apr 23 2007

Un fumetto abbagliante

Niels Bohr doveva essere un bel tipo. Rigoroso e puntuale tanto nei pensieri quanto nelle convinzioni. Ebbe idee rivoluzionarie tanto in fisica quanto nelle relazioni internazionali. Sognava un completo scambio dei segreti scientifici per non cadere in conflitti economici e in guerre nei quali, ahilui, l’umanità sarebbe effettivamente caduta.

Un pensiero abbagliante è la storia di Bohr, dei suoi tempi, delle persone che ha conosciuto e con le quali ha lavorato: si va da Heisenberg a Rutherford, da Teller a Einstein. Ma ci sono anche Churchill e Roosevelt. C’è la storia dell’Europa squassata da due guerre. E soprattutto, in Un pensiero abbagliante c’è fisica, fisica e ancora fisica.

Si tratta di una graphic novel, ovverosia di una lunga storia a fumetti. E Jim Ottaviani e Leland Purvis sono riusciti a farci vedere molta fisica, senza paura di far parlare davvero di atomi ed elettroni i loro personaggi. Ottaviani non ha nessun intento didascalico, soltanto la voglia di raccontare quello che a Bohr e compagni passava per la testa. Con tutte le difficoltà del caso.

Io non conosco granché la fisica e sono un lettore distratto di fumetti. Però leggendo Un pensiero abbagliante mi è venuto più volte da pensare che il tratto di Purvis rende in qualche modo una certa indeterminatezza che c’è nell’aria di questa vicenda. Si vedono le idee che si formano. Ci fa vivere le vertigini di un’idea nuova che oltretutto è vertiginosa di suo, la meccanica quantistica.

Non conoscevo neppure il Bohr antinazista che dà rifugio a molti intellettuali esuli nel suo istituto o quello pacifista che si confronta con i grandi della Terra per evitare una guerra che sarà drammatica.

Ottima la traduzione di Martha Fabbri, e non era facile, credo.

Un pensiero abbagliante è edito da Sironi. Andate, compratelo, leggetelo e regalatelo agli amici.

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