Galassia NGC 4038

Galassia NGC 4038

Qualche tempo fa cominciavo i primi passi nella ricerca dell’Osservatorio su bambini, adolescenti e scienza che poi ci ha portato a scrivere Il solito Albert e la piccola Dolly (fine della pubblicità progresso!).

Andammo in una terza elementare e chiedemmo ai bambini: “quante stelle ci sono nel cielo?”.

Tra le risposte ve ne riporto due che non stupiranno quanti di voi hanno a che fare con loro tutti i giorni ma che a me e ai miei colleghi ricercatori sono piaciute assai.

Prima risposta bella: “faccio un quadrato con le dita e guardo il cielo attraverso. Conto quante stelle stanno nel quadrato e poi sposto il quadrato per vedere quanti quadrati ci sono”. L’idea è molto bella ed evoluta. C’è la consapevolezza di cosa sia la densità e anche una forte ipotesi di omogeneità su come è fatto il cielo. Un ragionamento non da poco e una tecnica che, per inciso, è quella usata in reali studi astronomici.

Seconda risposta bella: “collego tutte le stelle con un filo immaginario e poi seguo il filo contandole”. Questa è magnifica. A me ricorda la dimostrazione che le frazioni positive sono numerabili: si disegna una tavola pitagorica illimitata e in ogni incrocio c’è una frazione (1/1, 1/2, 1/3 … 2/1, 2/2, 2/3 …). Poi, quello che si fa per contarle, è proprio collegarle con un filo immaginario e poi seguire il filo.

A me queste due risposte danno un sacco di ottimismo sulle potenzialità dei bambini che ritengono implicitamente la matematica una possibilità concreta, e che non pensano ancora di essere negati.

Bisognerebbe ricordarsene sempre, perché l’idea che ci siano persone portate e altre negate per la matematica è un grosso ostacolo all’insegnamento e all’apprendimento.