino di meno</a>”, il 16 febbraio; ci deliziano con <a href="http://www.unmondopossibile.net/articolo/art0076.htm">il movimento per la decrescita felice</a> e sanno cogliere al volo gli eventi per restituirceli in riflessioni demenzialmente efficaci.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;"><span style="">Poi, in generale, la trasmissione dà spazio alla scienza: dal festival della creatività a Firenze allo sceneggiato (imperdibile!) “Cervelli in fuga”. Insomma, un punto di vista sghembo che però ha il suo seguito.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;"><span style="">Ho molto apprezzato “Uomo”, la poesia di Marco Ardemagni. Leggetela anche voi:<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style=""><span style="">Uomo Mi togli ogni energia<br />prelevi e te ne sbatti<br />la sprechi e butti via<br />la sciupi e poi mi imbratti</p>
<p>Dillo che non ti piaccio<br />che non mi vuoi più bene<br />mi stai sciogliendo il ghiaccio<br />prosciughi le mie vene.</p>
<p>Dillo che ti sei rotto<br />è inutile che neghi<br />ma come mi hai ridotto<br />di me tu te ne freghi</p>
<p>Ricordi eravam felici<br />nel basso mesolitico<br />fratelli amanti amici<br />in abito adamitico</p>
<p>Ora consumi e inquini<br />tagli disboschi e incendi<br />allaghi, caghi e urini<br />quello che trovi prendi</p>
<p>Uomo pezzo di cacca<br />tu col tuo effetto serra<br />mi tratti da baldracca<br />ma io son la tua terra</p>
<p>Ok mi son calmata<br />Ma è inutile parlare<br />hai fatto la vaccata?<br />mi voglio vendicare</p>
<p>E poiché la vendetta<br />va consumata al gelo<br />la mia sarà perfetta<br />calando giù dal cielo.</p>
<p></span>È <span style="">un po&#8217; che in giro vado<br />caro il mio bel gingillo<br />con un vero tornado<br />il nome suo è Kirillo</p>
<p></span>È<span style=""> lui che ieri sera<br />mentre eri tu a Berlino<br />alzando una bufera<br />ti ha arato perbenino.</p>
<p></span>È<span style=""> stato un po&#8217; cattivo<br />ma tu sei il deficiente<br />ché senza te io vivo<br />tu senza me sei niente.<o:p></o:p></span></p>
<p>Non male, vero? Alta divulgazione!</p>
<p>A me sembra un bel modo per dilatare l’attenzione dal particolare al generale. Dalla cronaca di Kyrill alle questioni climatiche. Dall&#8217;attualità alla riflessione. Che poi quelli di Caterpillar completano con gli interventi degli esperti e col dialogo con i radioascoltatori.</p>
<p>  <span style="">Applausi.</span></p>
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		<title>I racconti di Canterbury, alla radio</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jan 2007 21:28:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[radio e tv]]></category>
		<category><![CDATA[scienza e società]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 15 gennaio 2007, alle 20.00, inizia a trasmettere la Canterbury Student Radio (CSR).
La radio è promossa da due università &#8211; University of Kent, Canterbury Christ Church University &#8211; e da due associazioni studentesche &#8211; Kent Union e dalla Christ Church Students’ Union. E questo ne garantirà l’indipendenza.
Tutto, dalla definizione del palinsesto alla trasmissione al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/RakYWEeLL4I/AAAAAAAAACQ/_94FLU4COGU/s1600-h/csr.JPG"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qgzr_fidCfQ/RakYWEeLL4I/AAAAAAAAACQ/_94FLU4COGU/s200/csr.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5019570027117621122" border="0" /></a><br /><a href="http://kent.ac.uk/news/">Lunedì 15 gennaio 2007, alle 20.00</a>, inizia a trasmettere <st1:personname productid="la Canterbury Student" st="on"><st1:personname productid="la Canterbury" st="on">la <a href="http://www.csrfm.com/">Canterbury</a></st1:personname><a href="http://www.csrfm.com/"> Student</a></st1:personname><a href="http://www.csrfm.com/"> Radio</a> (CSR).
<p>La radio è promossa da due università &#8211; University of Kent, Canterbury Christ Church University &#8211; e da due associazioni studentesche &#8211; Kent Union e dalla Christ Church Students’ Union. E questo ne garantirà l’indipendenza.</p>
<p>Tutto, dalla definizione del palinsesto alla trasmissione al pubblico, dalla musica alle news, dall’intrattenimento all’approfondimento, sarà completamente gestito dagli studenti di scuole, università e college della regione. Ovviamente, CSR si propone di parlare ai coetanei: i giovani tra i 14 e i 25 anni.</p>
<p>Ma quello che è più interessante è che viene data loro l’opportunità di far sentire la propria voce, liberi dalle necessità della pubblicità o comunque economiche. E che questo viene fatto a partire da un contesto universitario. Sembra che a Canterbury abbiano capito che l’università del ventunesimo secolo deve fare ricerca, deve garantire l’alta formazione, ma deve anche comunicare con la società.</p>
<p>Fare radio, per quegli studenti, vorrà dire imparare a conoscere il territorio e le realtà di tutta la regione e, in qualche modo, diventare interlocutori in un dialogo. Un obiettivo altamente formativo, ma al tempo stesso di frontiera.</p>
<p>E poi c’è l’accento sul volontariato e sulla possibilità concreta di far comunicare diversi livelli educativi: scuole, università e college per l’appunto.</p>
<p>C’è da aspettarsi, sin dalle intenzione dei promotori, che CSR sia un luogo di dialogo e dibattito privilegiato e innovativo sulle questioni culturali, educative e di ricerca tipiche del contesto universitario in cui nasce. </p>
<p>E nel Kent osano dare questa chance agli studenti, scardinando gli schemi di una comunicazione istituzionale spesso troppo professionale e unidirezionale.</p>
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