Uno scienziato disegnato da un bambino francese è caratterizzato dalle formule e dagli occhi che vedono, segno d’intelligenza

Uno scienziato disegnato da un bambino francese è caratterizzato dalle formule e dagli occhi che vedono, segno d’intelligenza

 

Torniamo alle osservazioni sulla matematica dei ragazzi europei, dei loro genitori e dei loro insegnanti.

Un altro tema ricorrente è quello della fatica, che vuol dire anche della necessità di fare molto lavoro e in definitive di essere molto intelligenti.

La matematica è faticosa e avara di soddisfazioni per le persone normali.

“Per capire la matematica bisogna essere intelligenti” [madre]

“Men are smarter, so they do more with math”  [ragazzo olandese]

“La matematica richiede molto lavoro” [insegnante uomo]

Sommati, il tema della fatica e quello dell’astrazione portano all’assioma del talento. Per fare matematica bisogna essere talentuosi. Si nasce portati dalla matematica. Sembra quasi che non la si possa imparare, ma che la si sa o meno, per dono di natura.

 

La lavagna dello scienziato

La lavagna dello scienziato

Ecco allora che a partire dal tema positivo del rigore, discendono conseguenze che positive non sono e che alzano tra il giovane e la matematica una barriera invalicabile. Come faccio ad avvicinarmi bendisposto a una disciplina che mi chiede tanto? Come posso sperare io di riuscire dove è richiesto un talento innato?  Vale la pena di spendermi per qualcosa che richiede sforzo e fatica al di là delle mie forze?