Scienziati erranti tra la Sardegna e il mondo
È molto glocal l’operazione di Mameli e Scanu. Partono dalla Sardegna, scrivono del mondo, ma guardano all’Italia. Ci sono queste tre dimensioni geografiche in “Scienziati di ventura – Storie di cervelli erranti tra la Sardegna e il mondo” (Cuec 2007).
Il libro va oltre la “solita” fuga dei cervelli. I cervelli all’estero ci possono andare per tre motivi: perché fuggono, perché vengono espulsi, perché lo scelgono. Sono tre casi ben diversi.
I cervelli in fuga giustappunto fuggono. Trovano qui condizioni ostili, o almeno inadatte, ne soffrono e quindi devono andare altrove.
I cervelli espulsi, loro non se ne andrebbero, ma il sistema non li vuole: perché non c’è spazio, non ci sono risorse. Ma anche perché non si sono attaccati al carro giusto.
I cervelli per scelta sono un caso ideale. Probabilmente tutti i cervelli dovrebbero poter scegliere di “errare tra l’Italia e il mondo”. Ma chi lo fa, quando vuole tornare, scopre di essere diventato un cervello espulso. Già, perché stare all’estero vuol dire perdere il contatto con ogni carro italiano e quindi, in particolare, con quello giusto.
Attenzione! Il libro è tutt’altro che una dissertazione sui ricercatori, un saggio sociologico, una riflessione sul sistema. È molto di più: è la collezione di storie di persone che hanno saputo o dovuto trovare una strada in centri di ricerca, università e imprese all’estero. Contiene lacrime, sudore e sangue; passioni, successi e frustrazioni; Sardegna, mondo e Italia. Per l’appunto.
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Come si usa, il libro, fisso nella staticità cartacea, ha un suo fratello dinamico: il blog.
2 commenti
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Di Andrea Mameli, 20 luglio 2007 @ 18:00
Grazie Daniele, la tua analisi mi sembra eccellente: dal locale al globale. Se le stime che sto leggendo saranno confermate le prossime aree a rischio fughe di cervelli saranno gli Usa e la Gran Bretagna: i loro cervelli saranno attirati da nuovi centri di ricerca in Cina e India.
Il mondo è grande, e non si ferma mai.
Andrea Mameli
Di Daniele Gouthier, 21 luglio 2007 @ 14:10
Grazie a te per il commento! La scienza è per definizione globale, credo. Però mi sembra che nel tempo si creino degli “attrattori strani” che non dipendono (tanto e solo) dalla ricchezza accumulata, dalla conoscenza pregressa, dal benessere diffuso. Piuttosto sono il prodotto della capacità/voglia di innovare, svilupaprsi, evolvere. Cercheremo di seguire la cosa.