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	<title>Pi greco quadro &#187; interviste</title>
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	<description>matematica da incorniciare</description>
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		<title>Matematica matta e applicata</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 17:06:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La matematica, si sa, è sinonimo di teoria. I matematici applicati sono un po&#8217; misteriosi e trascurati. C&#8217;è sempre un certo stupore nello scoprire che la matematica serve veramente a qualcosa.
E così mi sembra bello che ci sia Madd Maths!, il portale della società di matematica applicata dedicato alla divulgazione e alla didattica.
Giochi, luoghi, eventi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La matematica, si sa, è sinonimo di teoria. I matematici applicati sono un po&#8217; misteriosi e trascurati. C&#8217;è sempre un certo stupore nello scoprire che la matematica serve veramente a qualcosa.</p>
<p>E così mi sembra bello che ci sia <a href="http://maddmaths.simai.eu/">Madd Maths!</a>, il portale della società di matematica applicata dedicato alla divulgazione e alla didattica.</p>
<p>Giochi, luoghi, eventi, fantasie e&#8230; tanto altro costituiscono un ricco bagaglio di spunti e stimoli.</p>
<p>La chicca però sono le interviste da far leggere ai vostri studenti che sono lì che rimuginano su cosa fare da grande.</p>
<p>Spesso lo trascuriamo, ma la scelta di una carriera scientifica non nasce nel passaggio dalla scuola all&#8217;università, bensì dal primo al secondo grado.</p>
<p>Far conoscere esperienze di vita ai 12-14enni è essenziale per dar loro degli indirizzi veri, dei riferimenti vivi, come lo sono <a href="http://maddmaths.simai.eu/vita-da-matematico">queste interviste</a>.</p>
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		<title>A lezione di cartoni</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 12:57:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gianmarco Todesco è un personaggio eclettico che affianca all&#8217;insegnamento della matematica agli architetti (come la matematica può aiutarli a fare opere più belle) la progettazione di software che permettono di disegnare cartoni animati.
In questo servizio di SuperQuark tratto da YouTube, possiamo capire come le opere fantastiche che amiamo si fondano su tanta matematica.
Otto minuti che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gianmarco Todesco è un personaggio eclettico che affianca all&#8217;insegnamento della matematica agli architetti (come la matematica può aiutarli a fare opere più belle) la progettazione di software che permettono di disegnare cartoni animati.<br />
In questo servizio di SuperQuark tratto da YouTube, possiamo capire come le opere fantastiche che amiamo si fondano su tanta matematica.<br />
Otto minuti che interesseranno sicuramente i vostri studenti.<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/L2u8PaUMrNM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/L2u8PaUMrNM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>La scuola che vogliamo. A Genova</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 11:46:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo convegno non è esclusivamente sulla matematica, ma mi sembra comunque interessante. Se siete a Genova e dintorni, sabato può essere un modo più che costruttivo per riflettere e fare rete.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fasce.it/paolo/cogede/LaScuolaCheVogliamo_Genova-locandina.pdf">Questo convegno</a> non è esclusivamente sulla matematica, ma mi sembra comunque interessante. Se siete a Genova e dintorni, sabato può essere un modo più che costruttivo per riflettere e fare rete.</p>
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		<title>Convegno didattica con le tecnologie</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 08:02:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[ADT]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi segnalo l&#8217;undicesimo Convegno Nazionale di ADT .
Se volete fare qualcosa anche per L&#8217;Aquila, partecipate.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi segnalo l&#8217;undicesimo <a href="http://www.adt.it/View_news.asp?NewsID=31">Convegno Nazionale di ADT</a> .<br />
Se volete fare qualcosa anche per L&#8217;Aquila, partecipate.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Professione matematico</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 08:28:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Se abitate non distanti da Bologna, consiglio di fare un salto a uno dei tre appuntamenti con Professione matematico. Sono convinto che bisognerebbe scegliere la scuola superiore avendo fatto dei pensieri (badate: non preso delle decisioni, fatto dei pensieri!) su &#8220;cosa fare da grande&#8221;. Quindi gli studenti delle medie dovrebbero interessarsi a iniziative come queste.
E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se abitate non distanti da Bologna, consiglio di fare un salto a uno dei tre appuntamenti con <a href="http://www.professionematematico.dm.unibo.it/2009_II/programma.php">Professione matematico</a>. Sono convinto che bisognerebbe scegliere la scuola superiore avendo fatto dei pensieri (badate: non preso delle decisioni, fatto dei pensieri!) su &#8220;cosa fare da grande&#8221;. Quindi gli studenti delle medie dovrebbero interessarsi a iniziative come queste.</p>
<p>E poi non è male che anche gli insegnanti sappiano quali sono le nuove professioni matematiche.</p>
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		<title>Sull&#039;insegnamento degli insiemi</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 15:14:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[insegnare matematica]]></category>
		<category><![CDATA[insiemi]]></category>

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		<description><![CDATA[La Treccani dedica un interessante spazio alla riflessione su come e quando insegnare gli insiemi.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Treccani dedica un interessante spazio alla riflessione su <a href="http://www.treccani.it/Portale/sito/scuola/in_aula/matematica/insiemi/mainArea.html">come e quando insegnare gli insiemi</a>.</p>
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		<title>Scienza, matematica e teatro</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 10:10:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Pietro Danise è una delle colonne di Scienza under 18, iniziativa che coinvolge tutta la scuola – dalla materna alle superiori – intorno alla scienza sperimentata, fatta, vissuta in prima persona, dall&#8217;esperimento alla comunicazione al pubblico. In questi ultimi anni Scienza under 18 si rinnova ad esempio con esperienze di teatro scientifico.
Pietro, che ruolo ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_119" class="wp-caption alignleft" style="width: 50px"><img class="size-thumbnail wp-image-119" title="pietrodanise" src="http://pigrecoquadro.files.wordpress.com/2009/01/pietrodanise.jpg?w=40" alt="Pietro Danise" width="40" height="96" /></p>
<p><p class="wp-caption-text">Pietro Danise</p></div>
<p> </p>
<p>Pietro Danise è una delle colonne di <a href="http://www.scienza-under-18.org/">Scienza under 18</a>, iniziativa che coinvolge tutta la scuola – dalla materna alle superiori – intorno alla scienza sperimentata, fatta, vissuta in prima persona, dall&#8217;esperimento alla comunicazione al pubblico. In questi ultimi anni Scienza under 18 si rinnova ad esempio con esperienze di teatro scientifico.</p>
<p class="MsoNormal"><span><strong>Pietro, che ruolo ha la messa in scena di una questione scientifica per i ragazzi? Che tipo di riflessioni scatena in loro?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Scienza under 18 ha realizzato oltre 60 spettacoli, dalla scuola materna alle superiori. E io personalmente ho preso parte a sei di questi. Ho potuto così osservare, direttamente o indirettamente, la progettazione e il coinvolgimento dei ragazzi come protagonisti (autori e attori) e/o come pubblico.<span id="more-118"></span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Il teatro scientifico a scuola oscilla tra due rischi estremi: alcuni spettacoli funzionano<span>  </span>e coinvolgono il pubblico con il loro gioco di azione teatrale, ma il contenuto scientifico sembra estraneo, un pretesto; all’opposto ci sono performance che possono essere assimilate a lezioni su contenuti scientifici<em>, </em>mentre i corpi dei ragazzi-attori e gli oggetti hanno il ruolo delle illustrazioni del libro di testo, magari in movimento. In mezzo ci stanno le rappresentazioni che stabiliscono quel sottile equilibrio tra il teatro e la scienza che rende fluida l’azione scenica e nello stesso tempo riesce, se non proprio a trasmettere contenuti o metodi, almeno a stimolare la curiosità e l’interesse del pubblico. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Il nodo sta tutto nel modo in cui si arriva alla realizzazione dello spettacolo e ai tempi e alle risorse che si possono impiegare. Proprio in queste settimane sto lavorando con i miei studenti di seconda media alla preparazione di un nuovo sull’evoluzione. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>In parallelo i colleghi di educazione musicale e di scienze motorie conducono laboratori sulla voce e sul movimento, inteso come occupazione dello spazio scenico.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Sono tutte tappe di avvicinamento, stimoli diretti o indiretti, che preludono al coinvolgimento in prima persona nella realizzazione dello spettacolo: si crea la “cornice” entro cui inserire l’attività di progettazione. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Poi la palla passa agli studenti che si ritagliano abbastanza liberamente temi da rappresentare e scelte su come rappresentarli.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Ai docenti e agli esperti spetterà il compito di accompagnarli nella “cucitura” dello spettacolo e nella sua realizzazione finale.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Si tratta di un percorso che coinvolge i ragazzi in tutte le fasi della realizzazione: dalla scelta dei temi, con relativo approfondimento, alla trasformazione del tema in performance. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Il teatro scientifico rappresenta per i ragazzi (almeno per i ragazzi che lo fanno) una nuova e interessante via d’accesso alla scienza, un modo di affrontarla e studiarla a 360 gradi in quanto coinvolge sia gli aspetti propriamente concettuali e procedurali, sia i contesti materiali, storici ed emozionali di chi la scienza l’ha costruita con fatica, passione e felici intuizioni: &#8220;Che cosa mangiava Darwin? Come si vestiva? Aveva degli amici? <span> </span>C’erano le forchette al tempo di Darwin? Aveva dei figli? Una moglie? Con chi discuteva i suoi lavori? Dove pensava? Dove posso trovare “l’albero evolutivo”? I fringuelli li ha imbalsamati veramente? Come si fa? Prof. posso rivedere il fossile di trilobite che abbiamo in laboratorio?&#8221;<em> … </em>Sono alcune delle domande reali che i ragazzi si/mi stanno ponendo in questi giorni e a cui saranno invitati a rispondere attraverso un lavoro di ricerca autonomo o guidato dal docente. Domande di questo tipo non<span>  </span>vengono mai poste durante una lezione, anche di laboratorio. Attraverso il teatro, invece, la scienza diventa un meccanismo che produce nuovo sapere scientifico.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Tra gli spettacoli che sono stati proposti e realizzati sinora, qual è lo spazio per la matematica? </span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span>In questi anni Scienza under 18 ha prodotto numerosi spettacoli sulla matematica. Diciamo uno su sei. Con la matematica si sono cimentati soprattutto le classi della scuola media e, in maggioranza, le classi della scuola superiore: alcune realizzazioni engono dai licei classici, che evidentemente trovano interesse verso questa forma di presentazione della matematica. <span> </span>I temi sono molto vari e l’impianto della rappresentazione, a volte, si basa sulla ricostruzione storica delle scoperte. Segnalo:</span></p>
<ul type="disc">
<li class="MsoNormal"><span>Acci… che numeri! Otto stupefacenti canovacci sulla      serie del figlio di Bonacci; </span></li>
<li class="MsoNormal"><span>Due + due: la logica e la fantasia; </span></li>
<li class="MsoNormal"><span>Uno spettacolo su Gerolamo Saccheri; </span></li>
<li class="MsoNormal"><span>La più grande biblioteca matematica del mondo e il      suo pappagallo; </span></li>
<li class="MsoNormal"><span>Il teorema di Mr. Black e di Herr Decker &#8211;      Matematica anche di notte;</span></li>
<li class="MsoNormal"><span>Flat, spettacolo fantastico a più dimensioni;</span></li>
<li class="MsoNormal"><span>Invito a cena…con frattali, presentato anche      all’interno del Teatro Scienza 2008 allo spazio Eurolab del <a href="http://www.piccoloteatro.org/">Piccolo      teatro</a>.</span></li>
</ul>
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		<title>Insegnare ai nativi digitali</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 22:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[insegnare matematica]]></category>
		<category><![CDATA[nativi digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Ruberto]]></category>

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		<description><![CDATA[Annarita Ruberto è un&#8217;insegnante delle medie che integra il suo stare in aula (e dietro la scrivania di casa a preparare lezioni e correggere compiti) con mouse e tastiera: ha una ricca attività di blogger. A noi interessa particolarmente Matematicamente, un blog dedicato ai suoi studenti ma che parla a tutti gli studenti e che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_103" class="wp-caption alignleft" style="width: 89px"><img class="size-thumbnail wp-image-103" title="annaritaruberto" src="http://pigrecoquadro.files.wordpress.com/2008/12/annaritaruberto.jpg?w=79" alt="Annarita Ruberto" width="79" height="96" />  <br />
<p class="wp-caption-text">Annarita Ruberto</p></div>
<p>Annarita Ruberto è un&#8217;insegnante delle medie che integra il suo stare in aula (e dietro la scrivania di casa a preparare lezioni e correggere compiti) con mouse e tastiera: ha una ricca attività di blogger. A noi interessa particolarmente Matematicamente, un blog dedicato ai suoi studenti ma che parla a tutti gli studenti e che è sicuramente di stimolo per molti insegnanti.</p>
<p><span id="more-102"></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><strong>Annarita, che ci fai con un blog? Di quale matematica parli? Perché?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span><span> </span><a href="http://lanostramatematica.splinder.com/">Matem@ticaMente</a> è nato per offrire ai miei allievi una didattica alternativa che affianchi quella in aula e che permetta loro di avere un ruolo attivo. Infatti, i ragazzi partecipano concretamente alla vita del blog sia con post scritti da loro che interagendo attraverso i commenti. La matematica di cui parliamo è quindi la &#8220;nostra&#8221;, quella vissuta quotidianamente, ma che si arricchisce di una dimensione pubblica e sociale, resa possibile dalla rete. Perché questa scelta, che comunque comporta lavoro aggiuntivo anche se gratificante? Perché i nostri ragazzi sono nativi digitali, crescono e si &#8220;nutrono&#8221; di tecnologia, la scuola quindi, a mio avviso, deve essere al passo con i tempi e proporre una didattica consona ai bisogni degli allievi<span>  </span>che vivono nell&#8217;era del web 2.0.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span><strong>Che reazioni hai alla tua attività di blogger? I tuoi studenti che ne dicono? Che ne pensano? E i colleghi? Riesci a dialogare di matematica e del suo insegnamento con persone lontane che altrimenti non avresti conosciuto?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Come ho già affermato, i miei alunni partecipano attivamente alla vita del blog e la loro reazione è di interesse nei riguardi di questo strumento. Alcuni però sono frenati dalle famiglie che non riescono a comprenderne la funzione. Diversi genitori, infatti, pensano che il blog &#8220;faccia perdere tempo&#8221;, considerando il manuale scolastico come lo &#8220;strumento serio&#8221; ovvero il più adatto all&#8217;apprendimento. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>La scuola dovrebbe fare opera di alfabetizzazione nei riguardi delle famiglie e questo è possibile soltanto se i vertici scolastici investono in questo. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Per quanto riguarda i colleghi, devo ammettere a malincuore che, nella mia realtà, c&#8217;è un atteggiamento di apparente indifferenza. I miei ripetuti tentativi di coinvolgimento sono andati a vuoto.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Il blog mi ha invece consentito di allacciare rapporti con altri colleghi blogger anche molto lontani – alcuni sono stranieri – e di avere degli scambi professionali significativi.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rappresentare chi insegna matematica</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 17:45:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[ANIMat]]></category>
		<category><![CDATA[Castelnuovo]]></category>
		<category><![CDATA[De Finetti]]></category>
		<category><![CDATA[Enriques]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardo Radice]]></category>
		<category><![CDATA[Maraschini]]></category>

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		<description><![CDATA[Walter Maraschini è il presidente di ANIMat, l&#8217;associazione nazionale degli insegnanti di matematica. È interessante il fatto che nel 2008, gli insegnanti di matematica abbiano deciso – indipendentemente dal grado di scuola in cui insegnano – di associarsi per riflettere assieme su un insegnamento che è percepito come diverso e speciale dalla società.
Walter, che bisogno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_93" class="wp-caption alignleft" style="width: 91px"><a href="http://pigrecoquadro.files.wordpress.com/2008/12/wm.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-93" title="wm" src="http://pigrecoquadro.files.wordpress.com/2008/12/wm.jpg?w=81" alt="Walter Maraschini" width="81" height="96" /></a><p class="wp-caption-text">Walter Maraschini</p></div>
<p>Walter Maraschini è il presidente di ANIMat, l&#8217;associazione nazionale degli insegnanti di matematica. È interessante il fatto che nel 2008, gli insegnanti di matematica abbiano deciso – indipendentemente dal grado di scuola in cui insegnano – di associarsi per riflettere assieme su un insegnamento che è percepito come diverso e speciale dalla società.<span id="more-92"></span></p>
<p><strong>Walter, che bisogno c&#8217;era di ANIMAt? Perché è importante il punto di vista degli insegnanti di matematica sulla scuola italiana? Siete in qualche modo una singolarità?</strong></p>
<p>No, non siamo una singolarità perché già esistono associazioni di insegnanti relative a singole materie. La singolarità sta però nel fatto che la matematica, disciplina fortemente caratterizzata per i contenuti, i metodi e i linguaggi semiformali che utilizza,  è insegnata in tutti gli ordini e gradi di scuola, ma, nella maggior parte dei casi, chi la insegna non ha una formazione matematica specifica né si sente un matematico.<br />
L&#8217;associazione ha un duplice scopo: dare rappresentanza a chi insegna matematica (dalla scuola primaria all&#8217;università) per esprimere pareri e valutazioni su programmi, curricoli, prove di esame; favorire gruppi di lavoro o di studio e incontri seminariali su temi specifici che riguardano l&#8217;insegnamento. Queste discussioni si svolgono anche in rete e una sintesi dei dibattiti svoltisi si può trovare nel &#8220;Quaderno a quadretti&#8221; che abbiamo pubblicato e che è scaricabile dal sito <a href="http://www.animatinrete.it">www.animatinrete.it</a>.</p>
<p><strong>Spesso sui media leggiamo dei pessimi risultati italiani nelle rilevazioni PISA e TIMSS. Poi però i nostri giovani ricercatori vanno con estrema facilità a lavorare all&#8217;estero anche in discipline scientifiche e in particolare in matematica. Secondo te, secondo ANIMat, cosa funziona e cosa non funziona  nell&#8217;insegnamento italiano della matematica?</strong></p>
<p>È difficile dire che cosa non funziona: precisarlo fa proprio parte della nostra ricerca collettiva. Certamente, la grande tradizione che l&#8217;Italia ha in didattica della matematica – dalla Montessori a Emma Castelnuovo, da Lombardo Radice a Enriques e De Finetti – non si riflette nella realtà scolastica quotidiana, in cui prevale invece quell&#8217;idea della matematica come astrusa e mostruosa macchina di calcolo, in cui non si capisce il senso di ciò che si fa e non si fa mai percepire il brivido di un &#8220;eureka&#8221;, di una scoperta che segue a un ragionamento. Ciò fa sì che, nella gran parte dei casi, la matematica è soltanto un insieme di cose da dimenticare una volta finita la scuola e non agisce come componente importante del nostro bagaglio culturale: si avvia così un processo circolare perché, a loro volta, anche coloro che operano nella comunicazione e nell&#8217;informazione trasmettono questa idea e trasudano ignoranza anche rispetto a elementari strumenti matematici.<br />
Animat vorrebbe agire su tutti questi fronti proprio a partire dai nodi e dalle difficoltà che si incontrano nell&#8217;insegnamento: il confronto e il superamento dell&#8217;isolamento – oltre ovviamente allo studio e alla riflessione – costituiscono infatti, io credo, dei potenti motori per il miglioramento della qualità dell&#8217;istruzione.</p>
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