mar 27 2007

Due afgani per un italiano

È l’algebra della guerra. Contro la quale cinquant’anni fa è nata l’Europa, dove pochi anni prima un tedesco valeva dieci italiani. Quest’algebra non ci piace più. Non dovrebbe piacerci più.

E invece stiamo poco più che zitti davanti agli strascichi della liberazione di Mastrogiacomo. Anzi. Tra le righe leggo persino qualche segno di disturbo, di fastidio. In fondo questo Rahmatullah è un “addetto alla sicurezza”, figura sospetta. Che poi nella vita di tutti i giorni non usi il fucile ma il telefono è un altro paio di maniche. E che lo usi per dire quali sono le vie sicure e non per far detonare una bomba non è un dettaglio. Ma si chiama Rahmatullah ed è afgano, come quell’altro Nashkbandi, l’interprete.

A me piacerebbe che dopo cinquant’anni d’Europa l’algebra di guerra per cui due afgani valgono un italiano cadesse in disuso. E così ho firmato l’appello di Emergency.

“Siamo angosciati per la sorte di Rahmatullah Hanefi. Il responsabile afgano dell’ospedale di Emergency a Lashkargah è stato prelevato all’alba di martedì 20 dai servizi di sicurezza afgani.
Da allora nessuno ha potuto vederlo o parlargli, nemmeno i suoi famigliari. Non è stata formulata nessuna accusa, non esiste alcun documento che comprovi la sua detenzione. Alcuni afgani, che lavorano nel posto in cui Rahmatullah Hanefi è rinchiuso, ci hanno detto però che lo stanno interrogando e torturando “con i cavi elettrici”.
Rahmatullah Hanefi è stato determinante nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo, semplicemente facendo tutto e solo ciò che il governo italiano, attraverso Emergency, gli chiedeva di fare. Il suo aiuto potrebbe essere determinante anche per la sorte di Adjmal Nashkbandi, l’interprete di Mastrogiacomo, che non è ancora tornato dalla sua famiglia.
Domenica 25, il Ministro della sanità afgano ci ha informato che in un “alto meeting sulla sicurezza nazionale” presieduto da Hamid Karzai, è stato deciso di non rilasciare Rahmatullah Hanefi. Ci hanno fatto capire che non ci sono accuse contro di lui, ma che sono pronti a fabbricare false prove.Non è accettabile che il prezzo della liberazione del cittadino italiano Daniele Mastrogiacomo venga pagato da un coraggioso cittadino afgano e da Emergency. Abbiamo ripetutamente chiesto al Governo italiano, negli ultimi giorni, di impegnarsi per l’immediato rilascio di Rahmatullah Hanefi e il governo ci ha assicurato che l’avrebbe fatto. Chiediamo con forza al Governo italiano di rispettare le parola data”.

Vedete un po’ voi che fare.

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