il solito Albert e la piccola Dolly

gouthierAlbertScritto con Federica Manzoli, Il solito Albert e la piccola Dolly (Springer 2008), fa il punto su come bambini e ragazzi vedono la scienza.

Dopo centinaia d’anni la scienza è uscita dalla torre d’avorio ed è entrata nella società. Oggi non si fa scienza con la sola ricerca di laboratorio ma coinvolgendo diversi attori sociali. Ci sono gli scienziati, ma anche i politici, gli amministratori, gli imprenditori e la gente comune, giovani e adulti. Le loro paure, reali o percepite, possono porre un freno ai suoi sviluppi. La loro fiducia e le loro speranze la alimentano e creano un clima di aspettative che non sempre vengono soddisfatte.

Nella grande narrazione della scienza, i primi attori, gli scienziati, sono di volta in volta distruttori e benefattori, santi o mostri, padri del Golem dai piedi d’argilla o di Frankestein che si rivolta e distrugge. Non di rado poi sono tanti Sisifo che ricominciano continuamente la loro impresa – e non è escluso che agli occhi di alcuni condividano con Penelope l’abitudine di disfare di notte ciò che fanno di giorno.

L’immagine di chi fa la scienza, scienziati e scienziate, è plasmata dagli atteggiamenti, dalle convinzioni e dalle credenze individuali e collettive che si muovono nella società.

Tutto ha inizio dai più giovani: bambini e adolescenti.

Prefazione di Pietro Greco.