Passato e futuro della fisica
“Ho sempre nutrito un profondo interesse per la storia della scienza. La trovo affascinante e divertente. E mi sembra che, in qualunque racconto scientifico, l’aspetto storico dovrebbe sempre costituire una parte importante”.
Sottoscrivo senza esitazione le parole di Tom Siegfried che aprono L’universo strano (Dedalo 2007). La storia della scienza è una delle chiavi per dare profondità a ogni racconto di scienza, per muovere dai soli risultati alla prospettiva del loro sviluppo, della loro evoluzione. Per non parlare poi delle vicende degli uomini di scienza, delle loro passioni, successi, errori, dubbi.
“Non conosco un modo migliore di insegnare la scienza agli studenti di quello che ne sfrutta la storia. In fin dei conti, la scienza fa parte della storia dell’umanità”, ha anche detto il premio Nobel Steve Weinberg.
Tutto questo è presente ne “L’universo strano”: ci sono le vicende della scienza e gli squarci che queste aprono verso il futuro. C’è la dialettica passato-futuro e ci sono le concezioni e le idee di un tempo che ci colpiscono con la loro straordinaria modernità. Ma ci sono soprattutto gli uomini e le donne che fanno e hanno fatto la scienza.
Tom Siegrefried si colloca in un punto a metà strada tra testimonianza e giornalismo, tra storia e divulgazione e ci racconta la bella storia della fisica del Ventesimo secolo.
Da leggere.
Trovo notevole che l’autore sia stato premiato nel 1993 per la divulgazione della chimica e nel 1997 per quella della psichiatria. E nel 2002 ha scritto questo coinvolgente libro sulla fisica.
Ottimo e versatile.
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