L'insegnante immaginata

L'insegnante immaginata

[Nuova puntata sulla matematica vista dai ragazzi europei, dai loro genitori e dai loro insegnanti]

Cosa pensano i giovani sulle professioni matematiche?

Da un lato la scelta dello studio volto ad arrivare a un lavoro è una delle prime scelte importanti con le quali un giovane deve misurarsi.

Dall’altro il lavoro è la faccia pubblica con la quale una categoria si presenta alla società.

Insomma capire quali sono i lavori del matematico serve per decidere per se stessi ma anche per collocare il matematico all’interno della società.

I primi artefici di questa collocazione sociale del matematico sono senza dubbio gli insegnanti di matematica. Figure con le quali tutti i ragazzi devono misurarsi, sono portatori e portatrici di molti stereotipi: si tratta, nell’immaginario, di persone fredde, rigorose, spesso con scarsi rapporti umani e interpersonali, esigenti e poco propense al compromesso. In una parola: distanti.

Paradossalmente, questa distanza non influisce sul piano delle scelte professionali: tanti sono i giovani e le giovani che s’iscrivono a matematica proprio per andare a insegnare. Mentre determina un deterioramento dell’immagine del matematico tout court.

La figura dell’insegnante di matematica è così dominante che offusca e nasconde tutte le altre professioni matematiche:

“Quando si rendono conto che fisici, chimici e matematici possono soprattutto insegnare … cominciano a non essere più tanto interessati …” [insegnante uomo]

Ed è una figura forte che non svanisce né si deteriora nel tempo. Un genitore dice di avere in mente l’immagine:

“dell’insegnante di matematica che scrive alla lavagna e tutta la classe dietro che si annoia”.

E così, a causa dello stereotipo, quello del matematico diventa un lavoro poco attraente – quasi che fosse un lavoro unico e che invece non celasse una ricca competenza che permette di cimentarsi ed eccellere in svariate professioni diverse!

E così, gli studenti dicono di non scegliere la matematica appunto perché

“ha poco sbocco lavorativo e principalmente l’insegnamento”.