Ricevo e condivido questo messaggio di protesta dal Liceo Dini di Pisa:
“Il Collegio docenti del Liceo Scientifico Dini di Pisa ha deciso a larga
maggioranza di astenersi per il presente anno scolastico dai viaggi di
istruzione come segno di protesta sia per la riforma dei licei, sia per
tanti altri provvedimenti che rendono sempre più difficile fare scuola in
Italia. Ovviamente la decisione non è piaciuta agli studenti, ma ha dato a loro e alle loro famiglie la misura della gravità della cosa (non tutto
finisce a tarallucci e vino). Procederemo con altre forme di protesta e di
informazione di studenti e famiglie.
Penso che questa iniziativa potrebbe estendersi ad altre scuole: sicuramente tocca nervi sensibili, e non solo quelli degli studenti (ai quali fa bene ogni tanto aprire gli occhi), ma anche quelli del business del turismo scolastico. Il Governo moltiplica gli spot di promozione del turismo degli italiani nelle stagioni morte e noi facciamo alla rovescia.”

Di questa riforma molte cose mi lasciano a dir poco perplesso. Ma sicuramente non mi piace che non ci sia la possibilità di un dialogo sulla scuola tra politica e società, tra politica e addetti ai lavori. Sono certo che comportamenti coerenti con le preoccupazioni siano importanti. Sono convinto che l’Italia abbia bisogno di azioni (pacifiche, nonviolente, civili, ma azioni) e non solo di parole, mugugni e lamentele.