Ricerca in comunicazione della scienza
In molte situazioni, un progetto di ricerca, ma anche un’attività divulgativa o didattica, ha bisogno, prima di iniziare, di capire come viene percepita una certa questione scientifica – dall’astronomia agli ogm, dalle questioni ambientali alle biotecnologie.
Studiare l’origine dell’immagine della scienza, analizzando le parole, i testi e i disegni di bambini e adolescenti, analizzare i media e gli attori che hanno a che fare con loro – insegnanti, musei, libri divulgativi, genitori – sono casi d’indagine che funzionano e hanno permesso di costruire utili chiavi di lettura e di definire cornici nelle quali collocare il progetto in questione.
Allo stesso modo, può essere importante conoscere il ruolo che il linguaggio ha nella comunicazione specialistica e in quella a pubblici diversi. Da un lato, come la scienza accetta, proprio attraverso le parole, una certa dose di ambiguità. Dall’altro, quali sono la storia e la natura di termini, locuzioni, figure retoriche del linguaggio comune che nascono nella scienza ma che poi vengono usati in contesti del tutto diversi.
Ho coordinato l’Osservatorio su Bambini Adolescenti e Scienza (Octs) della Sissa.
Nel triennio 2006-2008, ho fatto parte dello staff scientifico dei progetti: Gapp, Sedec.
Una parte delle mie riflessioni su scienza e linguaggio è esposta in Le parole di Einstein.
Così come quelle sull’immagine pubblica della scienza si possono trovare in Il solito Albert e la piccola Dolly.
