apr 03 2007

Faust, le stelle e Brera

A quelli dell’Osservatorio di Brera il rapporto arte e scienza sta sicuramente a cuore. Così, a poco più di due mesi eccoli di nuovo in scena. Mercoledì 4 aprile alle 18.00 nella sede dell’Osservatorio Astronomico di Brera a Milano, guidati da Stefano Sandrelli, responsabile della comunicazione scientifica, l’astrofisico Tommaso Maccacaro, il clinico medico Pier Mannuccio Mannucci e il giornalista Federico Pedrocchi cercheranno di rispondere a domande quali: che cosa è la ricerca? Quale è il patto con il diavolo che i ricercatori stringono quotidianamente?

Nel corso della serata la Compagnia Jolly roger presentarà alcuni brani del Faust, in cui Marlowe indaga il mistero del moto dei pianeti.

Faust: “Chi non conosce il doppio moto dei pianeti? Il primo si compie in una giornata e il secondo così: Saturno in trent’anni, Giove in dodici Marte in quattro, il Sole, Venere e Mercurio in un anno, la luna in ventotto giorni”…..

Coro: “Per scoprire i segreti dell’Astronomia incisi da Giove nel libro del firmamento, Faust ha scalato la vetta dell’Olimpo.”…..

Faust: “ Fermatevi sfere del cielo che eternamente ruotate, che il tempo finisca e mezzanotte non venga mai.”…

Nel celebre monologo che apre il
dramma, Faust, studioso avido e scontento, rifiuta il sapere accademico e s’avventura nei sentieri pericolosi della nuova scienza. Col tempo, senza nemmeno volerlo, leggere di Faust è diventato riflettere sull’uomo: come se Marlowe avesse isolato in un solo personaggio la precisa qualità che rende le azioni degli uomini diverse da quelle di qualsiasi altro animale. Noi partiamo dal presupposto che quelle parole abbiano senso adesso e possano essere dette, adesso, a uomini che vivono ad una distanza infinita, in un mondo completamente diverso da quello di Marlowe, ma che di sicuro hanno in comune con lui quella febbre incurabile che manda avanti – e indietro – la Storia.

Chi passa a Milano può andare al Teatroarsenale dove dal 3 al 6 aprile e dall’11 al 14 sempre di aprile la compagnia Jolly Roger, in coproduzione con l’INAF, mette in scena il Faust e questo spiega il perché della serata di mercoledì.

Il perché dell’impegno dell’Osservatorio di Brera nei confronti del teatro è tutto nella convinzione che se l’uomo è ciò che mangia, allora quando certe categorie scientifiche sono capite, digerite, metabolizzate, diventano categorie naturali con le quali interpretare e leggere il mondo.

Un obiettivo alto e difficile da raggiungere ma che va perseguito passo a passo. In modo che il rapporto tra arte e scienza diventi sempre più un rapporto di consuetudine. E di conseguenza sia possibile immaginare che un giorno tra loro siano attivi processi osmotici.

Chi vivrà vedrà. Intanto andate a vedere il Faust di Brera. Pardon, di Marlowe.

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