Pietro Danise

Pietro Danise

 

Pietro Danise è una delle colonne di Scienza under 18, iniziativa che coinvolge tutta la scuola – dalla materna alle superiori – intorno alla scienza sperimentata, fatta, vissuta in prima persona, dall’esperimento alla comunicazione al pubblico. In questi ultimi anni Scienza under 18 si rinnova ad esempio con esperienze di teatro scientifico.

Pietro, che ruolo ha la messa in scena di una questione scientifica per i ragazzi? Che tipo di riflessioni scatena in loro?

Scienza under 18 ha realizzato oltre 60 spettacoli, dalla scuola materna alle superiori. E io personalmente ho preso parte a sei di questi. Ho potuto così osservare, direttamente o indirettamente, la progettazione e il coinvolgimento dei ragazzi come protagonisti (autori e attori) e/o come pubblico.

Il teatro scientifico a scuola oscilla tra due rischi estremi: alcuni spettacoli funzionano  e coinvolgono il pubblico con il loro gioco di azione teatrale, ma il contenuto scientifico sembra estraneo, un pretesto; all’opposto ci sono performance che possono essere assimilate a lezioni su contenuti scientifici, mentre i corpi dei ragazzi-attori e gli oggetti hanno il ruolo delle illustrazioni del libro di testo, magari in movimento. In mezzo ci stanno le rappresentazioni che stabiliscono quel sottile equilibrio tra il teatro e la scienza che rende fluida l’azione scenica e nello stesso tempo riesce, se non proprio a trasmettere contenuti o metodi, almeno a stimolare la curiosità e l’interesse del pubblico.

Il nodo sta tutto nel modo in cui si arriva alla realizzazione dello spettacolo e ai tempi e alle risorse che si possono impiegare. Proprio in queste settimane sto lavorando con i miei studenti di seconda media alla preparazione di un nuovo sull’evoluzione.

In parallelo i colleghi di educazione musicale e di scienze motorie conducono laboratori sulla voce e sul movimento, inteso come occupazione dello spazio scenico.

Sono tutte tappe di avvicinamento, stimoli diretti o indiretti, che preludono al coinvolgimento in prima persona nella realizzazione dello spettacolo: si crea la “cornice” entro cui inserire l’attività di progettazione.

Poi la palla passa agli studenti che si ritagliano abbastanza liberamente temi da rappresentare e scelte su come rappresentarli.

Ai docenti e agli esperti spetterà il compito di accompagnarli nella “cucitura” dello spettacolo e nella sua realizzazione finale.

Si tratta di un percorso che coinvolge i ragazzi in tutte le fasi della realizzazione: dalla scelta dei temi, con relativo approfondimento, alla trasformazione del tema in performance.

Il teatro scientifico rappresenta per i ragazzi (almeno per i ragazzi che lo fanno) una nuova e interessante via d’accesso alla scienza, un modo di affrontarla e studiarla a 360 gradi in quanto coinvolge sia gli aspetti propriamente concettuali e procedurali, sia i contesti materiali, storici ed emozionali di chi la scienza l’ha costruita con fatica, passione e felici intuizioni: “Che cosa mangiava Darwin? Come si vestiva? Aveva degli amici?  C’erano le forchette al tempo di Darwin? Aveva dei figli? Una moglie? Con chi discuteva i suoi lavori? Dove pensava? Dove posso trovare “l’albero evolutivo”? I fringuelli li ha imbalsamati veramente? Come si fa? Prof. posso rivedere il fossile di trilobite che abbiamo in laboratorio?”Sono alcune delle domande reali che i ragazzi si/mi stanno ponendo in questi giorni e a cui saranno invitati a rispondere attraverso un lavoro di ricerca autonomo o guidato dal docente. Domande di questo tipo non  vengono mai poste durante una lezione, anche di laboratorio. Attraverso il teatro, invece, la scienza diventa un meccanismo che produce nuovo sapere scientifico.

 

Tra gli spettacoli che sono stati proposti e realizzati sinora, qual è lo spazio per la matematica?

In questi anni Scienza under 18 ha prodotto numerosi spettacoli sulla matematica. Diciamo uno su sei. Con la matematica si sono cimentati soprattutto le classi della scuola media e, in maggioranza, le classi della scuola superiore: alcune realizzazioni engono dai licei classici, che evidentemente trovano interesse verso questa forma di presentazione della matematica.  I temi sono molto vari e l’impianto della rappresentazione, a volte, si basa sulla ricostruzione storica delle scoperte. Segnalo:

  • Acci… che numeri! Otto stupefacenti canovacci sulla serie del figlio di Bonacci;
  • Due + due: la logica e la fantasia;
  • Uno spettacolo su Gerolamo Saccheri;
  • La più grande biblioteca matematica del mondo e il suo pappagallo;
  • Il teorema di Mr. Black e di Herr Decker – Matematica anche di notte;
  • Flat, spettacolo fantastico a più dimensioni;
  • Invito a cena…con frattali, presentato anche all’interno del Teatro Scienza 2008 allo spazio Eurolab del Piccolo teatro.