Equazioni, le icone del sapere
Ci sono libri che sono belli da vedere, piacevoli al tatto, hanno un buon odore e sono pure ergonomici, in due parole: “un piacere!”.
È il caso di Equazioni, le icone del sapere di Sander Bais (Dedalo 2009) che in cento pagine scarse prende di petto le equazioni, oggetti concettuali e iconici, misteriosi e densi di informazione al tempo stesso.
Da Newton alle stringhe, Bais cavalca per i secoli e vola sui paesaggi della fisica mostrandoci la maestosa bellezza di quelle montagne che sono le equazioni. Soprattutto, Bais scardina il luogo comune che “ogni equazione dimezzi il numero di lettori” (l’editore dovrà però dirci se le vendite seguiranno questa coraggiosa convinzione dell’autore).
Le equazioni sono raccontate per il loro bagaglio di informazioni ma anche per il loro valore estetico: Bais cerca di guidarci in un’estetica dell’equazione che non ha molto da invidiare al mondo dell’arte contemporanea. E come le opere d’arte anche le equazioni sono fatti culturali e quindi si parlano l’un l’altra in un gioco di eco e richiami che tesse la trama della fisica.
