Sulla lista di discussione intorno a Cabrì si sta sviluppando una discussione sulla perpendicolarità che offre alcuni spunti interessanti e che mi sembra utile condividere sul blog.
Un’insegnante con dieci anni di esperienza ha segnalato che “alcuni ragazzi a occhio distinguono un angolo retto da un angolo che retto non è; altri ragazzi non notano proprio la differenza. Puoi fargli usare le squadre, il compasso, i quadretti, ma appena sbagliano qualcosa e gli salta fuori un angolo ottusissimo o acutissimo, loro non se ne rendono proprio conto. Perché questa differenza? C’è qualcosa che a questa età si può fare per far cogliere visivamente a chi ancora non riesce la perpendicolarità?”.
Costruire un triangolo ABC, con AB>AC.
L’altezza condotta dal vertice A incontra il lato BC in un punto interno K.
L’asse del lato BC interseca il lato AB nel punto F, mentre la retta passante per F e parallela al lato BC interseca il latoAC nel punto E.
a) Indicato con D il punto medio di BC, dimostrare che la retta DE passa per il punto medio dell’altezza AK.
b) Esaminare anche il caso in cui l’altezza condotta dal vertice A incontra la retta BC e non il segmento BC.
Giustificare le risposte.
Le risposte vanno spedite entro il 27 marzo 2010 a flatlandia@unife.it
Credo che valga la pena, per chi insegna con GeoGebra, tenere sotto controllo il progetto che mira a una versione utilizzabile sulla LIM con una dinamica touch, vale a dire con la penna invece che con mouse e tastiera.
Una figura equilatera ha tutti i lati uguali: un rombo è un quadrilatero equilatero.
Una figura equiangola ha tutti gli angoli uguali: un rettangolo è un quadrilatero equiangolo.
Gli angoli dei poligoni equiangoli rispondono a una regola ferrea: sono delle frazioni di 180° e per di più delle frazioni molto particolari. Se vogliamo un poligono equiangolo di n lati, allora i suoi angoli devono valere (n-2)/n 180°.
Vero, no?
Così i triangoli equiangoli hanno angoli di 60°: n=3 e (n-2)/n=1/3.
I quadrilateri equiangoli hanno angoli di 90°: n=4 e (n-2)/n=1/2.
E così via.
Mi sono chiesto: cosa sappiamo dire di una figura equiangola che abbia come angolo una frazione qualsiasi di 180°?
Ovvero: che figura compare se impongo che tutti i suoi angoli valgano p/q 180° (dove p/q è una frazione a piacere)?
Ho fatto la prova con GeoGebra scegliendo p=5 e q=12, vale a dire con un angolo sempre uguale a 75°. Ho ottenuto questa bella figura.
Naturalmente, non è comparso un poligono: la figura non poteva essere convessa…
Con un angolo di 75° si ottiene una figura di 24 lati.
Non ho ancora fatto congetture, ma mi piacerebbe che ragionandoci su scoprissimo quanti lati ha la figura equiangola con angolo di p/q 180°.
Tra le tante bollette che ci arrivano da pagare, una mensa (non importa se di una scuola, un campo estivo, un corso) ci ha chiesto testualmente di pagare 4,000 pasti a euro 4,370000 l’uno per un totale di 17,48 euro.
L’assurdità di queste cifre mi invoglia a parlarvi di errori. L’impiegato che ha compilato la richiesta di pagamento sicuramente intendeva essere molto preciso ma non si rendeva conto di scrivere qualcosa di privo di senso.
Scrivere 4,000 pasti vuol dire fare un ragionamento che prevede il millesimo di pasto, vale a dire 0,001 pasto. Vuol dire che se mangiamo 600 calorie in un pasto, quell’amministrazione è disposta a erogarci cibo anche per 0,6 calorie e a farci pagare di conseguenza. Non mi pare realistico. Forse bastava scrivere 4,0 pasti, per tenersi la possibilità di avere qualche frazione (che so un utente che mangia un piatto su tre, o chi prende un panino in più).
Allo stesso modo, scrivere 4,370000 euro vuol dire fare un ragionamento che prevede il centimillesimo di pasto, vale a dire 0,000001 euro (detto nelle vecchie lire, poco più di 0,019 lire). Anche qui è una precisione priva di significato. Quale conteggio ha bisogno di più dei centesimi di euro? o al massimo dei millesimi?
A mio parere questi due esempi (in una sola frase) possono essere utili per parlare di errori e cifre significative.