Categoria: ricerca

mar 26 2010

Citazioni prevedibili

Gli informatici dell’Universidad Politécnica de Madrid hanno sviluppato un modello che, all’uscita di un articolo scientifico, ne predice il numero delle citazioni in ciascuno dei primi quattro anni di vita.

Sarei curioso di vederli all’opera. E soprattutto mi chiedo come evolverà il mondo delle ricerche avendo a disposizione strumenti di predizione come questo. Come si sentirà un referee quando, all’indomani della pubblicazione, vedrà che l’articolo che ha appena accettato avrà un numero ridotto di citazioni? E viceversa non si potrebbe dare gli articoli in pasto al citazionometro per far decidere al modello cosa deve essere pubblicato e cosa no?

Sono perplesso.

gen 13 2010

Rischio, scienza e società

Vi segnalo questa conferenza (Risky entanglements? Contemporary research cultures imagined and practised) che si terrà a Vienna il 9-11 giugno.

C’è tempo fino al 29 gennaio per mandare abstract.

dic 30 2009

Terza conferenza europea sulla comunicazione

Ecrea (European Communication Research and Education Association) organizza per il mese di ottobre 2010 la terza conferenza europea sulla comunicazione, dal titolo “Transcultural Communication – Intercultural Comparisons”.

Si terrà ad Amburgo tra il 12 e il 15 ottobre.

La prima scadenza importante è il 28 febbraio 2010: submission degli abstract.

dic 02 2009

Convegno nazionale sulla comunicazione della scienza

Domani parto per Napoli, dove spero che il convegno nazionale sulla comunicazione della scienza, rinnovato, sia soddisfacente. I presupposti ci sono.

nov 18 2009

Programma del convegno nazionale sulla comunicazione della scienza

Condivido il programmaCS8 del convegno nazionale sulla comunicazione che storicamente si è tenuto a Forlì e che da quest’anno si sposta nella prestigiosa cornice di Città della Scienza a Napoli, dal 3 al 5 dicembre.

Accorrete numerosi.

nov 10 2009

Ambiente e salute a Gela

Ricevo dalla ottima Liliana Cori (dell’Ifc)e rilancio la segnalazione di questo workshop che si terrà il 16 novembre al CNR di Roma.

Se siete interessati a inquinamento, ambiente, salute, biomonitoraggi, prendetelo in considerazione.

nov 08 2009

Simposio Ioste

Si terrà in Slovenia sul lago Bled il quattordicesimo simposio Ioste, sulla didattica scientifico tecnologica.

C’è tempo fino al primo dicembre per proporre interventi e fino al 30 aprile per iscriversi.

dic 09 2008

Camp parigino sulla ricerca italiana

A volte serve fare un passo indietro per vedere le cose meglio.
Così fanno alcuni ricercatori italiani a Parigi che avranno un Camp sulla riforma della ricerca e dell’università italiana il prossimo 13 dicembre (14.00-20.00).
Dalla lettura del documento di presentazione (che trovate qui: http://docs.google.com/Doc?id=dz6sr8t_41hbfnmcdk) direi che un po’ meglio di noi ci vedono.
Buon Camp a loro e buona lettura a voi.

nov 14 2008

Che vinca il migliore? Forse


Gli antichi parlavano di vittoria di Pirro, gli economisti dicono maledizione del vincitore.

Facciamo l’esempio di un’asta: è probabile che il grosso delle offerte si raggruppino intorno al vero valore dell’oggetto in vendita – è la definizione soggettivista delle probabilità, dopotutto. Chi lo acquista è perché ha fatto un’offerta più alta. Ergo: c’è il fondato rischio che non abbia fatto un buon affare.

Lo stesso sembra succedere con gli articoli scientifici, sostiene John Ioannidis, epidemiologo dell’Università di Ioannina. La sua tesi è che le riviste più prestigiose – Nature e Science per intenderci – non pubblicano necessariamente gli articoli migliori.

Ioannidis osserva che parte della reputazione delle riviste più prestigiose risiede nel fatto che pubblicano pochi articoli – quella che gli economisti chiamano scarsità artificiale. La scarsità rende la competizione più dura. E quindi i vincitori sono quelli che strombazzano e sopravvalutano di più i propri risultati sensazionali. Mentre il gruppone dei risultati meno spettacolari viene relegato su riviste serie ma meno note, a meno che, addirittura, non vengano cestinati.

Ioannidis ritiene che la dinamica sia la stessa delle aste: c’è un gruppo di articoli che stanno attorno al risultato e che quindi probabilmente dicono le cose interessanti. E c’è un numero ristrettissimo di articoli che si assumono il rischio di strillare il risultato e che quindi possono benissimo non essere un buon affare. Ergo: dei buoni articoli.
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La tesi di Ioannidis è uscita sull’Economist (tradotta in italiano sulla versione cartacea di Internazionale), ma altre sue osservazioni economiche sulle pubblicazioni scientifiche si trovano qui.

giu 08 2008

Donne e scienza: uno studio

Le donne continuano a essere molto limitate, diciamolo: discriminate, nella ricerca europea.

Con i Gender Action Plans (GAPs), un gruppo di ricerca finanziato dalla Commissione europea ha redatto un report sui problemi delle scienziate a partecipare pienamente alla ricerca accademica.

Simona Palermo, Elisabetta Giuffra, Valeria Arzenton e Maximiano Bucchi hanno scritto un questionario che tocca tanto gli aspetti personali che quelli professionali della vita dei ricercatori e l’hanno sottoposto a 143 scienziati (53,1% dei quali uomini).

Emerge che le ricercatrici sono preoccupate dal fatto che le posizioni preminenti nelle professioni scientifiche sono in mano agli uomini: 83 uomini su cento hanno una posizione stabile, a fronte di sole 56 donne su cento.

Simona Palermo sottolinea come “i risultati confermano che le donne partecipano pienamente alla ricerca nei primi passi della carriera scientifica, per poi abbassare le ambizioni e le aspettative professionali una volta che hanno dei figli”. E di questo sono consapevoli tanto i ricercatori (60%) quanto le ricercatrici (70%): combinare ricerca e maternità è la difficoltà.

Poi c’è la questione del potere: la ricerca è governata dagli uomini, potrebbe essere il titolo. Molte donne sono relegate in posizioni subordinate (75%) cosa che capita a molti meno uomini (33%). E così si diffonde la convinzione – soprattutto tra le ricercatrici – che le donne hanno meno possibilità di raggiungere posizioni di guida e gestione della ricerca, perché hanno una natura meno competitiva e soffrono di più a combattere per la carriera, dote che viene considerata tipicamente maschile.

Insomma, il problema – secondo questo studio – ha una dimensione orizzontale e una verticale. Da un lato, la maternità blocca la carriera in sé (e questo è più evidente in alcuni settori di ricerca nei quali le donne scarseggiano maggiormente), dall’altro la competitività limita fortemente un equo accesso al potere. Un risultato non dissimile dalla dimensione sociale che abbiamo studiato e presentato qui.

Letture consigliate: “Gender and Science”, Correspondence, EMBO reports 9, 6, 494–495, 2008. “Mujer y ciencia. La situación de las mujeres investigadoras en el sistema español de ciencia y tecnología”, FECYT, 2007.