Pregiudizi matematici
La matematica, tutta la nostra attenzione va sull’impararla e sull’insegnarla, com’è giusto del resto. A me invece interessa spostare un minimo l’asse del discorso. Nessuno di noi è tabula rasa, nessuno di noi vive su un’isola scollegato dagli altri, senza relazioni. Siamo costantemente bombardati di messaggi – non lo scopro certo io – e molti di questi messaggi sono pubblicitari.
La pubblicità è per sua natura efficace, e anche molto efficiente. Ergo, le scelte che fa sono scelte che funzionano. Prestateci caso: la pubblicità spesso usa la matematica, e più in generale la scienza, per rafforzare i propri messaggi. Questo significa che la matematica ha un’immagine forte, di rigore, che dà serietà alle cose, in particolare alle campagne pubblicitarie.
E su cosa si fonda quest’immagine? Prevalentemente sulle formule. La matematica si esprime in formule. Le formule sono matematiche. Se c’è una formula dietro a un prodotto, questo prodotto funziona. Dietro alla formula ci sono genio, pensiero, potenza.
Queste convinzioni sono radicate nell’immaginario collettivo: non sono né buone né cattive, semplicemente ci sono. E chi ha a che fare con delle persone e con la matematica deve tenerlo a mente: ci sono dei pregiudizi sulla matematica. E i pregiudizi si cambiano molto difficilmente, è meglio se ci predisponiamo mentalmente per farci i conti, senza cercare di eluderli o peggio contrastarli.
A me che la matematica sia “formule!” non piace granché ma sbaglierei se ignorassi questa pre-convinzione del pubblico al quale cerco di spiegarla.



