Come iniziamo la geometria?
La Treccani ha pubblicato un dossier sull’insegnamento della geometria. Articoli di Claudio Bernardi, Mariolina Batini, Daniela Valenti. Da leggere e meditare.
La Treccani ha pubblicato un dossier sull’insegnamento della geometria. Articoli di Claudio Bernardi, Mariolina Batini, Daniela Valenti. Da leggere e meditare.
Splendido dossier, Daniele!
Concordo sull’approccio a partire dal concreto, quindi materiali…, o mediato dall’utilizzo di software dedicati. Io uso geogebra, da un paio di anni “inizio” con questo, devo dire tuttavia di non essermi trovata male neppure a partire da “enti geometrici fondamentali”. Penso tuttavia che, come sempre, siano diversi i fattori che condizionano gli apprendimenti: dipende dalle metodologie, ma anche dai ragazzi, dalla loro storia “pregressa”, dalle loro abilità. E’ compito del docente decidere di volta in volta… Il ricorso al concreto è comunque fondamentale. Parlo di ragazzi della scuola media.
……..
grazie!:)
g
Condivido: e penso che una via da battere sia la concretezza vicina alla loro quotidianità.
Ciao
D
Ciao, Daniele! Intanto, complimenti per il nuovo template:)
Il dossier è molto interessante. L’approccio partendo dal concreto credo sia d’obbligo, almeno con i ragazzi molto giovani, se non si vuole rischiare di svolgere una didattica lontana dal vissuto degli alunni.
Un’altra riflessione che mi sorge spontanea è il fatto che l’apprendimento/insegnamento della geometria dovrebbe avvenire in una sorta di “Laboratorio” che rompa per così dire le modalità rigide e conservatrici, ancora diffuse, nell’insegnamento della geometria, e della matematica in generale.
L’ipotesi che l’intuizione di proprietà, la scoperta di regolarità o l’individuazione di schemi legati a fatti osservati si alimentino anche dell’operare concreto e dell’uso di cose e strumenti ha avuto molteplici conferme anche in tempi recenti ad opera di E. Castelnuovo e M. Barra per citare nomi noti, ma anche di molti cultori di didattica della matematica operanti in ambito Mathesis e di B. Ciari nella scuola per l’infanzia.
Software dinamici, tipo GeoGebra o altri, aiutano, ma, in base alla mia esperienza, il ricorso a cartoncino, filo di rame, elastici,asticciole, cannucce e filo, carta, stoffa e compensato, e altro materiale similare sortisce risultati più signifcativi.
Le tecniche, ovviamente, sono integrabili.
Altri problemi sono legati alla continuità…ma il discorso sarebbe lungo!
A presto.
annarita