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	<title>Il mito di Erdős</title>
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	<description>nella scienza ciò che importa sono la comunicazione e la condivisione</description>
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		<title>Che blogger, Schiapparelli!</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 11:26:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[divulgazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Osservatorio di Brera]]></category>
		<category><![CDATA[Schiapparelli]]></category>

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		<description><![CDATA[E così anche Giovanni Virginio Schiaparelli (pur morto a Milano nel 1910) decide di debuttare nella blogosfera con un suo blog nel quale aprirà a tutti noi gli aspetti più intimi e significativi di se stesso.
Il blog è online da oggi sotto il titolo &#8220;di pane e di stelle&#8221;.
Agnese Mandrino, Ilaria Arosio, Cristina Bernasconi, Anna Maria Lombardi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E così anche Giovanni Virginio Schiaparelli (pur morto a Milano nel 1910) decide di debuttare nella blogosfera con un <a href="http://centenarioschiaparelli.blogspot.com/">suo blog</a> nel quale aprirà a tutti noi gli aspetti più intimi e significativi di se stesso.</p>
<p>Il blog è online da oggi sotto il titolo &#8220;di pane e di stelle&#8221;.</p>
<p>Agnese Mandrino, Ilaria Arosio, Cristina Bernasconi, Anna Maria Lombardi, M.Rosa Panzera e Stefano Sandrelli aiutano il vecchio GVS a postare e a dialogare con i suoi lettori.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>8 marzo: Enciclopedia delle donne</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 11:47:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[donne e scienza]]></category>
		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
		<category><![CDATA[enciclopedia delle donne]]></category>
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		<description><![CDATA[Rilancio, ovviamente oggi, la notizia che leggo su Oggi Scienza di una Enciclopedia delle donne nella quale hanno spazio significativo le donne di scienza.
C&#8217;è bisogno di un&#8217;Enciclopedia delle donne, perché troppo spesso la nostra cultura, civiltà, società, economia mortifica e rinuncia al loro contributo qualificato ed essenziale.
C&#8217;è bisogno che in un&#8217;Enciclopedia delle donne trovino spazio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rilancio, ovviamente oggi, la notizia che leggo su <a href="http://oggiscienza.wordpress.com/2010/03/08/8-marzo-enciclopedia-delle-donne/">Oggi Scienza</a> di una <a href="http://www.enciclopediadelledonne.it/index.php">Enciclopedia delle donne</a> nella quale hanno spazio significativo le donne di scienza.</p>
<p>C&#8217;è bisogno di un&#8217;Enciclopedia delle donne, perché troppo spesso la nostra cultura, civiltà, società, economia mortifica e rinuncia al loro contributo qualificato ed essenziale.</p>
<p>C&#8217;è bisogno che in un&#8217;Enciclopedia delle donne trovino spazio le donne di scienza, perché troppo spesso la scienza e la ricerca scientifica sono maschiliste e discriminatorie.</p>
<p>Buon otto marzo, nella speranza che questo serva gli altri 364 giorni dell&#8217;anno.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Inv-factor</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 05:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[bambini e ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[nuove frontiere]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[inv-factor]]></category>
		<category><![CDATA[invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[light 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Rossella Palomba]]></category>

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		<description><![CDATA[Sorvoliamo sul calembour del buontempone che si è inventato il nome Inv-factor e prestiamo attenzione al fatto che si tratta di una selezione per valorizzare le invenzioni realizzate dagli studenti degli Istituti tecnici industriali. Le migliori saranno presentate e premiate nell’ambito di ‘Light 2010’, il festival scientifico che si terrà a Roma in occasione della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sorvoliamo sul calembour del buontempone che si è inventato il nome <a href="http://www.invfactor.cnr.it/">Inv-factor</a> e prestiamo attenzione al fatto che si tratta di una selezione per valorizzare le invenzioni realizzate dagli studenti degli Istituti tecnici industriali. Le migliori saranno presentate e premiate nell’ambito di ‘Light 2010’, il festival scientifico che si terrà a Roma in occasione della Notte dei ricercatori.</p>
<p>Obiettivo? I giovani talenti dell’innovazione tecnologica, gli studenti tra i 15 e i 19 anni, in particolare degli Istituti tecnici, che sotto la guida degli insegnanti abbiano realizzato tecnologie, scoperto nuove idee, sperimentato nei laboratori.</p>
<p>“Catturare e coltivare talenti e intelligenze giovanili per immetterli quanto più precocemente possibile nel sistema-ricerca italiano”, spiega Rossella Palomba, responsabile del progetto <a href="http://www.irpps.cnr.it/light/home.html">Light</a> del Cnr, “è un’azione importante nell’ambito della ricerca scientifica nazionale, penalizzata non solo dall’insufficienza delle risorse finanziarie, ma anche dal progressivo allontanamento dei ragazzi dalle discipline scientifiche&#8221;.</p>
<p>Mi piace che si pensi al sistema-ricerca anche, e in questo caso soprattutto, a partire dai giovani degli istituti tecnici industriali invece che ai &#8220;soliti&#8221; liceali.</p>
<p>In fondo, visto il tessuto produttivo del Paese, sono i primi a tirare l&#8217;economia molto più dell&#8217;élite formata dai secondi, no?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Straniero anch&#8217;io</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 23:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, aderisco coi miei blog al Primo marzo 2010 Sciopero nazionale degli stranieri. Stranieri non tanto dal punto di vista anagrafico, ma perché estranei al clima di razzismo che avvelena l&#8217;Italia del presente. Autoctoni e immigrati, uniti nella stessa battaglia di civiltà.

In questa italia, più di una volta mi capita di sentirmi straniero anch&#8217;io.
Oggi e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, aderisco coi miei blog al <a href="http://www.primomarzo2010.it/">Primo marzo 2010 Sciopero nazionale degli stranieri</a>. Stranieri non tanto dal punto di vista anagrafico, ma perché estranei al clima di razzismo che avvelena l&#8217;Italia del presente. Autoctoni e immigrati, uniti nella stessa battaglia di civiltà.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.danielegouthier.it/pigrecoquadro/wp-content/uploads/2010/02/chisiamo.jpg"><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto; border: 0px initial initial;" title="chisiamo" src="http://www.danielegouthier.it/pigrecoquadro/wp-content/uploads/2010/02/chisiamo.jpg" alt="chisiamo" width="235" height="157" /></a></p>
<p>In questa italia, più di una volta mi capita di sentirmi straniero anch&#8217;io.</p>
<p>Oggi e non solo oggi voglio far sentire a tutti gli stranieri la mia richiesta: &#8220;non lasciateci soli, aiutiamoci tutti assieme a costruire il futuro&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Micro finanziamenti per decisioni condivise</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 20:54:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[decisori]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecsite, il network europeo degli science center e dei musei scientifici,bandisce 15 finanziamenti (fino a 2 500 euro l&#8217;uno) per sostenere iniziative locali, di respiro cittadino, sul dialogo e il coinvolgimento della cittadinanza intorno a questioni scientifiche. Possono partecipare comuni, musei, associazioni, ong, istituzioni, singoli.
Le attività devono usare e innovare il format PlayDecide e devono rafforzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ecsite.eu">Ecsite</a>, il network europeo degli science center e dei musei scientifici,bandisce 15 finanziamenti (fino a 2 500 euro l&#8217;uno) per sostenere iniziative locali, di respiro cittadino, sul dialogo e il coinvolgimento della cittadinanza intorno a questioni scientifiche. Possono partecipare comuni, musei, associazioni, ong, istituzioni, singoli.</p>
<p>Le attività devono usare e innovare il format <a href="http://www.playdecide.eu">PlayDecide</a> e devono rafforzare collaborazioni cittadine esistenti o crearne di nuove. L&#8217;obiettivo non è tanto organizzare un evento quanto mostrare come un evento possa catalizzare e sviluppare nuove dinamiche cooperative.</p>
<p>La <a href="http://www.playdecide.eu/fund-call/">domanda</a> va presentata entro il 15 marzo 2010.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gioco da tavolo sulle energie rinnovabili</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 08:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[scienza e società]]></category>
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		<category><![CDATA[energy empire]]></category>

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		<description><![CDATA[Tre giovani laureati + un master in energie rinnovabili del Crs4 di Cagliari + Area Science Park = Energy Empire, il gioco dell&#8217;energia.
Ecco una formula interessante per comunicare scienza: realizzare giochi da tavolo. Il dato in sé non è forse originalissimo, ma l&#8217;idea di coniugare gioco e divulgazione, gioco e didattica, ha una sua forza.
Area [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding: 0px;">Tre giovani laureati + un master in energie rinnovabili del Crs4 di Cagliari + Area Science Park = Energy Empire, il gioco dell&#8217;energia.</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding: 0px;"><a href="http://crs4energierinnovabili.blogspot.com/">Ecco</a> una formula interessante per comunicare scienza: realizzare giochi da tavolo. Il dato in sé non è forse originalissimo, ma l&#8217;idea di coniugare gioco e divulgazione, gioco e didattica, ha una sua forza.</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding: 0px;"><a href="http://www.area.trieste.it/">Area</a> ha prodotto cento esemplari a mo&#8217; di prototipo. Chi l&#8217;ha giocato si è divertito.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Museo virtuale dei piccoli animali</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 12:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[insegnamento]]></category>
		<category><![CDATA[mostre e musei]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
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		<description><![CDATA[Segnalo un&#8217;iniziativa tra la didattica e la divulgazione.
L&#8217;ottimo Paolo Beneventi anima un museo virtuale dei piccoli animali.
Il museo è arricchito e mantenuto aggiornato dai bambini delle scuole elementari, che così facendo devono misurarsi con l&#8217;osservazione scientifica e con le scelte migliori per raccontarla e condividerla. Interessante è anche il respiro internazionale che permette ai bambini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo un&#8217;iniziativa tra la didattica e la divulgazione.</p>
<p>L&#8217;ottimo Paolo Beneventi anima un <a href="http://www.visiblechildren.net/museum/">museo virtuale dei piccoli animali</a>.</p>
<p>Il museo è arricchito e mantenuto aggiornato dai bambini delle scuole elementari, che così facendo devono misurarsi con l&#8217;osservazione scientifica e con le scelte migliori per raccontarla e condividerla. Interessante è anche il respiro internazionale che permette ai bambini di collaborare a un progetto di ampio respiro.</p>
<p>Da tenere d&#8217;occhio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Parlare o non parlare delle due culture?</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 20:37:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
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		<description><![CDATA[Come forse dovevo aspettarmi, con la contro-recensione al Piccolo atlante celeste, ho scatenato un dibattito tra le persone coinvolte direttamente: Giangiacomo Gandolfi e Stefano Sandrelli che l’hanno curato e Marco Boscolo che l’ha recensito. Vorrei che questo scambio “schietto e diretto” diventasse occasione per una riflessione un po’ più ampia e condivisa da altri.
Non me [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come forse dovevo aspettarmi, con la <a href="http://www.danielegouthier.it/erdos/piccolo-atlante-celeste-una-recensione-da-ripensare.html">contro-recensione</a> al Piccolo atlante celeste, ho scatenato un <a href="http://www.danielegouthier.it/erdos/piccolo-atlante-celeste-una-recensione-da-ripensare.html#comments">dibattito</a> tra le persone coinvolte direttamente: Giangiacomo Gandolfi e Stefano Sandrelli che l’hanno curato e Marco Boscolo che l’ha recensito. Vorrei che questo scambio “schietto e diretto” diventasse occasione per una riflessione un po’ più ampia e condivisa da altri.</p>
<p><span id="more-260"></span>Non me ne voglia Gandolfi, ma qui la discussione non è sulla responsabilità del recensore, che pure è cosa importante e riguarda la sua etica professionale: siamo tutti d’accordo che una recensione “sbagliata” produce un danno potenziale soprattutto se esce su Le Scienze. Non verte neppure su Dante, Sinisgalli o sull’interpretazione di Galileo scienziato o “maggiore tra i prosatori italiani”.</p>
<p>La questione che vale la pena distillare dallo scambio tra curatori e recensore a mio parere è una: nella società italiana la frattura tra le due culture c’è.</p>
<p>Forse ci distingue la convinzione che i “veri intellettuali” l’abbiano superata metabolizzando al meglio l’una e l’altra. Sull’esistenza di questi “veri intellettuali” posso avvicinarmi in due modi: da egocentrico mi definisco uno di loro e quindi Boscolo ha ragione; da matematico dico che basta definire “vero intellettuale” colui il quale ha superato la frattura e ha metabolizzato al meglio l’una e l’altra. Temo però che entrambi questi approcci non mi porterebbero lontano. Sicuramente non mi porterebbero a capire cosa si muove nella pancia della società in cui vivo e a cercare di dare qualche piccolo contributo a che la frattura si sani.</p>
<p>Quindi, dal mio punto di vista, il terreno d’incontro tra noi quattro (e i nostri quattro lettori, per parafrasare un minore dell’Ottocento) è che la frattura tra le due culture c’è e si vede. Non m’interessa sapere se i cattivi sono i letterati o gli scienziati o entrambi, mi basta dire che il problema c’è.</p>
<p>Sotto questa ipotesi, lo scambio di oggi può distillarsi in due posizioni:</p>
<p>Lineare A, quella adottata da Boscolo: parlare della frattura alimenta solo il dialogo tra esperti, toglie forza all’azione di raccontare che da sola sarebbe più efficace. Pertanto annoia e infastidisce i lettori. Ergo è controproducente.</p>
<p>Lineare B, quella adottata da Gandolfi, Sandrelli e dal sottoscritto: parlare della frattura serve a dare consapevolezza ai lettori che, dopo essersi goduti i racconti, possono desiderare una maggior riflessione sul rapporto tra narrativa e scienza. Pertanto informa e fa crescere i lettori. Ergo è utile.</p>
<p>Mi piacerebbe che su questa contrapposizione tra A e B si aprisse un confronto, lasciando da parte le questioni marginali quali i danni potenziali, l’etica del recensore, Dante, Sinisgalli, Galileo e soprattutto il “vero intellettuale”, del quale mi pare proprio un po’ vuoto parlare. Anche perché a me farebbe piacere sapere che a tutte le persone in gamba di questo mondo, che non sono né “intellettuali veri” né estremisti dell’uno o dell’altro tipo, fa piacere leggere che le due culture sanno andare lontano insieme, rafforzandosi l’una con l’altra.</p>
<p>Vogliamo parlarne?</p>
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		<title>Piccolo atlante celeste, una recensione da ripensare</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 08:33:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sandrelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Marco Boscolo recensisce Piccolo Atlante Celeste sul numero di Le Scienze in edicola a febbraio. La sua non è una recensione entusiastica, e ho molto rispetto per chi ha voglia e coraggio di parlare di un libro anche mettendo il dito in qualche piaga e non si abbandona agli elogi acritici.
Nel caso specifico, però, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marco Boscolo recensisce <a href="http://www.danielegouthier.it/erdos/piccolo-atlante-celeste.html">Piccolo Atlante Celeste</a> sul numero di <a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/">Le Scienze</a> in edicola a febbraio. La sua non è una recensione entusiastica, e ho molto rispetto per chi ha voglia e coraggio di parlare di un libro anche mettendo il dito in qualche piaga e non si abbandona agli elogi acritici.</p>
<p><span id="more-256"></span>Nel caso specifico, però, non condivido quando il recensore dice: “per un superamento di quella frattura tra cultura umanistica e scientifica bisognerebbe che si smettesse di parlare e si lasciasse ai racconti e alla poesia, di scienziati o di scrittori, lo spazio per essere letti in pace”.</p>
<p>Perché? C’è un tempo per scrivere e leggere racconti e c’è un tempo per parlare dei racconti.</p>
<p>Stefano Sandrelli e Giangiacomo Gandolfi con il loro Atlante lasciano la parola ai racconti: e che racconti. La loro selezione è più matura e meno ovvia dei Racconti matematici; non me ne voglia Claudio Bartocci, cha ha il merito non piccolo di essere arrivato tre anni in anticipo.</p>
<p>Tanto Sandrelli quanto Gandolfi, in altre sedi, si prendono il tempo e le occasioni per scrivere racconti “con la scienza di fianco”, convinti che i racconti di scienza debbano parlare da soli. E lo stesso fanno nella loro veste di curatori, che ci propongono da Bradbury a Levi, da Buzzati a Pirandello, da Schiaparelli a Wells, passando per Hoeg, Queneau, Leopardi, Pontiggia, Asimov, Rigoni Stern, Del Giudice, Calvino, Ceronetti, Cortàzar… (Tra parentesi, trovo bizzarro che Boscolo veda Dante come un assente in questa lista. A me sarebbe sembrata una presenza un po’ forzata: non direi proprio che il Sommo Poeta abbia scritto racconti di astronomia).</p>
<p>Detto del ruolo che i racconti hanno, non sono d’accordo che bisognerebbe che si smettesse di parlare della frattura tra cultura umanistica e scientifica. Boscolo crede davvero che questa frattura sia sanata? Crede davvero che sia sufficiente la pratica e che non serva anche un po’ di grammatica? Io non vedo i lettori italiani come consapevoli e abituati a un sano rapporto tra narrativa e scienza. Le dieci paginette che aprono il libro e che hanno un poco disturbato il recensore non vogliono sviluppare chissà quale riflessione innovativa, fanno semplicemente il punto sul rapporto tra le stelle e le narrazioni. Sono pensieri che è giusto condividere col lettore che si sente attratto da un’antologia di racconti “splendidamente disomogenei, ricchi di spunti, temi e suggestioni” come è questa.</p>
<p>Perché se il lettore dovrà, potrà e vorrà trarre piacere dai racconti in sé, non si vede perché non debba anche acquisire un briciolo di consapevolezza del fatto che scienza e racconti hanno una lunga storia comune e non ha senso vivere una separazione che non c’è sempre stata. Storia già ben nota a Italo Calvino che vedeva Galileo Galilei come il “maggiore tra i prosatori italiani” e non l’avrebbe mai definito uno “scienziato prestato alla narrazione”.</p>
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		<title>MI&amp;LAB: da questa sera a Trieste</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 07:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
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		<category><![CDATA[Trieste]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 5 al 9 febbraio al Teatro Miela, microfestival su scienza, musica, arte,
filosofia e tecnologia organizzato dalla Coperativa Bonawentura in
collaborazione con la SISSA.
Cinque giornate in cui la scienza entra nel contesto culturale e si
confronta con la società attraverso incontri, esposizioni, cinema, musica,
spettacoli, documentari e presentazioni: un forum di dialogo tra scienza e
cultura.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_254" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.danielegouthier.it/erdos/wp-content/uploads/2010/02/mielab_230.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-254" title="mielab_230" src="http://www.danielegouthier.it/erdos/wp-content/uploads/2010/02/mielab_230-150x150.jpg" alt="MI&amp;LAB" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">MI&amp;LAB</p></div>
<p>Dal 5 al 9 febbraio al <a href="http://www.miela.it/">Teatro Miela</a>, microfestival su scienza, musica, arte,<br />
filosofia e tecnologia organizzato dalla Coperativa Bonawentura in<br />
collaborazione con la SISSA.</p>
<p>Cinque giornate in cui la scienza entra nel contesto culturale e si<br />
confronta con la società attraverso incontri, esposizioni, cinema, musica,<br />
spettacoli, documentari e presentazioni: un forum di dialogo tra scienza e<br />
cultura.</p>
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