nov 09 2007

Un’ERA d’interesse globale

La Commissione Europea insiste sulla strada dell’ European Research Area (ERA). L’obiettivo è di arrivare a un unico mercato europeo degli scienziati nel quale gli scambi professionali siano veloce e poco problematici: abbattimento delle frontiere burocratiche.

Su questa via, la Fondazione Europea delle Scienze ha messo in calendario una conferenza per i politici, i ricercatori, i manager della scienza – tanto pubblici quanto privati – allo scopo di farli interagire e confrontare i rispettivi punti di vista sull’idea stessa dell’ERA e sulle aspettative che gli operatori hanno a proposito delle ricadute sulla scienza europea.

Il commissario Potocnik ha richiesto che ci siano commenti e raccomandazioni su ERA e la Fondazione ha recentemente fatto avere il suo punto di vista. Da questo documento è nato il progetto della conferenza (“Is ERA a first step to GLOREA (Global Research Area)?”) che si terrà a Strasburgo i prossimi 28 e 29 novembre. Nello spirito della domanda, interverranno esperti dall’America e dall’Asia, perché ERA sta effettivamente diventando un soggetto politico-scientifico d’interesse globale.

Dal punto di vista della comunicazione e delle dinamiche interne alle comunità scientifiche, sarà interessante la discussione sulla peer review e la conseguente riflessione sugli strumenti di valutazione in un futuro sempre più globalizzato.

Così come è già di per sè interessante che la peer review venga inquadrata in un ragionamento sulla dimensione internazionale della politica scientifica.

C’è da sperare che ci s’incammini su una strada diversa da quella dell’impact factor e che la comunità scientifica europea inizi a riflettere sulla necessità di costruire parametri di valutazione chiari, coerenti e soprattutto pubblici.

Nessun commento

Nessun commento, per ora.

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI

Lascia un commento

Comments links could be nofollow free.