Hope not hype exhibition
Il titolo è intraducibile e gioca sull’assonanza tra speranza (hope) e lancio pubblicitario (hype) di massa, invasivo e pervasivo.
Il tema è lo studio delle cellule staminali.
L’oggetto è una mostra.
La location è il Sensation Science Centre a Dundee.
Il proponente è il Consiglio di ricerca in biotecnolgie e scienze biologiche (BBSRC), assieme al Consiglio di ricerca medica (MRC).
Il periodo è febbraio 2007.
Lo spirito è quello che va, o dovrebbe andare, per la maggiore: il dialogo scienza società.
Il rettore dell’Università di Dundee, Lord Naren Patel è anche chairman del network nazionale sulle cellule staminali e quindi coordina le attività nel settore. Ed è interessante che interpreti il suo ruolo non solo come orientato a fare della buona ricerca sulle cellule staminali ma anche a realizzare momenti di dialogo e confronto sul tema. E quindi la mostra.
Julia Goodfellow, che presiede il BBSRC, ha detto: “Lo studio delle staminali è una delle ricerche più promettenti in biomedicine. Genera grandi speranze per malattie oggi incurabili. È responsabilità dei ricercatori avvicinare queste aspettative e queste speranze alla realtà scientifica”. Come dire che bisogna conseguire i risultati che verranno ma anche dare lezione di realismo e non coltivare illusioni.
Così, la mostra si occupa della ricerca ma anche delle questioni sociali e etiche che accomunano la comunità scientifica ai pubblici coinvolti.
Uno spettro si aggira per l’Europa: il dialogo nella società sulla scienza.
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