Perché ci piace la musica
Perché ci piace la musica è il titolo di un libro appena uscito.
Autrice: Silvia Bencivelli.
Editore: Sironi, in quel bel contenitore che è la collana Galapagos, meta e origine di alcuni bei viaggi scientifici.
Scritto bene, con garbo e ironia tutta pisana, “Perché ci piace la musica” è dichiaratamente un libro sulla scienza che ruota intorno alla musica molto più che sulla musica stessa. Ci sono gli animali e il loro comportamento. Gli archeologi e le loro scoperte, a partire dal flauto di Geissenklösterle che apre il libro.
Ma c’è anche tanto cervello, tanto comportamento umano, una manciata di linguaggi vari e variegati.
C’è soprattutto la storia di una ricerca che vive <>, per dirla con l’autrice.
Il libro poi è pieno di bambini: sani e malati, normali e geniali, musicisti e oggetto di test scientifici. Lo sapevate che i bambini ascoltano con più attenzione il canto della mamma che le sue parole?
La musica s’intreccia con le emozioni e con le differenze di genere. Con la psicologia e con le seduzioni del commercio: un’enoteca nella quale Mozart fa da sottofondo vende vini più cari di una in cui non c’è. Con la televisione, con la radio e con il cinema: dal pianoforte del cinema muto alle colonne sonore che tanto informano ogni film
Il libro si legge di getto e i capitoli scandiscono un ritmo che ci trasporta dalla musica alla scienza che le gira attorno.
C’è veramente tanta scienza, soprattutto di quella del Ventesimo secolo.
E quasi non ci accorgiamo di una certa ambiguità tra scienza e musica.
Al di là del titolo, chi è la protagonista?
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