Chi definisce i pubblici della scienza?
Capire come il pubblico comprende la scienza, è un obiettivo sempre più angusto e limitante. Non è la comprensione la chiave di lettura di tutto. Oggi piuttosto è necessario studiare, analizzare e comprendere le relazioni che intercorrono tra molteplici attori scientifici e i pubblici: di pubblici al plurale è bene parlare e non solo perché sono molti ma soprattutto perché sono dinamici, variano nel tempo, si dividono e si riassemblano, si uniscono e si frazionano a seconda degli interessi, delle paure, delle convinzioni, delle appartenenze, degli eventi.
Continuamente nascono situazioni d’incontro, qualcuna anche di scontro, tra la società e la scienza, tra la scienza e la società. Inizia a esserci consapevolezza che questioni della vita quotidiana (clima, alta velocità, allergie alimentari, cellulari e così via) debbano essere lette in una cornice scientifica.
E i ricercatori da parte loro cominciano a capire che queste relazioni, questi nuovi scontri/incontri sono i momenti in cui un certo pubblico si forma convinzioni e idee sulla scienza. Il gioco allora è indirizzare l’eventuale conflitto in modo che una possibile opposizione si trasformi in dialogo, in modo che le decisioni vengano prese con un po’ più di consapevolezza da parte di tutti gli attori coinvolti..
La rivista Public Understanding of Science dedica il primo numero del 2007 ai “pubblici della scienza” e cercando di analizzare le sfumature di questo rapporto articolato. Di fatto, riconosce esplicitamente ai pubblici ruolo e dignità e pone l’accento su come, nelle varie controversi, i pubblici sono rappresentati.
La stessa rappresentazione dei pubblici infatti deve tenere in considerazione che ci sono livelli di conoscenza sufficienti ad affrontare questioni scientifiche rilevanti nella vita quotidiana e che non è necessario essere esperti per poter esercitare il diritto a prendere posizione, esprimersi, essere cittadini attivi.
Sono molte le situazioni nelle quali coesistono visioni contraddittorie e comprensioni parziali di qualche fatto scientifico, ma questo non toglie legittimità alle posizioni che vengono prese.
Una delle analisi più interessanti esposte nella rivista, è relativa a quali sono gli attori che formano le rappresentazioni dei pubblici. Perché quando scoppia una controversia, ci sono attori che definiscono qual è il pubblico rilevante in quel contesto, e che implicitamente o esplicitamente gli attribuiscono un ruolo che dipende fortemente da questa definizione. Di volta in volta si tratta di scienziati, politici, industriali, amministratori locali, ambientalisti e così via.
Chi riesce a definire il pubblico rilevante e interessato a una questione, riesce a costruire un primo frame nel quale si collocheranno tutte le successive dinamiche tra esperti e cittadini (pensiamo ad esempio all’alta velocità) e quindi, in gran parte, le decisioni che i cittadini decideranno di prendere.
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