Insegnare ai nativi digitali
Annarita Ruberto
Annarita Ruberto è un’insegnante delle medie che integra il suo stare in aula (e dietro la scrivania di casa a preparare lezioni e correggere compiti) con mouse e tastiera: ha una ricca attività di blogger. A noi interessa particolarmente Matematicamente, un blog dedicato ai suoi studenti ma che parla a tutti gli studenti e che è sicuramente di stimolo per molti insegnanti.
Annarita, che ci fai con un blog? Di quale matematica parli? Perché?
Matem@ticaMente è nato per offrire ai miei allievi una didattica alternativa che affianchi quella in aula e che permetta loro di avere un ruolo attivo. Infatti, i ragazzi partecipano concretamente alla vita del blog sia con post scritti da loro che interagendo attraverso i commenti. La matematica di cui parliamo è quindi la “nostra”, quella vissuta quotidianamente, ma che si arricchisce di una dimensione pubblica e sociale, resa possibile dalla rete. Perché questa scelta, che comunque comporta lavoro aggiuntivo anche se gratificante? Perché i nostri ragazzi sono nativi digitali, crescono e si “nutrono” di tecnologia, la scuola quindi, a mio avviso, deve essere al passo con i tempi e proporre una didattica consona ai bisogni degli allievi che vivono nell’era del web 2.0.
Che reazioni hai alla tua attività di blogger? I tuoi studenti che ne dicono? Che ne pensano? E i colleghi? Riesci a dialogare di matematica e del suo insegnamento con persone lontane che altrimenti non avresti conosciuto?
Come ho già affermato, i miei alunni partecipano attivamente alla vita del blog e la loro reazione è di interesse nei riguardi di questo strumento. Alcuni però sono frenati dalle famiglie che non riescono a comprenderne la funzione. Diversi genitori, infatti, pensano che il blog “faccia perdere tempo”, considerando il manuale scolastico come lo “strumento serio” ovvero il più adatto all’apprendimento.
La scuola dovrebbe fare opera di alfabetizzazione nei riguardi delle famiglie e questo è possibile soltanto se i vertici scolastici investono in questo.
Per quanto riguarda i colleghi, devo ammettere a malincuore che, nella mia realtà, c’è un atteggiamento di apparente indifferenza. I miei ripetuti tentativi di coinvolgimento sono andati a vuoto.
Il blog mi ha invece consentito di allacciare rapporti con altri colleghi blogger anche molto lontani – alcuni sono stranieri – e di avere degli scambi professionali significativi.

Sottoscrivo tutto quello che hai scritto, cara Annarita.
Amare la lettura e la scrittura, spaer leggere con espressività e saper cosa si legge, condividere idee, tessere reti di pensiero…Tutti obiettivi importanti che la scuola deve perseguire. E le tecnologie della comunicazione e dell’informazione sono un valido aiuto se usate in modo intelligente.
I nostri studenti hanno bisogno di essere guidati ad essere utenti consapevoli della rete e cittadini attivi. Sapere che il proprio pensiero e le proprie esperienze saranno lette da molti e potranno essere commentate è di grande stimolo per dei ragazzi.
I colleghi che ancora non l’hanno capito si perdono grandi occasioni di crescita professionale e di rapporto con i propri studenti, nati ed immersi nella tecnologia.
Cara Paola, ti ringrazio di aver espresso il tuo prezioso punto di vista.
A presto.
Annarita
Non sono un collega e neppure un addetto ai lavori ma non condivido le perplessità di tanti genitori circa l’uso del blog come strumento indispensabile per integrare lo studio di classe.
Credo invece che questo tipo di approccio possa conquistare anche quei ragazzi che, per diverse ragioni, trovano maggiori difficoltà. Auguri alla prof. Annarita di buon lavoro per far apprezzare tutta la magia ed il fascino di questa meravigliosa disciplina.
Enzo
Caro Enzo, dici bene. Il blog è uno strumento che crea o accresce la motivazione e si rivela un buon catalizzatore di interesse.
Ti ringrazio per l’augurio.
Annarita
Che dire Annarita? hai già espresso con estrema chiarezza la situazione di chi tenta di innovare la didattica con nuovi strumenti. Certo sono strumenti che affascinano, con quistano i “nativi” ma al di là di questo aspetto sono strumenti che estendono lo spazio aula e scuola, aprendo finalmente le porte e permettendo di modificare l’insegnamento e l’apprendimento che si caratterizza per le 3 C : Condivisione Costruzione e Collaborazione, azioni ormai indispensabili per imparare ad apprendere e per essere cittadini attivi e partecipi.
L e resistenze sono ancora tante: quelle delle famiglie mi sembrano minori rispetto a quelle dei colleghi….tuttavia l’importante è proseguire e perseguire nelle nostre convinzioni che non sono campate in aria, ma supportate da una nuova concezione pedagogica e dalla motivazione evidente dei nostri alunni,
Scusa la lungaggine….ma mi sono fatta prendere…
Un abbraccio
france
Grazie di avee espresso il tuo punto di vista, France.
Un abbraccio
annarita