Notte bianca a Berlino
Il 9 giugno i laboratori e i centri di ricerca di Berlino e dintorni apriranno le porte per tutta la notte al pubblico. È la settima edizione della Notte scientifica, un’iniziativa che offre oltre 1.500 eventi per grandi e piccoli. Dalle conferenze agli spettacoli, dalle mostre al teatro, tutto è fatto e pensato per mettere la scienza in piazza, per dialogare e per far partecipare.
Giusto un’idea della partecipazione: lo scorso anno sono stati contati 137.000 visitatori. Ed è la città, non i soli ricercatori, a mobilitarsi attorno alla Notte, con i trasporti pubblici scontati e molte società e compagnie private che sponsorizzano e partecipano a vario titolo.
La notte è un momento eccezionale, che stimola la nostra capacità di cogliere fascino e che ci permette di entusiasmarci e di sentirci coinvolti. Una notte scientifica ha tutti i numeri per avvicinare persone alla ricerca scientifica e per far capire loro quanto è importante prendere parte alle decisioni che la toccano.
In Italia, abbiamo sparuti esempi notturni: “Una notte al museo” si tiene ad esempio al Museo di storia naturale di Firenze o al Museo Leonardo a Milano. E anche la fondazione per le biotecnologie a Torino organizza in orario quasi notturno “È di scena il delitto”. Insomma, anche da noi sembra che si comincia a parlare di scienza.
Che sia una via da esplorare ce lo dice anche il film con Ben Stiller ambientato appunto di notte e proprio in un museo.
3 commenti
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Di Marco, 6 giugno 2007 @ 23:16
Per completezza, aggiungo che anche il Museo Tridentino di Scienze Naturali di Trento organizza un’iniziativa per i bimbi dai 5 ai 12 anni (’nanna al museo’) che può essere un bel modo per avvicinare i più piccoli al mondo della scienza.
Di Daniele Gouthier, 7 giugno 2007 @ 08:13
Grazie dell’integrazione.
Sono più che convinto che non “possa essere” ma che “sia” un bel modo per avvicinare i più piccoli alla scienza.
Di Marco, 7 giugno 2007 @ 17:08
Sì, ho scritto ‘possa essere’ perchè non conosco i dettagli dell’iniziativa, per cui non voglio esagerare.
So che nostra figlia ci è andata e si è divertita, ma poco più